La vita da mamma è difficile. Perché deve essere negativo semplificarla?

mamma bambino

La vita da mamma è difficile. E’ possibile rendere più facile la vita da mamma?

Semplificare la vita di una mamma: si può fare?

Sì, indubbiamente e credo sia anche un bene, per noi, certo, ma anche per i nostri figli.

Eppure non si riesce ad uscire da questo circolo vizioso che se la madre non si sacrifica i bambini ne risentiranno.

Leggo e ascolto continuamente critiche feroci a chi cede su alcuni punti, magari anche solo per 20 minuti, perché ne ha bisogno o non può fare altrimenti o semplicemente ne ha voglia. Tutte a dire cose tipo:

beh, facile la vita così, no?

Sì, va meglio in effetti. E allora?!

Cioè, perché mai dovrebbe essere più bello avere la vita complicata?

Perché se la vita da mamma è difficile, renderla un po’ più semplice dovrebbe essere una cosa negativa?

Se l’allattamento è avviato, ormai, e con successo, senza che si possa fare qualcosa che possa distruggere il lavoro fatto per mesi, perché commentare acidamente il fatto che una mamma dica: “sai, di notte preferisco dargli l’artificiale, così dorme di più”?

Facile così.

Sì, e quindi?!

Se non dormo amo mio figlio di più?

Se lui dorme peggio significa che lo amo di più?

Sono una mamma migliore se ho le occhiaie?

Se devo fare la spesa e lascio i bambini alla nonna, perché è disponibile, farò la spesa in maniera più oculata, serena, rilassata, ovvio. E quindi? Che succederà mai se mia madre tiene i bambini 2 ore mentre io sono al supermercato? E cosa si perdono di così interessante i miei figli? L’offerta speciale sulla pasta Barilla? Lo sconto del 25% sulla carta igienica a doppio velo? Lo sconto soci Coop sul Vernel?

Ma davvero interessa a qualcuno?

Se un bambino beve il latte artificiale liquido e non in polvere, perché la mamma si trova più comoda, parte il coro di: eh, certo, è più comodo, ma costa di più!

Ma che vi frega se lo paga di più? Glielo pagate voi?

Se lascio il tablet a mia figlia mentre sono al ristorante per non doverla rincorrere per i tavoli e poter parlare con mio marito, faccio davvero qualcosa di male?

Davvero in una giornata in cui una bambina è stata a giocare all’asilo, al parco, in casa, con la mamma, con gli amichetti, con la nonna, succede qualcosa di irreparabile se inseriamo 20 minuti di tablet?

Ma ci credete davvero?

Lo faccio per semplificarmi la vita?

Sì. E quindi? C’è qualcosa di così eticamente inaccettabile se una mamma cerca di avere una vita bella, soddisfacente, serena, felice e anche meno pesante?

Se i bambini sono sereni e felici?

Cosa c’è di inaccettabile?

L’insoddisfazione di chi non sa vivere con più leggerezza e ha bisogno di sentirsi una madre migliore perché non concede una caramella MAI, nemmeno il giorno del compleanno, questo c’è.

E sapete una cosa?

La pesantezza non rende migliori nessuno, né i genitori, né i figli.

E’ l’armonia e la serenità di una famiglia che rende esseri umani migliori i nostri figli.

E persino noi.

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4 Comments

  • Hai centrato in pieno il.mio modo di pensare e agire. Di quello che dicono gli altri me i interessa il.giusto, cioè pressoché nulla. Complimenti a chi vive e lascia vivere e non si sente migliore di nessuno. Buona Pasqua a tutti!

  • Sono convinta che la qualità del tempo passato con i figli vince sulla quantità! A chi serve avere dei genitori stressati? Questa è la domanda che mi faccio quando cerco di semplificare la mi vita da mamma. Quindi non sentiamoci in colpa se ricerchiamo la serenità☺️

  • Quanta verità! Ma quanto pregiudizio duro a morire! Proprio l’altro giorno una mia amica, mentre le dicevo che la capivo se si sentiva incasinata (abbiamo due bimbi ciascuna più o meno della stessa età) “eh ma per te è facile con il primo, lo mandi qualche ora al nido… e poi ha la signora delle pulizie”. Visto che economicamente sta meglio di me mi sono chiesta perché lei non lo facesse, e poi mi sono risposta… perché altrimenti non può dire di sacrificarsi in nome dei figli! Anche perché alcune cose non si possono scegliere (mi farei aiutare molto volentieri da mia madre ma non posso, non per mia scelta ma per scelta della malattia che se l’è portata via) ma quando si può, non farlo è proprio stupido!

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