Come fanno le mamme che lavorano?

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Ok, potrebbe essere un post polemico.

Però per una volta va detto. Se non avete un lavoro fuori casa, e dedicate tutto il vostro tempo alla famiglia, alla casa, ai genitori (che è una scelta del tutto personale e non contestabile, non è assolutamente questo il punto), potete anche non leggere questo post.

Perché non è un confronto. È una pacca sulla spalla. Per tutte quelle donne che al mattino escono di corsa e rientrano la sera, più o meno tardi. Per tutte quelle donne che non hanno scelta e anche per quelle che ce l’hanno, proprio come quelle che scelgono di stare a casa, e sono contente così.

Però cavolo se è dura, a volte. Quando i bambini sono piccoli, non ne parliamo. Spesso la notte non si dorme, o si dorme molto poco, e la mattina comunque la sveglia suona, magari alle 6, alle 6.30.

Che piova o ci sia il sole, che nevichi o tiri vento, bisogna alzarsi, prepararsi, provare a essere decenti perché comunque sul lavoro e in particolare certi lavori – al pubblico, per esempio – conta anche la decenza, svegliare i figli (che finalmente si sono addormentati), prepararli o aiutarli, uscire di casa lasciando la casa in condizione umane perché ragazze lo so, non tutte hanno la donna delle pulizie né la mamma che fa tutto. E che non lo so? La mattina dopo aver accompagnato le mie figlie corro indietro a sistemare casa e caricare una lavatrice e poi prendo la bici anche se piove per non arrivare tardi in ufficio.

Poi al lavoro ci si riposa, vero? Certo, magari stando tutta la giornata in piedi. Perché no, le mamme lavoratrici non sono tutte donne in carriera. Ci sono le commesse, le operaie, le insegnanti. Ci sono anche i medici, le donne delle pulizie, c’è la General manager di qualche azienda che vi piace tantissimo e che senza di lei manco esisterebbe. Per dire, io lavoro per una marca creata da una donna, madre. Senza di lei non avrei lavoro e voi non avreste i suoi bei prodotti.

Ci si riposa quando hai degli obiettivi da rispettare, altrimenti potrebbero anche mandarti via e poi il mutuo come si paga? Ci si riposa quando ti chiama il nido, per l’ennesima volta. O quando lasci tuo figlio con 40 di febbre alla tata che paghi 10 euro l’ora perché proprio né tu né tuo marito potete prendervi altri giorni di permesso, dopo tutti quelli che avete già preso. Ci si riposa quando si cerca di uscire appena scatta l’ora, e il capo ti ferma sulla porta, e tu guardi l’orologio e pensi che non ce la farai mai.

Ci si riposa quando finalmente si esce, e si corre. Chi a piedi, chi sui mezzi, chi in auto, chi in bici. Si corre e si suda, si perdono pezzi, si arriva finalmente a scuola – quelle fortunate che ci arrivano, perché le sfortunate pagano una babysitter – e poi si ricomincia a lavorare.

I compiti, la cena, la casa. I litigi tra fratelli. I pidocchi scoperti alle 21 e tu che passi tutta la notte a lavare e pulire e asciugare. E quando finalmente arriva il weekend e ti dici ok, mi riposo, ma che ti riposi?

Innanzitutto ti dividi dal marito, che già non vedi mai: chi fa la spesa, chi fa le pulizie, chi stira, chi porta i bambini ai compleanni. Se va bene, fai una cena con gli amici, magari la domenica finalmente non fai NIENTE e puoi goderti la famiglia in santa pace.

E poi si ricomincia, è di nuovo lunedì mattina, hai sempre più sonno, ma continui a correre perché se ti fermi tu… si ferma tutto, c’è poco da fare.

Come fanno le mamme che lavorano?

Fanno, semplicemente. Perché sono abituate ad avere poco tempo, a non rimandare, a ottimizzare. Perché non c’è nessun “va beh, la spesa la faccio domani”. “Va beh, la lavatrice la stendo in mattinata”.

Non c’è nessuna opzione.

A volte ci sono le nonne, sante.

