Bambini mai contenti

Lunedì e martedì le scuole qui erano chiuse.

Avrei potuto lasciarli dai nonni, visto che sabato eravamo lì e insistevano per tenerli con loro, ma il perenne senso di colpa da mamma lavoratrice mi ha fatto dire risolutamente “no, i miei figli stanno con me!”.

Il programma era venire con me nel nuovo ufficio, aiutarmi a sistemare l’archivio, mettere etichette ecc , il tutto intervallato da pausa al bar, giretto in centro, pranzo assieme e accesso ad un ingrosso di cancelleria.

Io avrei fatto carte false per poter stare un giorno in ufficio con mio papà, quindi mi pareva una cosa carina.

La mattina si mette a frignare il grande “abbiamo solo due giorni di vacanza e dobbiamo stare tutto il giorno in ufficio!” (si trattava di 3 o 4 ore, non tutto il giorno…).

Deve aver visto la mia faccia perchè dopo 10 minuti esce tutto sorridente dicendo di aver capito di aver sbagliato e che ha voglia di stare con me e via, si parte.

Alla fine per inghippi vari ci fermiamo solo un’ora, torniamo a casa e alle 14.30 dobbiamo uscire per andare appunto all’ingrosso di cancelleria.

Alberto, che peraltro non più tardi di 2 giorni fa mi diceva che la cosa che ama di più al mondo è il materiale scolastico nuovo (ero così anch’io) e che si emoziona davanti ad una gomma nuova (idem) inizia a piantare una crisi isterica da 90, piangendo e urlando che la vita è ingiusta perchè lui vuole stare a casa invece deve venire con me in un posto di cui non gli frega nulla.

Io gli ho fatto una piazzata da record, la famosa urlata da “so che sto sbagliando ma .. sì sbaglio” di cui parlava ieri Klarissa, dicendogli che tutti i suoi “voglio la mamma, ho bisogno di mamma, mi manca mamma” che sciorina la sera prima di andare a letto, non mi sembrano più così sinceri visto che oggi può stare con me ma gli pesa così tanto.

Gli ho urlato che non sono entusiasti di niente, e che le cose diventano belle se loro le vogliono far diventare tali, non se sono ipermegafighe di per se.

E altre cosine che forse è meglio non riportare, ma che sicuramente si ricorderanno finchè campano.

Non ci siamo parlati per tutto il viaggio, poi nel suddetto ingrosso pareva fosse entrato nel paese dei balocchi (e lo sapevo) ma ovviamente il clima era guastato, io ho rifiutato di prendergli anche la più piccola cazzatina e la sera lui si è ben guardato dal chiedermi di entrare un po’ nel letto con lui.

Io ci sono rimasta male, perchè mi pareva un programma carino, e l’alternativa (per loro) era stare a casa a fare quello che fanno SEMPRE (perchè ora che hanno la baby sitter la casa se la godono fin troppo).

Invece nulla, e non so se sbaglio io, a pensare che dovrebbero amare le stesse cose che avrei desiderato io alla loro età, o se son proprio stronzi.

E non è un caso eh, è quasi sempre così.

Ad esempio, ultimamente non andiamo mai al cinema, perché in 4 è una spesa non da poco.

Domenica finalmente andiamo, loro felici, quando arriviamo vedono che lì non vendono pop corn e fine, giornata rovinata perché “che schifo senza pop corn allora tanto valeva restare a casa”.

Andiamo in pizzeria, litigano o si lamentano per niente, e se faccio notare che dovrebbero essere felici di essere in pizzeria, e che io da piccola credo di non esserci mai andata, alzata di spalle.

Comunque, ogni volta che parlo con qualche amica e/o mamma emerge sempre la stessa cosa.

Questi bambini non sono mai contenti.

Vogliono fare calcio, aspetti, li fai stare sulle spine, finalmente li iscrivi… e dopo 3 mesi sono già annoiati.

Gli togli calcio per punizione, e se ne sbottono.

Gli togli la Nintendo per punizione, alzano le spalle.

