Chi festeggia la Befana con noi?

Il Natale per me non è niente di che, l’ho sempre detto. Probabilmente si ereditano le proprie abitudini e si portano avanti tramandandole ai propri figli, e proprio per questo per me Natale significava tanta emozione per l’albero e niente di che per il regalo, che era sempre e solo uno (di parenti ne avevo a milioni, ma di regali nessuno). La Befana, però, era tutta un’altra cosa. Non era un regalo che richiedevo, quindi non mi aspettavo niente di preciso, ma ogni anno aspettavo la notte del 5 con un’emozione unica, anche quando ho scoperto che era tutto finto.

Perché tutte queste aspettative? Probabilmente era legato proprio alla cura che mia mamma metteva nel prepararmi la calza. Mia mamma, che non mi comprava mai giochi fuori dalle feste comandate, né una caramella, né una merendina (io facevo merenda con la mortadella o col pomodoro schiacciato sul pane!) per l’Epifania dava il meglio di sé, facendomi trovare una calza strapiena dei miei dolcetti preferiti, soprattutto delle gomme da masticare a forma di sigaretta per cui andavo pazza da bambina. A volte ci trovavo anche un pezzo di carbone, e mi sembrava giusto così, ma tutto il resto era proprio quello che mi piaceva di più e il fatto che mia mamma, per quella notte dell’anno, avesse la cura di comprare esattamente quello che mi piaceva mi metteva tanta felicità. L’ho sempre detto che la gioia sta nelle piccole cose.

Ho scoperto presto che non esisteva Babbo Natale, ma sapete perché? Perché ho scoperto che non esisteva la Befana. Da bambina mi piaceva frugare dappertutto per scoprire tante cose che non conoscevo (in casa nostra come in quella degli altri: non vi dico quando andavamo a casa di amici dei miei, passavo ore in bagno ad aprire i cassetti, senza toccare niente, con gli occhi spalancati) e così un giorno, frugando nel nostro vecchio ripostiglio che ora non esiste più, ho trovato la calza che ogni anno veniva riempita dalla Befana. Non so perché, invece di pensare che semplicemente mia mamma la mettesse fuori e la Befana la riempisse, ho pensato subito che fosse la prova dell’inesistenza della vecchietta sulla scopa: mia mamma confessò in un nanosecondo, dicendomi pure:

E che pensavi esistesse davvero? 

Voto 10 all’empatia, eh mamma?

Eppure lei ogni anno – all’epoca ne avevo 6-7 – ha continuato a farmi trovare la calza finché ho vissuto in casa. Ricordo che quando ero adolescente me l’appendeva alla porta di camera, così la trovavo appena sveglia. E vi giuro con tutta me stessa che ogni anno era sempre la solita gioia, perché significava che ero ancora piccina e che qualcuno si prendeva cura di me con lo stesso amore e la stessa cura a prescindere dalla mia età. Non che non ne ricevessi in altro modo, ma la calza era proprio qualcosa che sapeva di infanzia e coccole.

In Francia, dove viviamo, l’Epifania non si festeggia. Si fa la Galette des Rois per tutto gennaio, qualcuno riempie pure la calza di regali, ma nessuno delle persone con cui ho parlato conosce la tradizione della calza piena di dolci, figuriamoci del carbone! Le feste natalizie finiscono il primo gennaio e spesso si rientra a scuola prima dell’Epifania, che è un giorno feriale.

Perciò ho continuato io la tradizione, continuando a riempire la calza che mi riempiva mia mamma a casa con un sacco di dolcetti per le mie figlie. Di certo per loro l’effetto è tutto diverso: io sono un po’ più permissiva di quando non lo fosse mia mamma e più che essere colpite da quel dolcetto preciso (che mangiano magari una volta a settimana, ahimè!) lo sono dai loro personaggi preferiti.

E quindi quest’anno, che festeggiamo Capodanno e Epifania in Italia, ho preparato la sorpresa Made in Italy: cinque calze e tre mini-pandorini (che in fondo saranno pure metà milanesi, ma a me piace il pandoro!). Le calze sono firmate Dolci Preziosi (trovate tutto sul sito di Dolci Preziosi, coi personaggi di Shimmer&Shine, Glimmies, YoYo, Dragon Ball e Ben10) e contengono un numero giusto di dolcetti più un regalino, un compromesso perfetto per le loro piccole pancine. In più, il 20 gennaio è il compleanno di Penelope, e quindi abbiamo già del cioccolato di ottima qualità da offrire agli invitati: loro avranno avuto la sorpresa delle calze, e io ho la scusa per non farglieli mangiare tutti in cinque minuti come invece avrebbero voluto fare. Che dite, mi sono lasciata un po’ scappare la mano? Ah, le calze si illuminano di notte, fate voi!

E va be’, ve l’ho detto che non ho più voglia di fare la mamma rigida, no?

Si è bambini una volta sola, che siano calze per tutti!

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