A volte pagano qualcuno, fanno la spesa online, mandano a fanculo la casa.

A volte hanno mariti che lavorano meno di loro, ma è ancora raro.

Il più delle volte tirano avanti, sperando in tempi migliori. Sapendo che con gli anni le cose miglioreranno, perché i figli cresceranno e saranno più autonomi. E a scuola tutto il giorno, soprattutto.

Perché dobbiamo ricordarci una cosa, noi mamme che lavoriamo. Anzi, due.

La prima è che nessuno ci darà un premio per quello che stiamo facendo: che possiamo mollare, da qualche parte, che non siamo tenute ad arrivare ovunque, né sul lavoro né a casa. Che abbiamo un compagno, che deve dare tanto quanto noi.

La seconda è che non è il tempo passato insieme, ma la qualità di questo tempo. È come nelle relazioni di coppia: ha senso vivere sotto lo stesso tetto se poi appena ci si rivolge la parola?

Come fanno le mamme che lavorano?

Fanno che sono forti, non dimentichiamocelo.

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6 Comments

  • vero vero vero!!!!!
    ti abbraccio e mi rimetto subito a lavorare che alle 17.30 volo fuori dallo studio e corro dalla mia bimba (che, per fortuna, è stata presa di mio papà alle 17.00 dall’asilo!!) ♥

  • E in tutto questo, i padri dove sono? Se una mamma lavora deve poter contare anche sul compagno. In fondo i figli sono anche suoi no? I pidocchi può aiutare lui a spulciarli, può portare lui a scuola i bimbi, o andarli a prendere. Può mettere lui a fare la lavatrice, o accendere il forno così la mamma fa prima a cucinare? Dove sono i padri in tutto ciò? Finché si parlerà solo della MAMMA, casalinga o in carriera, non ci sarà mai equità. Scusate ma non ci sto!

    • Personalmente, mentre io levo i pidocchi di solito lui cambia i letti, fa le lavatrici, a volte li abbiamo tolti insieme, avendo due figlie. Ciò non toglie che io debba comunque farlo. Anzi, che dobbiamo farlo entrambi dopo una giornata di lavoro. Purtroppo mio marito lavora a quasi un’ora di trasporti da casa, io a un quarto d’ora di bici. Lui è dirigente in una delle più importanti multinazionali del mondo, io una semplice community manager. Per questo se le accompagno io, posso tornare indietro e fare delle lavatrici. Se le accompagna lui, non può tornare indietro. Andarli a prendere, non ci riusciamo nessuno dei due, ahimè. Paghiamo una babysitter, ed escono comunque alle 18. In tutto questo, cambia qualcosa, ancora, di quello che devo fare oltre a lavorare? Ora che ho risposto nel dettaglio alle tue domande ci stai? È più chiaro che una mamma che lavora ha bisogno di una pacca sulla spalla perché comunque c’ha un casino di cose da fare? O bisogna dettagliare la giornata per poter dire alla fine: ah, cavolo, anche se tuo marito fa tutto al 50% o anche di più sei davvero sempre di corsa! Ma no, meglio pensare che siamo tutte negli anni ’50, che subiamo le peggio situazioni. E farsi paladine del femminismo. E pensare che volevamo soltanto dare una pacca sulla spalla.

      • Non bisogna dettagliare la giornata perchè è vero che spesso dai post e dai commenti sembra che la mamma DEBBA fare tutto da sola. Infatti non si parla mai di “Come fa un padre che lavora”?
        “Conviene a un padre lavorare?”, ciò che traspare è che siano problemi solo delle madri. E’ vero non è esattamente uguale, quando i bambini sono piccolissimi hanno un particolare bisogno della madre, ma ti assicuro che da lettrice spesso sembra che la mamma fa mille cose per conciliare tutto e il padre semplicemente non abbia bisogno di farlo.

        • Si, tutto giusto ma il blog si chiama “50sfumaturedimamma”. Sono tre donne, mamme, che scrivono…Se una non specifica tutte le volte che anche il marito spulcia le figlie, non significa per forza che non la faccia.

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