L’età giusta per il cellulare

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A che età è giusto concedere il telefono?

Se vogliamo ignorare il fatto che i bambini abbiano accesso ai telefoni degli adulti fin da molto piccoli (giustamente o ingiustamente, non è questa la sede per emettere sentenze) e che siamo proprio noi genitori ad allungare loro lo smartphone, molto spesso per la nostra comodità e quiete, possiamo farlo.

Questo post, allora, non è per voi.

Se invece, deposti preconcetti e moralismi, vogliamo ragionare insieme sulla realtà per confrontarci sul rapporto tra preadolescenti e adolescenti e smartphone, allora parliamone.

I dati ci dicono che già alla scuola primaria (dai 6 anni, quindi) i bambini non solo hanno accesso al telefono dei genitori (accesso che già molti spesso hanno dai primissimi anni di età), ma posseggono un proprio telefono in una certa percentuale, percentuale che è in salita con lo scoccare degli 8 anni e si impenna con l’ingresso alla scuola media (10/11 anni), per arrivare, secondo alcuni sondaggi, ad un impressionante 95% a 12 anni.

La quasi totalità dei 12enni ha già un telefono proprio.

E questo è un dato che parla da solo.

Posto che non è mia intenzione combattere la realtà, ma capirla e cercare di farla vivere ai miei figli nel modo il più possibile consapevole, sostengo da sempre, lo sapete, che al telefono, al pc, al web, i nostri figli vadano educati e che l’educazione spetti a noi e che debba essere graduale, come in ogni ambito.

Inutile tenerli lontani da tutto e poi regalare loro un fighissimo smartphone a 14 anni: è come dare le chiavi del bolide a un 18enne col foglio rosa. Le probabilità che ci si schianti sono alte.

Sempre più le scuole sono d’aiuto in questo percorso ed è fondamentale che proprio lì siano trattati temi scottanti come quelli della sicurezza e del cyberbullismo. No, non è troppo presto che si faccia fin dalla primaria, io sono felicissima che la scuola di mio figlio se ne occupi.

I nostri figli a scuola imparano ad usare la rete, a navigare, fanno ricerche sulle Lim e sui PC, vanno su Google, cercano su Wikipedia, leggono le notizie, ma sono in grado di  farlo in sicurezza? E sanno distinguere il falso dal vero? Glielo insegnate?

Lo sapete, vero, che è importantissimo che lo facciate?

Già da un paio di anni (dai 7/8, anni circa) consento a mio figlio di utilizzare un mio vecchio telefono.

Può farlo solo in casa, solo se è con me, con suo padre o con la nonna, facendo noi quindi attenzione a ciò che vede, alle app che usa, ai video, alla musica che ascolta, non consentendo (ancora) l’uso di chat (personalmente credo che le usino pure troppo gli adulti) e di auricolari o cuffie (voglio poter ascoltare in qualunque momento tendendo l’orecchio l’audio di ciò che guarda o sente).

Gli ho regalato qualche libro educativo per ragazzi sull’uso del web, sui social, sulle chat, sulla sicurezza e sul cyberbullismo:

è importante che i ragazzini capiscano:

che non esiste la rete e su un piano parallelo la vita, ma che la vita è quella fuori dal web e lo include in un tutt’uno a 360 gradi.

Che ciò che fai in rete è parte di te.

Che ciò che posti sei tu e non può essere rimosso del tutto mai più.

Che quindi prima di postare foto o parole o video devi sempre riflettere su ciò che stai facendo e chiederti se tra qualche anno ne saresti orgoglioso. Se la risposta è no, fermati, è meglio.

Che ciò che fai agli altri via web glielo stai facendo davvero e che anzi, il male viene amplificato e non puoi immaginare quanto.

Allo stesso modo mi preme che sappia che qualunque cosa finisca in rete su di lui postata da altri, per quanto umiliante, finirà di far male e lo farà in fretta: perchéé la rete è veloce, le persone hanno la memoria corta e i genitori sono qui per ascoltare. E niente può essere così imbarazzante da non poter essere raccontato a mamma e papàà e superato insieme: perchéé le cose da soli sembrano sempre più grandi e solo quando le tiri fuori si sgonfiano come palloncini a cui sciogli il nodo di chiusura. 

Qual è allora l’età giusta per il cellulare? 

Per me dalla scuola media, come indicazione generale, ma poi ogni famiglia ha le sue esigenze, il suo stile di vita, ogni ragazzino ha la sua quantitàà di autonomia, legata anche e soprattutto al posto in cui vive e alle abitudini della famiglia, e il suo grado di maturità. 

Quello che per me è importante è non mollare il controllo, per quanto possibile.

Avere un cellulare non deve essere per i nostri figli un via libera al mondo in tutto e per tutto, ma deve essere una prima finestra sul mondo da cui guardare affacciandosi da soli mentre la mamma e il paàà si assicurano che non cadano di sotto. 

E come si fa? 

Io ho scelto Vodafone.

Perché?

Perché ha studiato una tariffa proprio per i ragazzini dagli 8 ai 15 anni dedicandola ai genitori che scelgono di essere consapevoli: Shake Remix Unlimited Junior.

È possibile personalizzare i limiti di consumo, e quindi i costi, a seconda di quello che è la richiesta del ragazzino e la scelta del genitore. È modificabile, ma con il consenso del genitore.

Dà accesso ad internet, ma con la funzione Rete Sicura Protezione Bambino (che permette di impostare orari di navigazione e filtri a siti consultabili).

Consente per 12 mesi anche l’uso gratuito di Keepers, l’App che rileva automaticamente eventuali messaggi pericolosi inviati o ricevuti (e avvisa il genitore), il livello della batteria e la geolocalizzazione. 

Consente telefonate illimitate verso 2 numeri Vodafone preferiti. 

E se mio figlio prova a disattivarla?

Ti verrà inviato un SMS.

A me sembra ottima per lasciarli guardare il mondo dalla finestra, controllando che non cadano di sotto, come dicevamo. 

Attivando l’offerta con il Junior Christmas Pack fino all’8 gennaio, è possibile avere anche un telefono Vodafone Smart N9 a 99,99 euro invece che a 179,99 euro.

Se state pensando di far trovare un telefono sotto all’albero ai vostri ragazzi che ormai non credono più a Babbo Natale o anche solo una Sim, i negozi Vodafone vi aspettano 😉

 

Post in collaborazione con Vodafone Italia

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