Un cucciolo di cane in famiglia: come, perchè, quando

Non ricordo di aver mai desiderato un cane.

O forse sì, forse desideravo una Yorkshire per farle il codino con il fiocchetto.

Mi hanno preso un gatto, e moltissime altre bestioline, come scoiattoli, criceti, pesci, uccelli, quindi non ho più pensato al cane.

Non so spiegare bene perchè, quindi, mi son trovata a desiderarlo.

Forse è stata quella volta che, in montagna, un pastore tedesco ha portato un legno ad Alessandro e hanno passato un pomeriggio a correre e a ridere come non avevo mai visto fare.

O forse quando, una banale passeggiata in un parco si è trasformata in una domenica da ricordare grazie ad un bassotto che si è innamorato dei miei figli e non li ha più lasciati.

Comunque sia, abbiamo iniziato a pensare ad un cane.

Da sempre incrociavamo, in montagna, una razza tipica di qui, un cane da pastore, e con mio marito ne siamo stai innamorati.

Per fortuna ero ben consapevole dell’impegno e della necessità di fare una scelta accorta, quindi mi ero informata per bene, nei gruppi facebook e anche scrivendo direttamente ai proprietari che scovavi nei gruppi ad hoc.

Beh, non ci crederete, ma nel modo canino c’è molto più intolleranza, saccenza, rigidità e maleducazione che tra mamme.

Incredibile no?

Vi dico solo che dopo il primo giro di consulti, ho rinunciato. Non solo a quella razza, ma a un cane, per più di un anno.

Poi, questa primavera, mentre io e mio marito ci concedevamo un aperitivo io e lui soli, arrivano nel bar due bellissimi Lupi Cecoslovacchi. Il mio sogno.

Non so perchè, ma un avventore si mette a chiacchierare con noi, dice che son cani impossibili e non ne prenderebbe mai, pare esperto, gli raccontiamo che vorremmo un cane ma siamo sempre stati smorzati.

Alla fine della chiacchierata, ci consiglia, per come gli abbiamo descritto il nostro stile di vita, un Bouldogue Francese.

Non sapevo nemmeno che fosse, andiamo a cercarlo e ce ne innamoriamo.

Parte la ricerca, visitiamo allevamenti, mi iscrivo a gruppi di proprietari.

Ma non sono convinta.

E’ delicato, è potenzialmente soggetto a molte patologie, la conformazione fisica lo rende molto “da appartamento” ma poco resistente a lunghe camminate al caldo, al freddo.

Ero con i soldi in mano per versare l’acconto per una cucciola bellissima, ma no, ho sentito che non era la nostra razza.

Riparte la ricerca, studio, chiedo, vengo scoraggiata, mi vengono consigliati cani che proprio non mi piacciono e vengo zittita sentendomi dire che i cani non si prendono per l’estetica, litigo quando dico che lo voglio prendere di razza, non per capriccio, ma perchè siamo inesperti e voglio sapere a priori con che carattere (all’incirca, ovvio) avrò a che fare.

Alla fine incappo in un vecchio articolo che descrive il volpino italiano.

Come carattere, è LUI, quello che cercavo.

Simpatico, giocherellone, resistente, robusto, longevo.

 

Non è il cane che mi giravo a guardare per strada, ma inizio a prenderlo in considerazione e scopro che esiste anche rosso, sono quasi estinti.

Scrivo agli allevatori, mi dicono che mi avviseranno in caso di cucciolate.

Poi un giorno, quando ormai avevo quasi accantonato l’idea, mi arriva la foto di un batuffolo fulvo: “ho questo maschio, pronto tra un mese”.

E niente, era Lui.

Dopo un anno e mezzo di tira e molla, di dubbi, di sconforto, ci siamo trovati in 5.

Alessandro non vedeva l’ora, Alberto ne avrebbe fatto tranquillamente a meno, è pure un po’ geloso.

Ma non l’ho fatto per loro, era un desiderio più mio. Non so ancora da dove venga, ma c’era.

Sapevo che la nostra vita era già incasinata abbastanza, ma sapevo anche che era compatibile con un cane: viaggiamo poco, non prendiamo quasi mai l’aereo, ci muoviamo in auto, in viaggio preferiamo gli appartamenti. Non abbiamo giardino, ma la casa è grande e viviamo in collina.

E’ faticoso, sì.

Non conosco nulla di cani, sto studiando, so che devo cambiare modo di vedere le cose, con lui

Fa ancora molta pipì in giro, mio marito è spesso nervoso  per il pavimento con i segni delle zampate e dello straccio localizzato.

Alessandro non ha mantenuto la promessa di portarlo fuori, anche se ci gioca moltissimo in casa. Me lo aspettavo.

Siamo all’inizio del viaggio, ma vi vorrei dare alcuni consigli, nel caso siate nella fase “cucciolo sì, cucciolo no“.

