La scuola non è un parcheggio!

E la mamma dei cretini è sempre incinta, dicono.

No, è vero, la scuola non è un parcheggio. La scuola è infatti quel posto in cui i nostri figli crescono, formati da persone competenti che, mi dispiace dirvelo, ne sanno più di noi. Noi tre siamo tutte laureate e più, ma pensate che basti per contestare il lavoro di un insegnante (senza apostrofo perché generico, maschile: tranquille!)?

Beh, NO.

La scuola non è un parcheggio ma è il posto in cui i bambini imparano il 70 per cento di quello che sapranno da grandi. ANZI. In alcuni casi, tipo quelli in cui la famiglia non sa fare il proprio lavoro (succede), la scuola rappresenta il modo principale per accedere con delle competenze nel mondo adulto. Vi sembra un’esagerazione? Non lo è. Quante di voi sentono di insegnare veramente qualcosa ai propri figli?

La scuola non è un parcheggio perché non è solo il posto in cui i nostri figli imparano a leggere e scrivere, a fare di conto, quali sono le capitali e perché la terra è tonda. No. Ma anche perché è il posto in cui si rapportano per la prima volta con adulti che non siano della famiglia. È il posto in cui nascono legami. Delusioni. Amori. Amicizie. Ingiustizie. La scuola è vita, è crescita, è esperienza.

E anche quando un bambino ci sta dalle 9 alle 18 perché i genitori lavorano e non possono fare altrimenti, la scuola non è un parcheggio. È un posto sicuro, dove i nostri figli giocano o studiano o lavorano con altri bambini.

Davvero pensate che il tempo passato in casa coi nonni o la mamma alla tv (per generalizzare) sia meglio? Davvero pensate che se i genitori avessero la scelta, non starebbero coi propri figli quelle ore in più al giorno? Eh no, perché i genitori che lavorano (anzi, scusate, LE MAMME CHE LAVORO) se ne fregano dei propri figli… ma che li avete fatti a fare?!

La cosa più triste del nostro mondo è proprio questa. Che altre mamme (o nonne) si permettano di utilizzare frasi così gravi nei confronti di altre mamme. Che non aspettino altro che giudicare, come se conoscessero le vite altrui, come se ci fossero dentro, facendo conti in tasca (ma certo, lavoriamo tutte per far carriera, non potremmo stare a casa a farci mantenere dai nostri mariti? Eh no, perché noi vogliamo le cose firmate e i viaggi!) e dicendo “potresti fare così anziché che colà”.

Ecco, ora lo dico.

Avete rotto. AVETE ROTTO veramente.

Fatevi una vita, invece di andare a criticare quelle altrui. Vivete felici, toglietevi da Facebook se non siete capaci di manifestare empatia, comprensione, solidarietà. Continuate a pensare che il male dell’Italia siano gli immigrati, che le mamme che lavorano siano tutte stronze in carriera che parcheggiano i figli, che la terra è piatta, che i vaccini sono un complotto e bla bla bla.

Ecco, la terra è tonda, i vaccini salvano dalle malattie, le persone lavorano per bisogno e perché hanno il dovere di contribuire al benessere della propria famiglia e della società con le proprie capacità.

E i figli? I figli vi assicuriamo che restano il centro del mondo, anche quando stanno a scuola fino alle 18. Fatevene una ragione, mentre guardate Maria De Filippi.

Written By
More from Anna

Fenomenologia della mamma: la Mamma Lavoratrice

Share this...FacebookPinterestTwitterLinkedinemailE siccome ve lo avevamo promesso, eccola qui, lei, quella mamma...
Read More

15 Comments

  • E lo sapete che vi dico? Che in fondo potrei anche scegliere di stare a casa, certo limando un po’ qua e la, ma in fondo potrei. E non lo faccio. Perché ho studiato e continuo a studiare per migliorarmi, perché non sarò eccellente e non vado sulla luna, ma sono abbastanza valida da portare del valore aggiunto nel mio ambito, e soprattutto perché mia figlia possa essere ancora più valida di quanto lo sia io, e magari, si, eccellente. Ed anzi, che volendo si possa permettere di poter scegliere un compagno fregandosene anche della sua possibilità di farla stare a casa. Perché sappia che io sono una persona, e non solo la sua mamma, e che quindi possa essere a sua volta in grado di scegliere liberamente che donna essere, senza condizionamenti da dami a dell’ottocento

