La donna, secondo chi ci governa

A prescindere dall’orientamento politico, spero che chiunque possa dirsi civile ieri, leggendo il volantino della Lega della Provincia di Crotone, abbia avuto un attimo di smarrimento.

Io sì.

La domanda da cui muove è “Chi offende la dignità delle donne?”.

Penserete a chiunque calpesti i diritti della persona, prima che della donna.

Penserete a chiunque ci chieda o pretenda da noi cose che non si chiederebbero o pretenderebbero da un uomo.

Penserete a chi ci impedisce di lavorare, di crescere personalmente e professionalmente, a chi ci fa mobbing, a chi ci demansiona, a chi ci fa firmare le dimissioni in bianco.

Penserete a chi ci chiede di scegliere tra la famiglia e il lavoro.

Penserete a chi ci usa verbalmente o fisicamente violenza.

Penserete a chi ci uccide.

No.

Ce lo dice la Lega di Crotone chi offende la dignità delle donne, forse perché noi non siamo nemmeno capaci di comprenderlo e dobbiamo farcelo spiegare da loro, in effetti.

Ci offende chi chiede le quote rosa.

Che, per carità, potrà essere una strada giusta o sbagliata, ma di certo non è studiata contro le donne, ma per le donne.

Ci offende chi sostiene l’autodeterminazione  della donna, suscitando un atteggiamento rancoroso nei confronti dell’uomo.

Rileggete.

Rileggete di nuovo.

Rileggete ancora e ancora.

Offende la nostra dignità chi sostiene la nostra autodeterminazione, sì, pure se fa incazzare qualche essere di sesso maschile, perché di uomo non si può parlare se prova rancore per questo.

In un Paese, l’Italia, dove le donne vengono uccise come mosche, dovrebbe ledere la dignità femminile chi sostiene la nostra autodeterminazione. E dovrebbe turbarci che qualcuno provi rancore per questo.

Io mi chiedo se ci siete o ci fate.

Mi chiedo se vi rendete conto dell’abominio di certe dichiarazioni, perché già solo parlare di autodeterminazione della donna a me fa rabbrividire.

Tutto qui? No, perché arriva la chicca del “ruolo naturale della donna volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia”.

E qui ci starebbe bene un vaffanculo se solo riuscissi ad arrabbiarmi, invece no, questa affermazione mi fa paura e dovrebbe farne a tutti, uomini e donne.

“Il ruolo naturale della donna”.

Attenzione alle parole, il ruolo NATURALE.

Come se esistesse un ruolo che Madre Natura ci avesse assegnato e noi ci ostinassimo a cercare di non ricoprirlo cercando di vivere come qualunque uomo: scegliendo che fare della nostra vita. Razza di stronze che non siamo altro.

Lavorare? No, è contro natura. Tu, donna, segui le tue inclinazioni naturali, che non sono quelle di fare ricerca scientifica, ad esempio, perché al tuo cervello riesce bene, no, tu donna non lo sai, ma naturalmente saresti predisposta a stare a casa a pulire i cessi e sfornare figli.

Che poi facessi 11 figli sarebbe meglio, infatti riempiamo la stampa in questi giorni di queste notizie, con tanti sorrisi e dei caldissimi “si può fare!”. Le vedete anche voi, vero?

E se proprio non ne vuoi fare 11, fanne 3, su, che ti diamo un pezzo di terra da coltivare e puoi stare a casa e prenderti 2 galline, 3 conigli e badare all’orto.

Il ruolo naturale.

Ruolo volto alla promozione e al sostegno della vita.

Sia mai ti venisse in mente di prendere la pillola o magari abortire. No, perché lo sai, vero, donna, che stiamo arrivando lì, passo dopo passo, con queste affermazioni, vero? Con l’ormai nei fatti quasi impossibilità ad abortire per la riconosciuta e dilagante obiezione di coscienza?

Tu, donna, pensa a far figli e a crescerli, questo devi fare. Preserva il tuo “infungibile ruolo”.

Infungibile un cazzo, fatevelo dire.

Che i veri uomini sanno ricoprire il nostro infungibile e naturale ruolo meglio di noi, se ci si mettono.

Donne, messe in un calderone con gay e migranti, perché veniamo tutti insieme strumentalizzati da chi vuole ledere la nostra dignità al fine di far perdere alla società punti di riferimento.

Punti di riferimento.

Chiamano punti di riferimento le convinzioni più porche, abiette, razziste, basse e animalesche che una mente possa pensare.

Domani è l’8 marzo.

Domani molte di noi alzeranno il calice brindando con le amiche al nostro essere donne.

Domani molti uomini ci regaleranno una mimosa, regalandoci un sorriso.

Domani, ma anche oggi e anche dopodomani, regalateci e regaliamoci una riflessione sull’essere donna, sulla nostra condizione, su quella delle altre donne e sul futuro delle nostre figlie.

Regaliamoci un pensiero e regaliamolo soprattutto alle nostre figlie.

E, io ve lo dico, ricordiamoci di noi e della nostre bambine e ragazze anche quando sarà il momento di decidere da chi farci rappresentare.

 

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2 Comments

  • Applausi!
    Invece che offrire versioni sempre migliori di noi stessi, chi ci governa va a riproporre una figura femminile di inizio secolo. Vogliamo spendere due parole sul ddl Pillon?
    E anche per quanto riguarda stranieri, omosessuali e in generale tutto ciò che non è riconducibile al virile maschio italiano siamo messi molto molto male.
    Io ho paura.

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