1.mai avere fretta

Questa è la regola basilare. Non esistono ricorrenze , Natale, compleanno, Pasqua:il cane non dovrebbe mai essere un regalo,  prendetevi tutto il tempo. Dovete essere certi del passo, essere pronti, esservi informati bene sulla razza, averne parlato, discusso, sviscerato. Non fate cazzate, suvvia.

Io ho anche chiesto consiglio preventivo ad un educatore: non esitate a farlo. Poi ho disatteso i consigli, ma insomma, ci ho provato.

2. razza sì o no

Questo è soggettivo.

E’ ovvio che “salvare” un cane dal canile è sempre una buona azione, ma accertatevi che chi vi segue sappia fare il suo lavoro: soprattutto se siete alla prima esperienza, non potete trovarvi con un cane impegnativo che non sapete gestire, un bravo educatore saprà capire se è il cane adatto a voi.

Con un cane di razza, sapete un po’ di più a cosa andate incontro: il carattere, la predisposizione ecc, sono piuttosto “tipiche”, quindi potete avere un’idea abbastanza chiara. Ma la cosa fondamentale è non fissarsi sull’estetica. Non nel senso che hanno detto a me, con presunzione saccenza. Ma nel senso che se siete innamorati di una razza, accertatevi che sia compatibile con il vostro stile di vita. Inutile prendere un cane che richiede corse per almeno 4 ore al giorno, se il massimo delle vostre uscite sono a portare l’immondizia.

O al contrario, come è capitato a me, sarebbe altrettanto sbagliato innamorarsi di una razza che non ama il moto, se siete sportivi e amate le escursioni.

Sembra ovvio, ma credete, non lo è affatto. Leggo tutti i giorni di proprietari disperati perchè non hanno il tempo di seguire cani che hanno necessità di fare attività.

3. NO  a cagnari

Vi prego, vi prego, vi prego: se decidete di prendere un cane di razza cercate un allevamento SERIO.

No a subito.it, ad annunci sui giornali di tizi che hanno “tutte le razze” “cuccioli sempre disponibili”, NO anche ai negozi, che prendono i cani da cagnari. No a sconti se lo prendete senza pedigree: un pedigree costa meno di 30 euro, chi vi propone lo sconto è un cagnaro, scappate a gambe levate.

Perchè?

Perchè non ci sono garanzie, i cani non hanno i controlli che un allevamento invece fa, le fattrici vengono fatte riprodurre fino a morirne, i cuccioli tenuti in condizioni disumane: se vi va be, avete comunque incentivato un racket, se vi va male, vi può capitare, come è successo a molti, di trovarvi con un cucciolo malato o peggio, morto dopo poche settimane.

Mi sembra una cosa così ovvia, eppure ancora adesso nei gruppi in cui sono iscritta arrivano proprietari disperati: il mio cucciolo è malato o il mio cucciolo è aggressivo o varie ed eventuali: certo, prendi un cagnino separato alla madre a 30 giorni, che ti aspettavi? Solo per risparmiare 200 euro? Peraltro NON sono cani di razza, lo pagate quasi come un cane di razza ma non lo è , un cane senza pedigree (o con pedigree falso)  è un meticcio, e un meticcio (che nessuno considera di serie B sia ben chiaro) non si paga, semmai si lascia un rimborso spese simbolico.

Quando qualcuno chiede perchè, nonostante sia ormai talmente risaputo, ancora ci si caschi, la risposta è quasi sempre “eh, ma avevo fretta, eh ma era già disponibile, è ma l’ho pagato 600 euro invece di 1000”.

NO, No e NO: se volete un cane di razza lo pagate quello che vale, altrimenti cercate in canile o da privati che si trovano con cucciolate da sistemare.

4. maschio o femmina?

A me è stato detto che le femmine sono più dolci, più tranquille e soprattutto spisciazzano meno.

Però vanno in calore.

Quindi, vedete un po’ voi.

5. quando?

Bella domanda.

Se avete un giardino, quando vi pare.

Se non lo avete e abitate in città, meglio in primavera.

Noi fatichiamo a insegnare che i bisogni si fanno fuori, perchè sinceramente alle 6 di mattina, col buio pesto e -9 gradi di fuori non riesco proprio ad essere scattante.

Pazienza, mi adatto, e attendo la primavera come la salvezza.

Per ora non ho altri consigli.

La nostra vita è sicuramente più incasinata, corriamo di più, ogni tanto sono talmente sommersa dal casino che mi sale lo sconforto.

Ma quando gioco a “mamma papera” con io che mi muovo in cerchio e lui che mi segue come un’ombra, o quando la sera andiamo a dormire e anche se lui era nel più profondo dei sonni lo trovo poi immancabilmente a fianco a me in camera… beh, sento che siamo completi così.

Sapevo che 5 era il numero perfetto,

Ora so che mancava Lui.

 

 

 

 

 

 

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