E i nostri genitori?

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Passiamo le nostre giornate a chiederci se siamo buoni genitori, buone madri. Stiamo dando loro abbastanza? Stiamo insegnando loro educazione, rispetto, condivisione? Stiamo facendo il possibile perché non manchi loro mai niente? Avremo scelto la scuola migliore? Faranno abbastanza attività? Usano troppo il tablet? Leggono poco? Guardano troppa tv? Viaggiano abbastanza? Troppo? Mangiano sano? Sono felici?

E non ci chiediamo mai, o quasi mai: siamo bravi figli?

Le domande che ci poniamo nei confronti di come stiamo crescendo i nostri bambini se le sono poste sicuramente, un giorno, anche i nostri genitori. Quando urlavano troppo, quando ci compravano qualcosa, quando sceglievano la scuola e decidevano se comprarci o meno il motorino. Quando uscivamo la sera, quando piangevamo la notte, quando prendevamo un brutto voto a scuola.

Solo, spesso ci dimentichiamo una cosa: continuiamo a giustificarci con noi stessi, dicendoci che ce la mettiamo tutta e in fondo siamo umani. Ma anche i nostri genitori, lo sono stati.

E non è una scusa dirci che erano tempi più facili eppure loro sbagliavano tanto. Non è una scusa dire che in fondo siamo figli e vediamo solo un lato della medaglia perché ora, ora che siamo genitori, ci ritroviamo tutti a riconoscerci umani e pieni di difetti, mentre da figli siamo sempre stati concentrati su di noi, sulle nostre ragioni, sul fatto che ci dovessero amare sempre e comunque.

E infatti lo facevano: proprio come lo facciamo noi. Anche quando ci deludono, amiamo i nostri figli più di ogni altra cosa, daremmo la vita per loro. E come ci sono genitori migliori e peggiori, tra di noi, ci sono anche tra di loro. Coi loro vissuti, la loro storia, i loro dispiaceri, i loro amori. I nostri genitori sono persone, proprio come noi.

Non ho più il mio papà da quasi 12 anni. Per me mio padre era perfetto: buono, intelligente, divertente. Mi insegnava milioni di cose ed io ero la persona più importante della sua vita. Poi sono diventata mamma, e lo vedo con altri occhi, pur restando senza alcun dubbio il mio grande amore e mancandomi enormemente ogni giorno, oggi capisco che non era un Dio, era umano, proprio come lo sono io, come lo è mio marito. E anche lui sbagliava, come uomo.

Poi c’è mia mamma. Come per molte figlie femmine, ho pensato per gran parte della mia vita a pensare che mi odiasse, in perenne lotta con lei. Certo, nemmeno i miei primi anni da mamma sono stati facili, perché mi sembrava che volesse darmi sempre contro. In realtà, dovevo solo fare pace con me stessa, accettarla accettando per prima me stessa. E le cose sono cambiate. Anche mia mamma, come me, come voi, ha fatto tanti sbagli. Ma è la persona migliore che io conosca. E oggi penso solo a come approfittare degli anni che ci restano da passare insieme, come fare in modo che passi più tempo possibile con le mie figlie, come starle vicina ogni giorno anche a 1000km di distanza.

Ne parlavo con mio marito: gli ho detto sai, un giorno vorrei che anche le mie figlie fossero così con me. Che ci tenessero a me, che mi chiamassero ogni giorno, mi confidassero tutto, mi dessero consigli. Lui mi ha risposto che i figli bisogna lasciarli andare.

Sì, infatti io non voglio trattenerle. Voglio solo essere brava come mia mamma, e fare in modo che siano loro, a venire da me. Che siano loro ad aver voglia di condividere la mia vita con me, pur lontane, pur sposate, pur madri. Ovunque siano, che io resti sempre parte della loro vita.

Perché non è così scontato, e quando sento di figlie arrabbiate con le loro mamme, quando leggo sfoghi di donne nei confronti dei propri genitori, vorrei sempre dirlo: “hey, sono esseri umani, proprio come te: prova a capirli”, ma poi spesso non lo faccio, perché ho paura di ferire. Perché tanto mi verrebbe risposto “ma tu sei stata fortunata”.

E così ho scritto questo post. Perché possiate pensarci, quando giudicate i vostri genitori. Non siete poi le stesse che dicono che i genitori non vanno giudicati perché, comunque vada, loro ce la mettono sempre tutta?

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3 Comments

  • Non so se tu sia stata più o meno fortunata, e in linea generale sono una di quelle che, con gli anni, ha imparato ad applicare la teoria “fanno/hanno fatto del loro meglio” ma quando sento degli sfoghi altrui sui genitori ho imparato anche a non esprimere giudizi, e non per timore di sentire risposte “ma tu sei stata fortunata” ma solo perché non ho il loro vissuto, e non sempre la teoria del “fare del proprio meglio” può essere applicata o funziona …

  • Mia mamma, sicuramente, ha fatto del suo meglio, ma mio papà presente fisicamente e stop… Faceva la sua vita e non si curava di noi… Adesso è anziano e magari, un giorno potrò perdonargli il fatto che per lui non esistessi… Fortunatamente i miei figli hanno un padre che li adora e finalmente mi sento amata. Un caro saluto e complimenti per il blog☺

    • Leggo sempre ma è la prima volta che commento. Sono in un momento della mia vita in cui questo post capita a fagiolo: mia madre anziana e malata di parkinson, il papà in casa di cura ormai quasi incoscente e io figlia unica da un paio d’anni, quindi tutto sulle mie spalle. Le considerazioni che mi sono trovata a fare durante questo pesante periodo sono che la mia mamma ha cercato di fare il suo meglio nel crescere me e i miei fratelli e probabilmente ha fatto un buon lavoro, il papà invece (ed è per questo che rispondo al commento di Vittoria) è sempre e solo stato presente fisicamente e nulla più. Per carità, materialmente non mi ha mai fatto mancare niente ma non è sicuramente bastato a creare un sereno rapporto tra noi e tantomeno tra lui e la mamma. Alle volte mi chiedo perchè sono rimasti sposati da 60 anni…Comunque il punto è che ora che mi devo occupare io di loro, è dapprima insorto il solito senso di colpa perchè sicuramente non faccio abbastanza ma poi mi sono resa conto che la gente lo vede come un obbligo l’assistenza e la “devozione” ai genitori anziani. Beh, per me non è così. Ora sicuramente mi prenderete per una figlia degenere ma sono giunta alla conclusione che sarebbe sicuramente comprensibile se non mi occupassi affatto di papà, dato che anche lui ha sempre fatto la stessa cosa con noi figli. Naturalmente non lo faccio, eh? E’ solo che mi sono proprio ridimensionata come impegno ed energie spese. Non credo debba essere un obbligo scontato solo perchè è il mio genitore. Punto 1° “l’abbinamento genitori-figli” è assolutamente casuale e di conseguenza non è detto che tutti si stiano simpatici, magari ci si tollera (poco) fino al momento in cui si può decidere di lasciare la natia dimora. Non è detto che il legame di sangue sia per forza un legame affettivo. Punto 2 è vero che mi ha messa al mondo ma non gliel’ho chiesto io. Quindi lui avrebbe dovuto avere l’obbligo di crescere e curare la prole: i figli, me ne rendo conto ora, vanno “conquistati”. Spero di fare meglio con i miei figli. Per quanto riguarda il loro padre, invece, ne sono proprio sicura perchè è fantastico.

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