Fenomenologia della mamma: la mamma babbazza (che cresce figli babbazzi)

fenomenologia della mamma babbazza

Ho scoperto di far parte di una categoria interessante: la mamma babbazza. A quanto pare, quelle come me sono esseri strani che cresceranno figli rincoglioniti, non pronti per il mondo, vittime di bulli e via dicendo.

Ne avevo già qualche sospetto, in realtà: in fondo sono quella che non è mai uscita la sera fino a 18 anni, ero quella che non portava marche di nessun tipo, ero quella che non si faceva le canne, che non beveva (iniziato a 24 anni), che preferiva studiare russo invece di andare in discoteca (che odiavo profondamente), che si metteva con quelli più vecchi e pantofolai e non ha mai, dico mai, fatto sesso con uno sconosciuto e nemmeno quasi sconosciuto. Lo riconosco, non ero la reginetta del ballo, anzi. Avevo pure i capelli corti e giravo in tuta.

E a quanto pare sto crescendo figli coglioni. Perché? Perché in tutte le discussioni, non per forza lanciate da noi, ma anche altrove, sento dire così.

Che limitare la televisione non serve a niente, perché tanto siamo cresciuti tutti con la tv e che sarà mai?
Che limitare il tablet è stupido, perché la loro generazione è iper connessa e noi così vietiamo loro di imparare ad usare qualcosa di fondamentale.
Che vietare i videogiochi è da fuori dal mondo.
Che vietare YouTube ma che, stiamo scherzando?
Che controllare cosa guardano, cosa ascoltano, è da coglioni, perché tanto un giorno lo faranno di nascosto.

Certo, un giorno.

Nel frattempo, fino a prova contraria, la madre sono io e io decido. Non sono un’amica, sono un genitore, e i genitori devono porre dei limiti. E ognuno sa quali sono quelli giusti per sé.

Lo sento spesso dire, riferito ad altri bambini: quello sicuro viene rincoglionito, guarda quanto tempo passa a leggere! Ti sembra normale che preferisca cucinare che giocare col tablet? Dai non è possibile che si facciano 10 ore di macchina senza dire pio, non sono normali, saranno mica autistici? Eh, comodo, sicuramente sono bambini tranquilli, vorrei vedere coi miei!

Le mie figlie sono delle babbazze, come me? Può essere.
Preferiscono disegnare piuttosto che accendere la tv.
Passano ore a costruire coi Kaplà e i Lego.
Si dimenticano di avere il tablet e passano settimane senza che lo usino.
Fanno piano e ogni sera si ricordano di esercitarsi, senza che nessuno le obblighi.
Quando viaggiamo, o parlano con noi, o giocano a Uno, o leggono, o disegnano.
Il mio telefono non l’hanno mai usato.
Non possono dire parolacce, né tantomeno usare parole come « stupido », « scemo », né tra di loro né riferito a nessun altro.
Non ci sono arrivate da sole a un anno, eh, ce le ho portate io, con fatica, lotte e insistenze, dando sempre alternative, cercando soluzioni, facendole interessare ad altro. Perché IO preferisco così.

Perciò onestamente mi sono rotta i coglioni di chi giustifica le proprie scelte giudicando quelle altrui. Di chi deve sminuire il lavoro degli altri genitori. Io non posso dire che trovo sbagliato mettere di fronte al tablet un bambino a cena (e non lo dico perché non è mio figlio), ma devo sentire e leggere ovunque che crescendo bambini con delle regole precise si condannano a un futuro da sfigati inadatti al mondo.

Non solo: l’alternativa è che da adolescenti facciano le peggio cose perché io le ho tenute fuori dal mondo.
Ho letto anche questo, sotto ai commenti sul post del « troia vieni con la tua amica ».
Un giorno lo faranno comunque, ma senza dirtelo.

Po’ esse.

O po’ esse di no, visto che io non l’ho fatto.
E sapete che? Se vengono babbazze come la madre, in fondo in fondo son pure contenta.
Che di reginette ce ne sono già abbastanza.

PS Anche giocare a scacchi è da babbazzi, vero?

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5 Comments

  • Io credo che il 99% dei genitori consideri
    babbazzi i bambini dipendenti da tablet e televisione. Dai tuoi post invece traspare che hai figlie “modello”, per i miei standard dalle caratteristiche fuori dal comune.

    • Non ho mai sentito dare del babbazzo a un bambino che usa il tablet, anzi.
      E no, non ho figlie modello. Impongo solo la mia volontà da sempre, a cui loro malgrado si sono abituate. Forse non sono la mamma più simpatica del mondo, ma non importa. (anche loro urlano, litigano, rispondono male, disobbediscono, corrono, ecc: fanno cose da bambini, come tutti. I bambini modello non esistono, ma nemmeno quelli babbazzi o furbi).

  • Ma secondo me dipende tantissimo dal bambino, io ho un bambino che adora i videogiochi anni ’80, grandissima passione del padre..al padre è bastato mostrarglieli 5 minuti ed è stato amore a prima vista…ma non ci giocano solo, fanno interminabili discorsi tra loro, organizzano giornate alle manifestazioni di riferimento…io è da quando è nato che cerco di condividere con lui la mia passione per i libri…beh diciamo che non è proprio andata nello stesso modo…cerco nel mio piccolo che non si perda delle possibilità e cerco di mostrargli/proporgli, con leggerezza però, quelle attività che forse a primo impatto non sarebbero nelle sue corde…attività di disegno, piccoli lavoretti, letture…per quanto riguarda cellulare e tv, vengono trattate alla stregua delle altre attività, ha i suoi cartoni animati preferiti, che mi sembra giusto permettergli di vedere, ha iniziato a vedere i film, spesso nel fine settimana organizziamo la serata cinema…e il cellulare a volte lo usa in macchina o nei momenti di attesa per ascoltare le sigle dei cartoni preferiti o rivedere un episodio oppure qualche filmato su youtube delle partite di campioni ai videogiochi che adora… secondo me ognuno fa quello che crede meglio, che può e anche secondo le inclinazioni dei bambini…

  • Io non penso che chi non usa tablet ecc sia uno sfigato, anzi, sbaglia chi dice così e ammiro quei bambini che pur avendolo a disposizione sanno intrattenersi con altro. Sicuramente c’entra l’educazione data dai genitori ma spesso anche l’indole e i gusti del bambino. A mio figlio devo porre dei limiti perché a lui piacciono molto tablet, playstation, TV ecc. C’è una sua amica che non ne è minimamente interessata ma conosco i suoi genitori e so per certo che non sono troppo rigidi. Conosco altri bambini a cui i genitori hanno vietato categoricamente l’uso di questi dispositivi e mi è capitato di vederli quasi sempre nascosti sotto ai tavoli, alle feste di compleanno, a veder giocare un amichetto col telefono sottratto alla nonna mentre tutti gli altri bambini si intrattenevano con altro. Penso sempre ci sia una via di mezzo nelle cose e se da un lato non sopporto quei genitori che danno sempre telefono o Tablet anche al parco dall’altro non trovo giusto vietarli completamente,soprattutto se il figlio è interessato.

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