Perché gli insegnanti lavorano poco?

gli insegnanti lavorano poco

Gruppi whatsapp, gruppi segreti su Facebook, chat screenshottate, controlli incrociati, iscrizioni e cancellazioni a scuola come ci si cambiano le mutande: benvenuti nel mondo dei genitori di oggi, dove avere la patria potestà ti permette di dire e fare quello che ti pare. Perché tuo figlio si sa, è intoccabile.

Gli insegnanti trattati come merde umane

Il ragionier Fantozzi sarebbe sicuramente d’accordo con noi: ormai gli insegnanti, dalla materna al liceo (possiamo inserirci anche il nido e l’università, volendo), valgono meno del nostro caro Ugo quando la signorina Silvani le chiedeva i favori.

Umiliati, scavalcati, insultati. Perché mai portare rispetto a qualcuno che ha il compito di formare i nostri adorati bambini?

Ovvio, perché loro non sanno niente.

Noi genitori sappiamo quanto e cosa è giusto studiare.

Noi genitori sappiamo quando e come si impara a leggere e scrivere.

Noi genitori sappiamo se è giusto fare quella gita o meno.

Noi genitori sappiamo se è giusto dare determinati compiti.

Noi, noi, noi: quando smetteremo di credere di essere onnipotenti? Quando smetteremo di credere di poter essere pediatri, nutrizionisti, farmacisti, insegnanti, psicologi?

Quando smetteremo di capire che il mondo non ruota intorno a noi e ai nostri figli? Forse il nostro sì, ma quello degli altri no. E andando ad invadere le competenze altrui, a metterle in dubbio, a sostituirsi, calpesteremo anche la libertà degli altri.

Gli insegnanti lavorano troppo poco? Certo, in fondo hanno solo la responsabilità dei vostri figli. In fondo devono elaborare programmi, correggere compiti, farsi venire idee, organizzare attività, gite, parlare ai genitori, formarsi continuamente… Più difficile fare la cassiera, giusto? O l’impiegato alle poste? Senza considerare lo stipendio di questa gente che ha il compito di crescere i nostri figli quasi quanto noi: una miseria. Ah già, ma hanno 3 mesi di ferie!

Ma mi chiedo giusto: perché non avete fatto tutti gli insegnanti, se siete così bravi ed è una vita tanto bella e facile?

Nostro figlio è una capra? Colpa dell’insegnante che non lo capisce.

Nostro figlio fa casino? Colpa della scuola che non è adatta a lui.

Nostro figlio fa a cazzotti? Colpa degli altri bambini.

Nostro figlio è stanco la sera? Colpa delle insegnanti che danno troppo lavoro.

Nostro figlio deve andare in gita tre giorni? Colpa delle insegnanti che vogliono farsi la vacanzina.

Nostro figlio ha mal di gola? Colpa degli insegnanti che li portano fuori con 10 gradi.

Io ve lo dico: qui ci sta sfuggendo di mano la cosa. Noi siamo mamme, punto. Per qualsiasi altro ruolo nella vita dei nostri figli ci sono delle figure specifiche, preparate, ci saranno quelli più bravi e quelli meno bravi, come in tutte le cose, anche nel mio lavoro, nel vostro, in quello di chiunque, ma vi dico una cosa:

se vostro figlio è sempre quello che non sa i compiti

se vostro figlio è sempre quello che scrive male

se vostro figlio è sempre quello che non sa leggere

se vostro figlio è sempre quello in punizione

se vostro figlio è sempre quello nelle risse

beh… fatevi due domande, invece di rompere i coglioni nelle chat.

