I no aiutano a crescere. Ma anche i sì!

Come educare anche con i Sì

I no aiutano a crescere, si sa.

Non è solo il titolo di un libro questo, ma un mantra che molte di noi si portano dietro dalla propria infanzia e che ci fa da guida nella nostra vita da mamma e da papà..

Ma è davvero così?

Sì, i no sono necessari e imprescindibili, sono i paletti che delimitano i confini all’interno dei quali i nostri bambini e ragazzi devono poter crescere sicuri del fatto che oltre non si può andare.

Fin dalla prima infanzia i No sono importanti: danno sicurezza ai bambini (e ai genitori), servono per far sedimentare nei nostri figli dei punti fermi in termini di educazione, di rispetto, di evoluzione e di crescita personale, ma anche e spesso di incolumità, soprattutto quando i bambini sono più piccoli:

posso attraversare col rosso? No!

Posso assaggiare il sapone? No!

Posso correre giù per le scale? No!

Quando poi i bambini cominciano a farsi ragazzi, ecco che i No diventano il luogo del limite, il posto dove si impara a conoscere e ad imparare a gestire sentimenti fondamentali, come la frustrazione.

I No sono le giuste armi di cui dotiamo i nostri figli per affrontare la vita.

Ma dire No, tutto sommato ci viene spontaneo, vero?

Siamo stati educati così, a suon di No, e in fondo, ci diciamo, tanto male non siamo venuti, no?

Ma ai Sì, forse non pensiamo.

Quanto siano importanti i Sì ci è più difficile da capire, eppure i Sì sono necessari tanto e quanto i No, proprio per creare il secondo dei binari sui quali far camminare i nostri bambini lungo la strada che li porta ad essere uomini.

Ma che potere ha un Sì?

Quando dirlo?

Come usare i Sì?

Il Dott. Luca Mazzucchelli, che  abbiamo incontrato  qualche giorno fa,  ci ha spiegato l’importanza e  il  potere dei Sì.

Il Sì migliora la relazione coi figli.

Dire sempre No è faticoso, lo percepiamo tutte come tale, genera discussioni infinite e continui bracci di ferro, è frustrante non solo per il bambino, ma anche per noi.

E spesso non è nemmeno necessario un No, è quasi più una reazione automatica, come un tic. Mamma posso? No.

Perché No? Già… Perché No?

Ecco, questi sono i casi in cui dire un Sì gioverebbe a entrambi e alla relazione: scegliamo bene le battaglie da combattere con i figli, scegliamo i No e non molliamo su quelli che hanno un senso e un motivo, ma impariamo a dire dei Sì negli altri casi.

E’ sui Sì che si costruiscono i ricordi.

E’ sui Sì e sui No in equilibrio che si costruisce una relazione soddisfacente.

 

Il Sì rafforza il potere del No.

Una serie infinita di No finisce per avere l’effetto di tanti Sì: è ignorata.

Nuotare in un mare di No, fa perdere ai No importanza e significato.

Se a qualunque domanda il genitore risponde con un diniego, il bambino non percepirà più l’importanza del singolo No, non potrà mai distinguere tra No importanti e No che non lo sono: non ne ha la capacità!

Il bambino può e sa invece distinguere tra No importanti e Sì su questioni che noi riteniamo in effetti irrilevanti.

Il Sì accresce l’autostima di tuo figlio.

Accanto ai No, usiamo il Sì per rinforzare i comportamenti positivi.

Se ci viene naturale esclamare un No quando sorprendiamo i nostri figli mentre tengono un comportamento negativo (“Non saltare sul divano!” o “No! Non picchiare tuo fratello!”), non ci viene altrettanto naturale valorizzare con un Sì il comportamento positivo, ammettiamolo. Eppure questo è importantissimo.

Impariamo quindi a dire “Sì! Hai fatto proprio un buon lavoro!” o un “Sì! Hai riordinato benissimo i tuoi giochi!” o ancora “Sì! Hai fatto proprio un bel gesto a dare a tuo fratello la metà della tua merenda!”.

Il Sì aiuta i bambini a rafforzare responsabilità e autonomia

Dire Sì apponendo condizioni alla parola è una strategia utile per rafforzare il senso di responsabilità nei bambini e per far meglio sviluppare la loro autonomia. Mi spiego meglio: quando ritenete che un No sarebbe evitabile se il bambino si comportasse in un determinato modo, dite un “Sì, però se…”, “Sì, se…”, “Sì, ma…”.

Metterete così il bambino in condizione di decidere come comportarsi e di scegliere se essere responsabile e sentirsi più autonomo.

Alla domanda “Posso andare al parco?” impariamo a rispondere con un “Sì, quando hai finito i compiti” invece che “No, perché non hai finito i compiti”.

Il Sì aiuta il bambino a regolarsi.

Ricordate la famosa “eccezione che conferma la regola”?

Ecco, un Sì è anche questo.

Posto che c’è una regola e che il bambino la riconosce e la rispetta, quanto è bello, ogni tanto, concedere uno strappo alla regola?

Farlo magari insieme?

Non ci sono questi strappi complici tra i ricordi più belli che avete nel cuore?

 

E allora, cosa aspettate ad usare il Sì per costruire ricordi?

 

Post in collaborazione con Fruittella

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