    • Mi piace tanto questo tuo commento. E quando sento quelle che dicono “posso scegliere e sto a casa” mi cadono le braccia. Puoi scegliere perché c’è un marito che ti mantiene, perché questo è, purtroppo, ma quel marito non ha scelta, lui è obbligato dalla società ad assumersi il peso di tutto. E la parità? Noi dobbiamo accudire, loro sgobbare come nell’età della pietra? Ma stiamo scherzando? Abbiamo il dovere tutti, uomini e donne, di contribuire alla società, ognuno con le proprie possibilità. Forse anch’io potrei stare a casa e non lavorare, rinunciando ai viaggi probabilmente, che però per noi fanno parte del modo di crescere le nostre figlie, non è un capriccio. Ma non ci sto, sono esaurita, stanca, e lotto perché le condizioni dei lavoratori (attenzione: non lavoratrici) migliorino, lotto per poter trovare un equilibrio più adatto a me, ma a casa l’unica cosa che farei è stare due ore in più al giorno con le mie figlie (che mi piacerebbe tantissimo, ed è per questo che lotto), e poi? Quale sarebbe il mio contributo alla società e alla famiglia? Quale valore aggiunto creerei? A parte il benessere mio personale e quello delle mie figlie? Perdonate il pippone ma è un argomento che ho a cuore.

  • Che poi per dire almeno dove vivo io, mi rendo conto che questi giudizi vengono fatti dalle casalinghe “fancazziste” (scusate il termine), ma conosco casalinghe che lavorano parecchio e loro non hanno il tempo e la voglia di perdersi in chiacchiere inutili.

    • Esatto. Chi si dà da fare sa quanto spesso il tempo sia poco (realmente, anche tra le casalinghe ci sono donne che magari si occupano degli anziani, fanno volontariato, ecc) e se è poco per chi non lavora fuori casa, immaginiamoci per chi è costretto a star fuori 8, 9 o 10 ore e DOPO deve fare pure tutto il resto.

  • Che poi, nella mia esperienza di mamma con figli a scuola, ho visto tante mamme casalinghe contestare gli insegnanti e considerare la scuola un parcheggio molto più di altre che lavorano fuori casa (e sottolineo fuori casa perché non sto affermando che quelle a casa siano tutte fancazziste). Che poi sono le stesse che davanti alla ricerca del rappresentante di classe si chiamano fuori e si defilano lasciando l’ingrato compito alle tanto denigrate mamme che lavorano, che così hanno un bell’impegno extra e che si trovano a dover fronteggiare anche delle belle critiche spesso …. no la scuola non è un parcheggio è una istituzione che ha ben altro valore …

  • “Ecco, la terra è tonda, i vaccini salvano dalle malattie, le persone lavorano per bisogno e perché hanno il dovere di contribuire al benessere della propria famiglia e della società con le proprie capacità.”

    Non posso essere più d’accordo!!! Su certe cose veramente non capisco dove stiamo andando… tutta questa ossessione del post post post modernismo, i non-vax in primis, non capire alle donne che lavorano… è veramente incredibile… complimenti per questo post!!!!!!