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6 Comments

  • Finalmente qualcuno che ragiona! Grazie da un’ insegnante della scuola primaria nonché mamma. Volevo specificare che le nostre ferie, anche se più lunghe della media, sono comunque dal primo luglio a fine agosto circa. Per la secondaria di secondo grado si lavora anche a luglio durante l’ultimo anno che prevede l’esame di maturità e si comincia prima per gli esami di riparazione delle altre classi. Grazie anche per aver ricordato che il lavoro non si esaurisce nelle ore frontali su classe, ma prevede molte altre ore di incontri e riunioni non pagate,in più corsi di formazione, spesso a pagamento, per non parlare della mole di lavoro da portare a casa e sbrigare in quello che sarebbe il nostro tempo libero. Poi non dimentichiamo gli anni di precariato in cui si è privi di tanti diritti. Ma questo lavoro si fa per passione e non per ripiego, né per il magro stipendio. Quello cerco di insegnare ai miei alunni e a mio figlio, tra le altre cose, è il rispetto per tutti i lavori onesti e per le persone che fanno il loro dovere. Scusate lo sfogo, ma negli ultimi anni l’intolleranza e la mancanza di rispetto di alcuni genitori è aumentata esponenzialmente. Anche perché purtroppo non fanno notizia i tantissimi genitori meravigliosi con cui condividiamo l’importante compito di formare i futuri cittadini del nostro paese. In realta siamo tutti nella stessa barca e dovremmo remare nella stessa direzione….

  • Ciao, quanto hai ragione! Io non sono insegnante, faccio un lavoro completamente diverso e sono la rappresentante di classe. Io non farei l’insegnante per non avere a che fare coi genitori, altroché. A parte i genitori che elogiano palesemente l’insegnante che alle udienze parla bene del loro figlio e demoliscono quello che fa notare i punti deboli dello stesso, non sopporto quelli che parlano come se nella classe ci fosse solo il loro bambino e non altri 20! Mi è capitato di sentire una madre lamentarsi perché il figlio non capiva mai nulla della lezione, é andata alle udienze a chiedere chiarimenti e la maestra ha risposto che il ragazzino non sta attento e dopo tot richiami e ripetizioni della lezione, se non è stato attento si arrangia! Apriti cielo! Per non parlare di quelli che si improvvisano psicologi o logopedisti e che non accettano neppure il consiglio di approfondire su eventuali problemi di dislessia. Dove andremo a finire di questo passo?! Povero bambini e aggiungo poveri insegnanti. Barbara

  • Nel mio piccolo essere educatrice al nido non posso che applaudire.
    La responsabilità dell’educazione dei bambini è reciproca. Genitori ed insegnanti.
    Se c’è sinergia tra casa e scuola, se c’è corresponsabilità e se c’è fiducia reciproca, allora stiamo dando ai nostri bambini la possibilità di avere un’educazione ed una formazione a tutto tondo.
    Peccato che non tutti capiscano quanto sia delicato il compito educativo di noi adulti…

  • Ciao a tutte. Trovo molto giusto questo post. Oramai le prepotenze dei genitori rispetto alla scuola e alla sua autonomia sono molto più evidenti di quando ero io una studentessa. Ma per contro devo dire che la categoria degli insegnanti, pur essendo oggetto troppo spesso di pregiudizi per cui non gli vengono riconosciuti gli enormi sacrifici, è di fatto una categoria quindi all’interno ha mele marce come persone fantastiche e ispiranti. Io stessa posso testimoniare di avere avuto molti insegnanti (in special modo alle superiori) veramente terribili.
    La verità è che quando si hanno figli veramente bravi (è il mio caso per fortuna) forse gli insegnanti vengono visti con un occhio diverso, forse a volte se i propri figli sono ignoranti e gretti (come la famiglia di provenienza) è impossibile che si guardi con obiettività il lavoro a scuola. Non so. Anche io non sopporto la malafede delle famiglie pronte a giudicare, ma per contro in generale esistono anche cattivi insegnanti e quindi un occhio in più dobbiamo darlo, magari col dialogo il più possibile trasparente con la dirigenza.
    Anche io sono rappresentante (alle medie…quindi immaginate)
    buona giornata
    barbara

