10 anni: le prime domande sul sesso e il corpo che cambia (e forse il momento più dolce della mia vita da mamma)

Intorno ai 10 anni si entra in un mondo totalmente diverso.

Ci si entra in modo folle: brusco, troppo brusco, da un lato (del tipo che lo state abbracciando sul divano come facevate quando aveva 3 mesi e se ne esce un “ma sai che Tizio ha fatto quello con Tizia l’estate scorsa?” ehhh??? a 9 anni???) e schizofrenico dall’altro (perché un momento parlano con una malizia tale da sconvolgervi, quello dopo stanno scrivendo la letterina a Babbo Natale).

Il mio decenne da qualche mese fa allusioni insistenti sul sesso.

Se ne è anche uscito con cose poco piacevoli (non entro nei dettagli per la sua e altrui privacy), tutte sentite a scuola (quinta elementare !!!).

Un giorno, qualche settimana fa, ha interpretato con malizia un movimento del fratellino (“guarda sembra che stia facendo quello”) , e lì sono proprio sbottata: gli ho chiesto – in modo, ammetto, brusco- chi cavolo gli racconta queste cose o cosa diamine può aver visto per uscire con certe sparate. Mi fa i nomi dei soliti due e io gli urlo che allora smetterà di vederli perché mi pare chiaro che sia turbato visto che vede quello ovunque.

Lui è scoppiato a piangere.

Ho capito che aveva bisogno di parlare e ci siamo chiusi in camera.

Appena entrati mi dice:

“è che ho come uno scrigno qui (indicando il cuore) e non ho la chiave per aprirlo”.

“la chiave ce l’ho io, tesoro, con me puoi  parlare di tutto, lo sai”.

Lui ha detto che era felice che avessi la chiave, ma che poteva aprire solo i “tre quarti dello scrigno” per il restante quarto non era in grado nemmeno lui di vedere cosa ci fosse dentro.

Io ero un po’ scossa, lo ammetto, ma abbiamo parlato, a lungo.

Non riferirò qui quanto ci siamo detti perché sono cose sue, perché è stato un momento delicato, intimo e nostro, sicuramente uno dei momenti più toccanti della mia vita da mamma.

Ma alcune riflessioni sì, voglio condividerle, perchè credo che altre si trovino nella mia situazione e potrei essere d’aiuto.

I tempi sono cambiati.

Per molti sarà ovvio, per altri invece sarà pure falso.

Ai miei tempi, sarà che vivevo in un paesino, ma in quinta elementare proprio non si parlava di questi argomenti.

Io credevo a Santa Lucia e giocavo con le bambole!

Però un giorno una compagna di classe ha portato a scuola un giornalino osè a disegni. Ricordo bene l’episodio, ricordo perfino i disegni, ma non le conseguenze, ho completamente rimosso.

So però che nessuno se ne usciva con frasi volgari, che sicuramente sapevo poco niente su come nascono i bambini e che altre pratiche più “anticonvenzionali” (diciamo anche più “anticoncezionali ;-P) non esistevano proprio nella mia mente, nemmeno come dubbio, né nei discorsi tra bambini e non le avrei concepite per altri lunghi anni.

Ora, ahimè, non è così e alle elementari non è infrequente sentire parole “forti”, spesso usate come insulto,  e ovviamente i bambini si chiedono quale sia il significato. E a volte lo chiedono pure ai genitori… ma questo sarà semmai un altro post.

Non pensate subito male.

Io, lo ammetto, l’ho fatto. Quando mi ha parlato dello scrigno, che potevo aprirne una parte, ma una parte no, e che nemmeno lui sapeva riuscire a dire cosa ci fosse dentro, mi è preso un colpo, ho pensato alle peggio cose ed ho telefonato ad una psicologa infantile.

Abbiamo fatto una bella chiacchierata, si è complimentata per la confidenza che c’è tra me e mio figlio, ma sorrideva dei miei dubbi e delle mie paure.

Ci ha chiesto (eravamo io e mio marito) quando era stato il primo approccio a questi argomenti per noi, e per entrambi era stato con un giornalino, in quinta elementare.

“e ne avete parlato con i genitori?”, ci chiede.

“ma noo, per carità!”

“perché?”

“per imbarazzo, vergogna”.

