Bambini che piangono: cosa fare e cosa non fare

come far smettere di piangere un bambino

Quando si è mamme esistono due periodi:

  • quello in cui abbiamo i bambini che piangono e non sappiamo che fare
  • quello in cui vediamo i bambini altrui piangere e vorremmo fare qualcosa

In ogni caso, una mamma non sarà mai insensibile al pianto di un bambino, perché LEI, lei sì che sa cosa significa. A parte le stronze, quelle ci sono sempre, e vi auguro di non rientrare nella categoria.

Ma cosa si deve fare esattamente quando un bambino piange ed è il proprio? Quando siamo in mezzo alla folla e il nervoso sale, e più ci innervosiamo e più peggiora la situazione? Quando la stronza di turno (o lo stronzo) ci dicono cosa fare? Ecco cosa può aiutarvi.

Cosa fare quando un bambino piange?

Se non l’avete fatto, vi consiglio di leggere i consigli di Tracy Hogg. Non sarà un manuale, e non è nemmeno necessario mettere tutto in pratica, ma la verità è che insegna una cosa fondamentale non solo alle neo-mamme, ma a tutte le mamme in generale: ad osservare.

Osservare, più che agire per tamponare, è la chiave di tutto. Basta fermarsi un attimo. No, non avrete la risposta magica, non vi verrà un’illuminazione, ma vi darà il tempo di imparare ad ascoltare, a capire un po’ meglio. Coi neonati è verissimo: prendersi il tempo di osservare perché reagiscono in un certo modo, quando, come, permette anche di trovare soluzioni. Niente panico!

1. Non andare nel panico

La prima cosa fondamentale è ovviamente non andare nel panico. Poco importa se vi servono due minuti per riflettere sul da farsi, è molto più importante capire il bisogno del vostro bambino piuttosto che fare la prima cosa che vi capita sperando di farlo tacere. Sì, avete paura di disturbare, sì, gli altri vi guardano male, no, vostro figlio non ha bisogno di una cosa qualunque per essere zittito!

2. Non proporre la qualunque per farlo smettere

La cosa che mi fa venire di più la tentazione di mettere il becco negli affari altrui è quando vedo genitori che per far smettere un bambino di piangere fanno di tutto: se lo passano, lo sballonzolano, lo espongono a duemila stimoli, ciuccio, tetta, giochi, canti, guarda qui, guarda là, ecc ecc. Beh, vi svelo un segreto: spesso i bambini piangono perché SONO STANCHI.

3. Non sottovalutate la stanchezza

Quando un bambino piange, da 0 a 12 almeno, moltissime volte sarà a causa della stanchezza. Anche le crisi che hanno i bambini più grandi spesso sono dovute proprio alla stanchezza che si accumula e che non riescono a gestire. Non cercate chissà quali spiegazioni: e il mal di pancia, e il mal di culo, e il capriccio. Piuttosto, coccolateli e cercate di farli calmare, hanno bisogno di rilassarsi!

4. Sì alle coccole, no al urla e alle minacce

So che essere mamma è stancante, ho due figlie, che non lo so? Ma se non siamo capaci di mantenere la calma noi, perché dovrebbero farlo loro? Quando hanno una crisi, a un mese come a 8 anni, la miglior cosa è di cercare di coccolarli, di rassicurarli, di calmarli. Abbiate pazienza, anche quando fanno un capriccio per niente, la miglior via è sempre restare calme.

5. Andate per esclusione

In particolare quando sono piccoli, imparate ad andare per esclusione: fame, sete, paura, ansia, pannolino sporco… prima di andare nel panico, cercate di capire cosa può essere. Giorni fa ho visto un neonato piangere disperatamente in treno: erano le nove di sera ed era vestito di 17 strati… avrei voluto dire alla mamma che forse aveva caldo, ma ho evitato di fare la vecchietta megera di turno e sono stata zitta. Però ecco, pensateci: a volte la cosa più semplice è anche la più logica!

Per riassumere, a nessuno piace ritrovarsi in mezzo a milioni di persone con un bambino che piange disperato. Tutti ti guardano male, tutti hanno un consiglio non richiesto, tutti sanno fare meglio di te. La verità è che voi siete le uniche che sanno cosa fare, anche se non vi sembra così. Anche quando ha mangiato, ha cacato, ha bevuto, il vostro respiro è la cosa che può calmarli più di qualunque altra. Prendetevi il tempo, non agitatevi, non agitateli, e vedrete che passerà. E se passerà, gli altri se ne faranno una ragione.

Siamo stati tutti bambini, no?

 

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1 Comment

  • grazie!!! ho in braccio la mia seconda, che dopo 4 mesi da sogno (poppate ogni 4 ore, notti intere da sola a dormire nel lettino) ora a 6 mesi piange come una matta, mi sta solo in braccio e spesso, sì, mi accorgo che la pazienza è quello che mi manca, forse anche perchè lavoro da casa e penso ” dai calmati che la mamma deve lavorare!” ed è proprio lì che lei si stressa ancora di più! Lo stesso con la prima di 3 anni, torna stravolta dall’asilo e quando ho i nervi a fior di pelle io mi accorgo di peggiorare le cose…
    grazie!

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