E se Cinquanta sfumature di grigio unisse le donne?

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Ci lamentiamo che, coi figli piccoli, le notti insonni, le mille incombenze, la fatica infinita non riusciamo più a fare niente per noi… Eppure tranquille, niente è perduto: tra poco (pochissimo) i figli saranno cresciuti e noi ci ritroveremo a fare tantissime cose che avevamo messo da parte. Tipo leggere.

Tipo iscriversi ad un club di lettura e avere un sacco di tempo per condividere la bellezza di un bel libro con le amiche, vero?

Inizia proprio così “Book Club – Tutto può succedere”, il nuovo film di Bill Holderman con protagoniste quattro amiche ormai in là con gli anni (tipo la mia adiratissima Jane Fonda o ancora Diane Keaton!), annoiate ma sempre alle prese coi problemi sentimentali di sempre, che all’improvviso si ritrovano a leggere lui:

CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO. Ovvero la vita PRIMA e DOPO Mr. Grey.

Non vi stupirà sapere che noi l’abbiamo letto (maddai?!) e abbiamo visto pure il film, quindi come non tifare per questa pellicola che tratta un tabù ancora più enorme della trilogia stessa – perché non è solo SESSO, ma è sesso tra anziani!! – con ironia e risate?

Ma a parte le risate sul sesso tra sessantenni (che, vi assicuro, non è affatto una cosa rara, anzi!) la cosa più bella di questo film è il messaggio principale: quello di solidarietà e amicizia.

Perché la pellicola è in realtà incentrata sullo spirito di squadra e sull’amicizia tra donne, proprio come mezzi per sfidare i tabù e le convenzioni sociali, in cui godersi la vita, l’amore e il sesso è una cosa naturale, che non merita giudizi, né alla nostra età, né a 60 anni.

E purtroppo sapete meglio di me che non è così: che siamo giudicate a 20, a 30, a 40 e per tutta la nostra vita. Provate ad andare in un circolo in cui ballano il liscio la domenica pomeriggio e vi accorgerete di quante critiche volano tra un valzer e un casqué!

Sono proprio le quattro sessantenni ad abbattere il muro dei cliché e delle regole sociali che spesso ci autoimponiamo proprio per non sentirci giudicate. E in un momento storico come il nostro, in cui i valori del femminismo vengono sempre più messi in discussione (ovvero in cui la donna viene sempre più spesso considerata essere umano di serie B) questo film cade a pennello perché permette di riflettere su quanto la solidarietà femminile sia importante, su quanto potremmo davvero essere noi stesse se non avessimo paura del giudizio altrui.

Su quanto davvero potremmo goderci la vita, che non vuol dire solo fare sesso come ci pare e quanto ci pare, ma anche tutto il resto: vestirci come ci pare, fare o non fare il lavoro che ci pare, frequentare chi ci pare, mangiare che ci pare, insomma, la lista è lunga…

Il consiglio che vi do non è soltanto di andare a vedere il film, che esce domani 4 aprile 2019 nelle sale italiane (non valgono scuse tipo: non so a chi lasciare i bambini, li lasciate al padre e andate con mamma e amiche!), ma anche di circondarvi di amiche che vi accettino per quello che siete. A cui potete raccontare tutto, senza mai aver paura di essere giudicate. E di non giudicare, mai.

Ché in fondo, tutto può succedere.

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