Lei sorride e ci dice “e perché per lui dovrebbe essere diverso?

Ecco la risposta: la sessualità è un argomento sempre molto privato, la maggior parte di noi è pudica e anche se siamo adulti e vaccinati (forse) non raccontiamo le nostre performance a tavola con gli amici, o almeno la maggior parte di noi non lo fa.

E non perché ci sia da vergognarsi, ovviamente, ma è pudore, è normale.

E figurarsi allora cosa prova un bambino, che non sa cosa gli sta succedendo!

Schifo e curiosità assieme

Mio figlio, ad un certo punto, raccontandomi un episodio che gli è stato detto da un compagno, mi dice “quello che mi ha detto mi ha un po’ sconvolto ma (e ciò guardando in basso, tormentandosi le mani, insomma con una vergogna enorme) in qualche modo che non so spiegare ero anche un po’ curioso”.

E’ esattamente questo che stanno vivendo: si stanno avviando alla pubertà, nel loro corpo, nel loro cervello si stanno già attivando ormoni e neuroni che lì porterà, nel giro di qualche anno, ad avere un solo pensiero fisso intesta.

Ma per ora è solo schifo, vergogna e … toh, interesse e curiosità.

E’ normale, è successo lo stesso anche a noi, provate a pensarci e in fondo in fondo vedrete che è proprio così.

Io non mi sarei mai sognata di parlarne a casa, lui sì, ed è già tanto.

Nasce il loro mondo privato e invalicabile, che va rispettato

E’ ovvio che ci sia una parte privata, uno “scrigno” che non si può totalmente aprire, è giusto così, deve essere così.

La psicologa mi ha aperto gli occhi: io ero così impreparata a questa sua parte privata, personale che non ci ho minimamente pensato e addirittura ho pensato che avesse subito qualcosa di brutto, o che gli avessero mostrato un video pesante a scuola, invece nulla di tutto ciò, è solo che ci sono cose solo nostre, che non possiamo condividere con nessuno, o che non possiamo condividere con i genitori.

E’ qualcosa di così strano, questo, di così nuovo  che nemmeno lui sapeva spiegarsi cosa fosse la sua inquietudine e il suo imbarazzo.

E invece era solo la nascita di una cosa nuova, la nascita di un mondo tutto suo che non potrà più condividere con me.

E’ stata in fondo la prima volta in cui mi sono trovata davvero di fronte al “tu qui non puoi entrare, questa parte è solo mia”.

Ed è stato meraviglioso e commovente assistere alla nascita di questo nuovo mondo in diretta, è stato come assistere al Big Bang, non so se riesco a spiegarmi, probabilmente no, ma fa niente, tra qualche anno rileggerò questo post e ritroverò tutta la bellezza e l’emozione di questi momenti.

Il giorno dopo sono tornata a casa con 3 libri: il corpo che cambia, la sessualità spiegata ai bambini (vi metto i link sotto).

Si è illuminato di un sorriso così riconoscente che mi sono commossa: si è sentito capito, si è sentito “visto” e so che questo ci ha legato come forse mai prima.

Da quel momento sono sparite le allusioni maliziose, le frasette buttate lì, i gesti sciocchi.

Abbiamo fatto un grande salto: lui è un pezzetto più lontano, un pezzetto meno mio, ma non l’ho mai sentito così tanto vicino.

 

Libri:

Che cosa mi succede?

Cosa succede nella pubertà?

Maschi e femmine, sto crescendo, io e gli altri, come sono nato. Programma di educazione sessuale. 7-10 anni

 

 

 

 

 

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1 Comment

  • Che post dolcissimo morna. Pensavo qualcosa di simile qualche giorno fa… ho visitato l’asilo dove andrà mia figlia l’anno prossimo, a un certo punto lei era a giocare con altri bambini e a pensare che l’anno prossimo sarà lì da sola, senza me, mi si è spaccato il cuore….
    Non perché penso che starà male anzi, ma sapere che cresce e che io non potrò sempre essere con lei mi fa star male…
    Lo so che come genitori il nostro compito è dare gli strumenti perché vadano da soli, e ovviamente lo stiamo facendo… però😭
    Questi passaggi sono difficili ed essenziali, quando i figli crescono e diventano sempre meno nostri e sempre del mondo… eppure è bellissimo.

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