Gli togli la TV, chissene.

Gli compri una cosa che desiderano, festa 5 minuti, poi dimenticata nel mucchio.

Non so se è perchè hanno troppo, in realtà sento le stesse lamentele anche da mamme che concedono molto meno di me.

Forse è solo una generazione di “tutto scontato”, di infinite possibilità che una in più o una in meno non cambia le cose, non lo so.

E’ anche una generazione da usa e getta, abituati che se si rompe qualcosa di butta, mica si aggiusta.

Ma questa idea che sia una generazione di malcontenti, di musi, di zero entusiasmo, non me la toglie nessuno.

Non ho risposte, ma come sempre le differenze generazionali spaventano e portano a farsi domande.

Magari, alla fine, saranno meglio loro, chi lo sa.

Ma guardandomi intorno, guardando chi ha qui 4 o 5 anni più dei miei e il menefreghismo che traspare… non ne sono poi così convinta.

 

 

 

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5 Comments

  • Non ti abbattere…È vero che è una generazione abituata ad avere tutto, in fondo con un dito oggi puoi vedere qualsiasi cosa, comprare, fare e brigare. Ma i tuoi sono ancora piccoli, vedrai che crescendo impareranno a capire che non è così per tutti.
    Io vedo ragazzi di 18/20 anni davvero in gamba, siamo.fiduciose dai! E poi hai ragione, le differenze generazionali spaventano ma magari saranno meglio di noi.
    Che poi per loro sia Natale ogni giorno è vero e quindi ci si abitua, lo pensavo proprio ieri sera con mia figlia che faceva ambarabà ciccì coccò per decidere con che pupazzo dormire, e ci sono bambini di otto anni che sniffano la colla. Il mondo è un posto ingiusto e strano, si tratta di capire se quella del lamento è una fase (che spesso abbiamo anche noi adulti, quante volte ci lamentiamo e invece dovremmo ringraziare di essere nati dalla parte fortunata del globo?), o se è carattere…

  • Condivido gli stessi timori e le stesse paranoie di Morna, chiamo mio figlio di 7 anni l’eterno incontentabile. Secondo me è un po’ il sui carattere. Vorrei sapere come comportarmdovuto i per renderlo più empatico e soddisfatto…. lo sbrocco in situazioni del genere ci sta, almeno magari capiscono che non è tutto facile e tutto dovuto…almeno spero. Saluti

  • Oggi mi sono proprio girate.
    È il compleanno di mio figlio, 4 anni.
    Io e il papá lo svegliamo cantandogli la canzoncina “Buon Compleanno” e lui per tutta risposta ci tira calci e dice che non vuole andare all’asilo.
    Lo portiamo in cucina per fare colazione facendogli trovare come sorpresa 3 supereroi gonfiati ad elio (che mi sono costati ben 60 euro) e lui li ignora dicendo che vuole guardare la TV.
    Mio marito l’ha portato all’asilo con i dolcetti per i compagni. Tutti gli facevano gli auguri e lui non ringraziava nessuno.
    Nel pomeriggio abbiamo la festa e prevedo già un disastro.
    Non so…sbagliamo noi? Diamo troppo?
    Probabilmente.
    Di sicuro è che avevo voglia di dargli due sberle e regalare tutti i suoi giocattoli ai bimbi poveri..
    Non è detto che non lo faccia questo pomeriggio alla festa: un sonoro ceffone e tanti auguri.

    • ciao Laura, scusa mi era sfuggito il commento.
      E’ tutto normale, prova a pensare che forse non è menfreghismo, ma ipersensibilità, non sa controllare e gestire le emozioni forti e reagisce così. Il mio, almeno è cosi.

  • Cara Morna,
    grazie per la tua risposta.
    Lo sai? È proprio così!
    Ne abbiamo parlato con la maestra e ci ha detto la tua stessa cosa.
    È un bimbo educato e sempre controllato ma quando ci sono “eventi importanti” va in tilt.
    Grazie per il tuo conforto.

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