Tutte le cose a cui ho rinunciato da quando sono mamma

rinunce quando si diventa mamma

Si dice che diventare madri ci renda persone migliori, e per carità, è verissimo! Cioè, non per tutte, ma ci si prova, su. Detto questo, che è bellissimo avere figli, che siamo tutte felici, che i bambini sono la cosa più bella del mondo… a quante cose abbiamo dovuto rinunciare una volta diventate madri? E non parlo di quelle belle tette a coppa di champagne che ostentavate con orgoglio e ora si sono ridotte a due orecchie di cocker, no! Parlo di tutte quelle belle cosine che facevamo prima di avere figli, e che oggi abbiamo accantonato per mancanza di tempo/voglia/pazienza. Ho colpito nel segno, vero?

A cosa si rinuncia quando di hanno figli

1. Ai lunghi bagni

Doccia o vasca poco importa: chi si ricorda i bei tempi in cui passavate ore sotto il getto dell’acqua calda, con la maschera nei capelli, mentre vi radevate le gambe, scartavetravate i talloni, strizzavate i brufoli sulla schiena…? Per carità, ad un certo punto la durata del bagno/doccia aumenta di nuovo, nessuno entra in bagno, avete il tempo di giocare pure a Candy Crush ma… cazzo devo cucinare! Cazzo devo svegliarli! Cazzo mi sono dimenticata di chiamare la pediatra! E via che correte fuori e vi asciugate alla bell’e meglio dimenticando tutte quelle cose tipo crema idratante, oli e affini.

2. Ai libri

Quanti libri leggevate prima di avere figli? Erano quel bel momento solo per voi, tra una cosa e l’altra, sui mezzi, la sera prima di andare a letto, la domenica pomeriggio sul divano. Non so voi, io ho un libro iniziato a settembre e ancora non finito. Compro riviste che non riesco mai a leggere. Ma come, non trovo il tempo? Per carità, potrei trovarlo. Tipo ora sto scrivendo questo post in pausa pranzo, potrei invece leggere un bel libro. Ma prima, PRIMA, potevo fare le due cose. Leggermi il libro in pausa pranzo perché tanto la sera sarei tornata a casa e mi sarei dedicata al blog dopo cena. Ora, dopo cena, devo pensare all’indomani, leggere storie, rassicurare, controllare, pensare che dopodomani c’è piscina e non ho ancora lavato le cose, poi c’è danza e non ho ancora lavato le cose, poi guardo su internet se trovo quel cappotto che mi serve, ma la pediatra l’ho prenotata? Verso le 23 sono pronta a morire. Appunto, a morire: non a scrivere, non a leggere, non a nient’altro e ci siamo capite.

3. Al divano

No, per carità, il divano è ancora mio. Ma non è più come prima. Vi ricordate quando tornavate dal lavoro e vi piazzavate sul divano, senza preoccuparvi della cena – qualcosa ci sarà, si può mangiare alle 23 in fondo – guardando Lost senza interruzione? Ecco, quei tempi non esistono più. A me a volte capita di guardare con loro Pretty Little Liars quando siamo sole, ma alla cena ci devo pensare comunque entro le 20, pure se la ordino, e alle 21 devo interrompere tutto, lasciando a metà l’episodio perché hanno scuola l’indomani. E guai a guardarlo sola.

E vogliamo parlare della domenica? Quando si passava tutta la giornata sul divano? Per carità, lo si può fare anche adesso. Solo ci si sta un po’ più stretti, ecco.

4. Ai trattamenti fai da te

Io sono la paladina del fai da te: capelli, peli, unghie, maschere. Un tempo il sabato era hennè con dentro di tutto di più, lasciato in posa 8 ore. Tanto al massimo perdevo la spesa. Adesso ho una ricrescita che apriti cielo, e manco riesco ad andare a comprarla, la tinta. E le unghie? Ho il kit per il semipermanente, con quello ho risolto, ma ci sono periodi che non riesco nemmeno a tirarlo fuori dalla scatola… E a voi non piaceva stare un’ora in bagno, la sauna al viso per i punti neri, lo scrub, la maschera, le sopracciglia, i piedi… Beh, se trovate regolarmente il tempo, come facevo io PRIMA, una volta a settimana, siete le mie eroine.

