Jet lag e bambini: regole e consigli

Viaggiare con i bambini è faticoso e meraviglioso allo stesso tempo e noi ne sappiamo qualcosa.

E’ inutile negare che ci siano delle difficoltà e che non si debba avere una certa intraprendenza, unita a tanta pazienza e resistenza, ma vedere il mondo con gli occhi dei propri figli è un’esperienza che vale la pena vivere.

Si avvicinano le feste natalizie e questa è sicuramente una buona occasione per partire e, perché no, andarsene al caldo. Un sogno, vero? Beh, questo è un genere di sogno che ormai può diventare realtà senza dover necessariamente dilapidare un patrimonio.

Molte sono le destinazioni raggiungibili con un costo tutto sommato contenuto, purché la prenotazione venga effettuata con un largo anticipo; il last minute coi bambini è già meno utilizzato e non tutti si sentono di affrontarlo.

Se vi spaventa il volo a lungo raggio con bambini potete scegliere come destinazione le Canarie o Dubai, ad esempio: buon clima e ore di volo contenute.

Se invece volete osare per passare il Natale davvero al caldo tropicale su una spiaggia da sogno, beh, il volo aereo lungo con bambini sarà necessariamente da prendere in considerazione e così il conseguente jet lag.

 

Come gestire il jet lag nei bambini?

Premettiamo subito che non tutti gli individui lo patiscono e non tutti allo stesso modo e i bambini non sono da meno.

I miei figli, ad esempio, necessitano di adattamento molto lieve e io anche.

Ho però le mie regole ferree e un alleato: Melamil.

melatonina dormire bambino

Melamil è un integratore a base di melatonina, sostanza naturalmente prodotta dal nostro corpo, che contribuisce alla riduzione del tempo richiesto per prendere sonno nel bambino ed anche nell’adulto. Melamil è in forma liquida, si somministra in gocce e non contiene glutine. Appartiene, appunto, alla categoria degli integratori alimentari e può essere acquistato senza necessità di prescrizione  del pediatra. Resta una buona regola, comunque, parlare col pediatra dell’assunzione della melatonina nei bambini più piccoli soprattutto.

Ecco le mie regole per far affrontare il jet lag ai bambini (e ai grandi):

1) scegliere con attenzione l’orario di partenza e di arrivo.

A meno di offerte mirabolanti che non si possono non cogliere, l’orario di arrivo preferibile per me è nel pomeriggio: è il momento più facile per gestire il jet lag con i bambini.

Sarà facile resistere fino ad un orario consono per dormire o andare a letto ad un orario tardo per i locali, ma accettabile per noi.

Ma niente paura se doveste arrivare al mattino: ce la farete comunque.

Parola di chi ha affrontato un Milano Tokyo con arrivo in Giappone alle 10 ora locale con 2 bambini di 8 mesi e 8 anni che la sera guardavano incantati Tokyo dalla Sky Tree Tower nonostante per loro fosse quasi la mattina del giorno dopo.

 

 

2) spostare gli orologi sull’ora locale già in volo:

il volo è il momento di passaggio tra i fusi orari e va gestito al meglio.

Se al vostro arrivo nel posto in cui siete diretti sarà mattina, somministrate e assumete il Melamil in volo: dovete riposare almeno qualche ora e così i bambini.

In genere il personale di bordo facilita la cosa abbassando le luci e servendo la cena anche se orario di cena per voi non sarebbe.

Non avete fame? Mangiate comunque qualcosa e fate fare lo stesso ai bambini, cambiateli come se fosse sera, lavate loro i dentini e via con la routine della nanna. La melatonina li rilasserà e li aiuterà a riposare.

Al risveglio, fate fare colazione, anche solo un dolcino perché interiorizzino che è ora di colazione e che inizia il nuovo giorno.

3) adattatevi immediatamente all’ora locale.

Arrivate ed è ora di cena anche se per voi sarebbe ora di merenda?

Niente crostatina al cioccolato, ma date ai bambini una cena leggera.

Non hanno fame? Sbocconcelleranno, pazienza.

Magari somministrate del latte perché non si risveglino nella notte e a nanna quando l’ora locale ne sentenzia la necessità.

Arrivate ed è ora di colazione?

Sarete stanchi, ma se avrete assunto Melamil e avrete dormito in volo avrete le energie necessarie per trascorrere una giornata, magari non concitata, ma abbastanza rilassata.

Cenate presto e mettete a letto i bimbi a seguire.

4) cercare di non dormire finché non è ora di farlo nel posto in cui siete.

E’ fondamentale.

Se giunti a destinazione dormirete 8 ore nonostante lì siano le 10 del mattino, poi ci metterete una buona parte della vacanza ad adattarvi.

Se invece resistete il primo giorno, è sostanzialmente fatta!

L’entusiasmo dei bambini nella scoperta del nuovo vi assisterà: assecondatelo!

5) Per alcuni è invece importante far abituare i bambini gradatamente all’ora locale del posto di destinazione.

Non discuto questa prassi, ognuno conosce i suoi figli, ma se non è davvero strettamente necessario eviterei di scombussolare una famiglia per una settimana prima della partenza e per almeno la giornata di arrivo, quando davvero in fondo è sufficiente gestire bene l’orario di partenza, il volo aereo e la prima giornata nel luogo da sogno in cui approderete. Il tutto muniti di Melamil, che vi aiuterà anche in loco se all’ora della nanna i bambini ancora non avranno sonno, riducendo il tempo richiesto per l’addormentamento sia per loro che per voi grandi.

Vedrete che sarà più facile di quel che potete immaginare.

E se non lo dovesse essere, ricordatevi che basterà solo un po’ di pazienza e tutto andrà a posto.

Buon viaggio!

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