  • Ho una carissima amica che coi docenti ci lavora tutto il giorno e purtroppo mi sono arrivate (tante) storie di fancazzismo e vera impreparazione.
    La situazione è seria perché non esiste selezione, che dovrebbe essere fatta a monte, quindi già dall’università.
    Detto questo, ci sono anche le eccellenze e il mio compito di genitore è quello – diciamo così – di cercarle.
    Una volta individuate, logicamente mi dovrò anche fidare.
    Di solito diffido di chi affibbia etichette senza aprirsi alla discussione, di chi cerca a tutti i costi l’omogazione dei bimbi ad un modello predefinito, perché intruppati come soldatini sono più facili da controllare.
    Il dialogo scuola-famiglia è fondamentale e io pretendo di essere coinvolta nei processi educativi, se devo intervenire (extra scuola, intendo) in qualche modo voglio essere supportata e non abbandonata a me stessa con un problema sconosciuto da risolvere.

  • In linea di massima sì, ma anche no. Il discorso è molto più complesso di come viene esposto in questo post. Chi scrive è mamma, ma anche rappresentate di classe per 8 lunghi anni, consigliera di circolo per 3 anni e presidente per altrettanti di un circolo didattico che comprende 5 plessi: 2 primarie e tre scuole dell’infanzia, nell’hinterland cagliaritano. 700 bambini, 1400 genitori, 5600 nonni, di zii e padrini non ho i dati per esprimere cifre precise. I genitori sono una brutta bestia. Su questo non c’è dubbio. Nelle mie classi la chat di gruppo non è mai esistitita. E abbiamo sempre vissuto in pace. Però non c’è alcun dubbio nemmeno sul fatto che le scuole pubbliche abbiano le risorse ridotte all’osso e questo consente pochi progetti, poca attrezzatura. L’argomento mensa scolastica lo sfioro appena, per non infilarmi in un ginepraio…Quindi la scuola in genere parte già svantaggiata. Mi sono confrontata in questi anni con tre differenti dirigenti scolastici, ognuno con un approccio differente. Ho passato gli ultimi 3 anni, a mediare tra scuola e famiglie per problemi futili e per questioni serissime. Ho avuto a che fare con docenti di ogni genere, brave, serie, preparate, con tanta voglia di fare, corrette, dolcissime, instancabili e pazienti, e rispettose di ruoli e gerarchie. Ma purtroppo ne ho incontrate anche di presuntuose, svogliate, ignoranti, poco collaborative, pronte a usare i bambini (e i loro genitori) per contrastare il dirigente scolastico. È vero che ci sono genitori arroganti che credono di potersi sostituire agli insegnanti, ma anche vero che moltissime docenti soprattutto quelle più anziane, che hanno un titolo di studi inferiore a quello di molti genitori, rifiutano un confronto aperto, mettono in discussione i genitori cone educatori, ma loro nin si mettono in discussione. Oggi in maniera molto qualunquista si tende ad affefmare che i bambini sono tutti viziati, che i genitori perdonano loro tutto, che questi bambini stanno tutto il giorno al PC, e questo è vero ma non tutti. Spesso diventa l’alibi di chi non vuole impegnarsi di più nel proprio lavoro e allora diventa più semplice attribuire le responsabilità ai genitori. Quanto alla retribuzione degli insegnanti non ci sono dubbi sul fatto che sia molto bassa, ma esattamente come quella di moltissimi altri lavoratori in Italia, con la differenza che le docenti, da dipendenti statali godono di una serie di tutele che moltissimi lavoratori, dipendenti di aziende private si sognano. Per dirne una, la prima che mi viene in mente, questa settimana loro erano casa, perché la scuola è chiusa, un sacco di gente ha lavorato anche a Pasquetta. Francamente mi sono un po’ stancata di sentire questi discorsi generici e superficiali sui genitori moderni. In questi 8 anni ho visto mamme e papà attenti, presenti, preoccupati del futuro dei propri figli, insegnare valori e correggere errori. E ho visto insegnanti ignorare deliberatamente palesi richieste di aiuto, evidenti problemi di apprendimento per la poca voglia di lavorare. Come sempre la verità sta nel mezzo.

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