5. Alle telefonate

Quando i figli crescono migliora, ma… voi riuscite a fare una telefonata? Io ormai chiamo solo quando dormono o mentre vado o torno dal lavoro. L’altro giorno mi ero dimenticata di chiamare la pediatra, ho fatto l’errore di farlo in casa. In quel momento è rientrato mio marito, e potete immaginare cosa si è scatenato intorno a me mentre questa mi diceva di sbrigarmi perché aveva un neonato nudo di cui occuparsi. Ovviamente addio a telefonate alle amiche, mamme, vicine, o con chiunque vogliamo avere una conversazione. Per fortuna hanno inventato i vocali (e pure quelli, se ne ricevete da mamme, sapete che hanno sempre un simpatico sottofondo).

6. Ai tacchi

Magari chi lavora li usa un po’ di più (io per venire in ufficio li metto quasi sempre) ma diciamocelo… quanto abbiamo diminuito? Sarà che magari le occasioni sono quelle che sono: il parchetto, il circolino per mangiare la pizza, l’uscita di scuola… però ecco, che depressione. Metteteci pure che le dr martens non slanciano manco per niente e avete il quadro completo.

7. Ai pasti tranquilli

Ancora ancora quando sono neonati e prendono il latte, ma poi… siete più riuscite a mangiare tranquillamente? Senza essere interrotte duemila volte per tutto, mentre parlate, mentre mangiate, mentre servite, sempre! E se parlate col compagno? Beh, lì andrebbe aperto un capitolo a parte.

Ecco, in realtà ci sarebbero molte più cose. C’è chi ha rinunciato per sempre ai jeans taglia 42. Chi ha rinunciato alla vita di coppia. Chi ha rinunciato a pettinarsi. Chi ha rinunciato a tenere in ordine la casa. Chi ha rinunciato a depilarsi. Chi ha rinunciato a uscire…

È personale, non sindacabile, e adesso è inutile iniziare a dire “basta organizzarsi”, “basta volerlo”. Grazie al cazzo. Certo. Ma non si può fare TUTTO, da qualche parte bisogna mollare e dedicarsi solo alle priorità.

Per esempio la mia priorità adesso è depilarmi e tingermi i capelli. Al massimo rinuncio a dormire.

Però è bellissimo avere figli, eh!

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4 Comments

  • Io credo che essere mamma sia una scelta non un obbligo. Pertanto non riesco a comprendere queste RINUNCE, quello che dovrebbe dire una mamma non è a cosa rinuncia, ma a cosa perdono tutte quelle donne che non vogliono diventare mamme per continuare a fare quelle cose di cui sopra. Essere mamma vuol dire avere un dono di Dio che ti rallegra la vita ogni minuto. Sicuramente non è sempre facile. Ma ne vale la pena perché niente e nessuno potrà mai darti la gioia che ti darà sempre incondizionatamente il tuo piccolo cucciolo. Tutto il resto è IGNORANZA

    • Grazie Francesco di aver ricordato a tutte, in base alla tua esperienza personale diretta, cosa significhi essere mamme.
      Dici che essere mamme è una scelta e non un obbligo, e sono d’accordo, cosi come penso anche che una donna possa scegliere di NON avere figli senza avere le scatole rotte da predicozzi retorici sulle gioie della maternità, o previsioni nefaste sulle loro vecchiaie tristi e sole. Così come penso che, anche alla mamma più felice e convinta capiti di pensare con “nostalgia” a certe cose, magari anche futili ma piacevoli, che prima della maternità faceva o faceva in modo diverso e non per questo è da additare come pessima madre. Quanto poi alla sempiterna gioia che solo i nostri piccoli cuccioli ci possono dare …. anche qui, scusami, ma vero e vero anche che le incazzature che ci fanno prendere i nostri piccoli cuccioli non sono da tutti … quanto alla tua conclusione che tutto il resto è ignoranza mi chiedo “tutto il resto cosa?!”

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