Perché le donne sono delle stronze

perché le donne sono stronze
Perché le donne sono delle stronze.
Ovvero le cose che ho imparato da un certo tipo di donna e mamma.
Perché le donne sono delle stronze: perché tu non puoi capire.
Non puoi capire la loro situazione.
Quale scusami?
Che ha di particolare?
Nessuno sta male, siete sani tutti, che hai di diverso dagli altri?
Niente, ma non lo ammetteranno MAI, perché è la scusa che tiene in piedi la loro vita così com’è: smontagliela e crollerà il loro mondo, dunque no, non te lo permetteranno nemmeno davanti all’evidenza: tu non puoi capire.
Perché le donne sono delle stronze: perché tu hai la vita facile.
Il tuo caso è SEMPRE più semplice del loro.
La tua vita è sempre più semplice della loro.
Oh, che a volte è vero, eh!
Ci sono vite molto complesse e situazioni difficili.
Ma al netto di questi casi e dei problemi di salute, sui quali non si può sindacare e si deve solo pregare di non averne mai, siamo un po’ tutte nella stessa barca.
Hai un part time? Per te è stato facile.
Hai un lavoro che ti piace: ci credo, per te è stato facile.
No, guarda, ho cambiato mille posti di lavoro, ho rinunciato alla libera professione, ho smesso di studiare per diventare chi volevo essere, ho lottato fino allo stremo.
Niente, per te è stato facile.
Perché le donne sono delle stronze: perché non vogliono considerarsi esseri umani, preferiscono sentirsi inferiori.
E se tu osi dire che invece potrebbero fare grandi cose, ti sciorinano la lista degli ostacoli che solo loro hanno. E tu noooooo. Lalllalllaaaaaaaa. Specchio riflesso.
Vai nel cesso.
E sì, un po’ nel cesso ci vai davvero e credi sia normale così.
Tuo marito lavora, sai, tu non puoi.
Tuo marito lavora, sai, qualcuno deve stare a casa.
Tuo marito.
Tuo marito.
Tuo marito.
Lunga vita a tuo marito e al matrimonio o per te saranno cazzi seri (lo sai, vero, che neanche si ha più diritto al mantenimento da un po’, ti mollasse o volesi mollarlo?).
Perché le donne sono delle stronze: perché tuo marito ti aiuta.
Tuo. Marito. Ti. Aiuta.
Tuo.
Marito.
Ti.
Aiuta.
Nel 2020 “tuo marito ti aiuta”.
Nel 1985 circa ero piccina e stavo spesso dai miei nonni, dove mio nonno, figlio di una donna che lavorava e marito di una donna che lavorava, suocero di una donna che lavorava, teneva me e mia sorella ogni tanto, ci preparava da mangiare (lui a noi) e mentre io e mia sorella guardavamo la tv,
lui si stirava le camicie.
Mio nonno.
Datevi una svegliata, ragazze mie.
E di questo non voglio più parlare, perché già ho dato qui , qui e qui, e pure qui, parlando del mammo. Che poi mammo sarà tuo marito, il mio fa il padre, grazie.
Perché le donne sono delle stronze: perché non accettano vite diverse dalla loro.
Non succede niente se io lavoro e tu no e tu sei felice e io pure o se siamo infelici tutte e due.
Non succede niente se io stiro e tu hai la colf.
Se tu lavori e hai mille aiuti, se tu non lavori e hai mille aiuti, se tu lavori e non hai aiuti.
E non ne hai magari davvero, non perché tu ritenga di doverti immolare, ma perché ora va così: amen!
Non è che se abbiamo una vita diversa una debba essere per forza migliore, eh!
E’ forse una gara?
Che vincete esattamente?
Perché le donne sono delle stronze:
perché non è sminuendo le altre, facendo loro le pulci, mettendo al microscopio la loro vita, che la vostra vita migliorerà.
Non è così che darete un senso o maggior valore alla vostra.
Non è così che acquisirete posizioni, non è così che sarete migliori, non è così che sarete un esempio per i vostri figli, piene di astio, rabbia, insoddisfazione, tanto frustrate da dover passare la vita altrui alla lente.
E’ la vostra di vita che dovete passare al microscopio.
E’ la vostra di anima quella a cui fare domande.
E’ la vostra di vita che deve essere felice per voi e solo per voi.
E’ la vostra vita che nessuno vi ridarà mai, neanche se la mia dovesse essere meno bella, mettetevelo in testa.
Non è facendo domande e insinuazioni agli altri che si diventa felici.

E’ facendosi domande ogni giorno, chiedendo a se stessa se si è felici, che si può cercare di esserlo.

E’ cercando la propria realizzazione che si migliora, si cresce e sì, si può provare ad essere felici.
Ora mi raccomando, tornate a calcolare se può essere vero che esco alle 5 ed entro le 6 recupero i figli dall’altra parte della città da sola. E se può essere vero che fanno attività sportive o che se si ammalano stiamo a casa a turni. Così sì che la vostra vita sarà migliore domani!
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2 Comments

  • Caspita quanta cattiveria si sente in giro… Non oso immaginare quanti commenti assurdi riceviate… Se solo ognuno pensasse alla propria vita, invece di commentare a sproposito quella degli altri. … continuate così, dritte per la vostra strada e complimenti x il blog! Un abbraccio virtuale, Vittoria

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