  • Da mamma laureata, ex lavoratrice (anche dopo la maternità ho lavorato per quasi due anni), condivido ogni singola parola di questo tuo post. Oggi, sono mamma e casalinga, perchè dopo aver fatto mille considerazioni ho deciso che per me e per mia figlia, che ora ha 4 anni, in questo momento, per una serie di motivi, sarebbe controproducente se io lavorassi. Ebbene, mi colpisce il contrario. Non ho mai pensato minimamente di giudicare una mamma che lavora e non giudicherei una mamma che a parità di condizioni, farebbe la scelta opposta alla mia. Perchè solo lei saprebbe per quale motivo preferisce lavorare e di certo è padrona della sua vita. Però, credimi, donne che lavorano mi hanno con cattiveria accusato di aver scelto di non lavorare (con accezione negativa, nascondendo tra le righe un bel “non hai voglia di lavorare”). Lo hanno detto perchè raccontavo un pò di difficoltà economiche (raccontavo eh, mica mi lamentavo o chiedevo prestiti?) e mi hanno detto: “Tu hai scelto di non lavorare, se volevi una vita più comoda economicamente perchè non hai scelto di lavorare?” Per ogni scelta che faremo, sacrificheremo sempre qualcosa. Quindi, ognuno sceglie ed ha diritto di scegliere quello che rappresenta per se stesso il sacrificio minore. Mi sento un animale mitologico, metà casalinga “fancazzista” e metà donna cosmopolita. Le ammiro le donne che riescono a lavorare e ad essere mamme perchè penso sempre che oltre a lavorare fanno anche quello che faccio io (casa, figli etc.) ed in più sicuramente vorrebbero godersi di più i figli ma non possono a causa della mancanza di tutela e di leggi che consentano una vera conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro (per entrambi i generi). Ma, io agli occhi delle donne che lavorano, resto sempre quella che ha scelto di non lavorare e quindi “che cavolo fa dalla mattina alla sera” se una volta vengono a casa mia e la trovano in disordine o se dico che non ho il tempo per andare in palestra, o se, dico che di domenica devo stirare mi dicono: ma tu non lavori, in settimana che fai, non potevi farlo in settimana? Acciderboli, alla faccia della solidarietà femminile 🙂

  • Tu NON CE LA FAI!

    Io sono ALLIBITA. Rido per non piangere 😃
    In sintesi, sostieni è normale che, se i genitori sono entrambi occupati fulltime, per i bambini le porte della scuola siano cmq aperte! 🤣🤣🤣🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️
    E i diritti del personale scolastico dove li hai lasciati 🤔?

    E cmq mi chiedo anche dove ha lasciato i diritti del bambino 🙁
    Io all’asilo ci stavo dalle 8:45/9 alle 16/16:15 e alle elementari dalle 8:30 alle 16:30. Mai partecipato a un pre e/o doposcuola. Al centro estivo ci andavo, ma non per l’intera estate. Per tutto Agosto nada de nada (anche perché ai tempi, credo, per Agosto scuole estive e co. erano chiuse), e ogni tanto mi prendevo una/due settimane “bonus” tra Giugno e Luglio. Non dico nn ho avuto nessuna comodità nella mia infanzia. Eppure, ogni tanto, mi chiedo se nn avrei preferito avere di più.
    Da allora, sono passati minimo 20 anni… E, invece di progredire, andiamo indietro? Tanti bambini di oggi sono destinati ad avere sempre di meno 🙁!!!

    Ma che pretese hai? In effetti, un’importante risposta ce l’ho. Pretendi scuole aperte dalle 9 alle 18. Io, fossi in te, chiederei ancora di più. Scuole aperte dalle 8 alle 19. Per andare incontro a chi ha un lungo tragitto casa-sede di lavoro. Anzi, ancora di più. Optional scuole aperte nel weekend e nei festivi. Perché, si sa, nn tutti seguono la turnistica Lunedì-Venerdì. No, non basta, chiediamo ancora di più! Optional turno notturno, se no come fa chi ha il turno di notte?

    Sei contenta ora?
    PS 1: Non capisco, in nessun modo, il nesso tra avercela con chi usa la scuola come parcheggio ed essere No Vax/terrapiattisti/razzisti 😃 Io sono l’esatto contrario!

    PS 2: L’articolo risale a Settembre 2018, quando di pandemie neppure l’ombra. Quindi ho scoperto, con grande amarezza, che per tanti genitori l’allarme Covid è una scusa 😠 Loro l’idea di sfruttare il personale scolastico come babysitter gratis già ce l’avevano! (Adesso come adesso, qualcuno si appella a discorsi come “Eh, in epoca pre-Covid era tutto + semplice, ora con le chiusure extra della scuola ho esaurito le ferie!”)

  • Vi ammiro sempre di più, riuscite a vivere (spero discretamente ) nonostante le difficoltà
    ,il poco tempo e i casini che avete
    Siete speciali 🥰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.