Terrible twos, threes, fours, five, six, seven…twelve.

No, gli eight nine ten eccetera non mancano perchè esenti da “terribile” ma perchè non ci stavano nel titolo.

La verità è che ogni età ha un terrible e un fantastico, ve lo anticipo e il post potrebbe già finire qui, ma non si fa, quindi vi dico qualcosa di più.

In primis, ci si dimentica sempre il “terrible” primi mesi.

Ok, loro non saranno consapevoli, ma da genitori avere a che fare con neonati nervosi, che non dormono, che piangono di continuo, che non sanno esprimersi… è semplicemente terrificante. Non tutti i neonati sono così, grazie a dio, ma ce en sono, e il colmo è che spesso nemmeno restano figli unici.

Io quando vedo queste mamme distrutte, che mi dicono che non dormono da tre anni, che il marito dorme sul divano, provo un mix tra tenerezza e cacarella, mi chiedo seriamente come facciano ad essere ancora vivi e tutto sommato ancora in grado di intendere e di volere. Chapeau.

Per come la vedo io, chi sopravvive alla deprivazione di sonno per anni, non ha altro da temere, sarà tutto il discesa.

Comunque sia, i primi mesi sono un grande banco di prova, se si passano indenni ci sono ottime speranze di reggere anche tutto il resto.

Ma veniamo a noi.

Dei terrible two si è detto di tutto e di più: i vostri angelici e pacioccosi figli, verso i due anni scoprono di avere un carattere, di non essere un pezzo di mamma, e testano i loro (e i vostri) limiti.

Vabbè, hanno due anni, sono bellini, tondo, gli si perdona tutto, suvvia.

Già i terrible three son un pochettino peggio: è la stessa solfa dei two solo un po’ ingigantita e tenace. Di solito si tratta di capricci. Capricci che sì, esistono, chiamateli come vi pare ma il concetto resta quello: bambini che si rotolano sul pavimento perché il biscotto è rotto, perché non gli comprate il motorino elettrico da 500 euro, perché avete messo il seggiolino a destra e non a sinistra.

La ragione? E chi lo sa, forse testare chi è degno di passare al livello dopo.

Ai four e five infatti ci avrete ormai fatto il callo, sarete strapreparati e per questo nessuno ne parla .

Di solito a questa età cambiano i gusti, chi mangiava tutto mangerà solo pasta in bianco chi mangiava solo pasta vorrà solo carne, oppure vi faranno impazzire con le richieste “vorrei tanto tantissimo la pasta al pesto a cena”. Voi sante e amorevole mamme, li raccontate: “ma è verdeeeeee!! Che schifo, io la volevo rossa!!!!”. Mangiatevi la pasta al pesto e non impazzite troppo, ci siamo passati praticamente tutti.

I six ve li raccomando: si entra a scuola, e di terrible c’è che nulla sarà come prima.

Da infanti si trasformano in bambini e per tante cose non li riconoscerete più: c’è quello che passava ore a impilare mattoncini e ora non sta seduto neanche 3 minuti se si parla di compiti, quello che era amico di tutti ed ora non lega con nessuno, la bimba timida diventa estroversa e invita a cena anche la maestra, quello che andava bene tutto e ora vi piazza una scena epica perché non c’è la sua maglia preferita nel cassetto. Insomma è tutto un gran casino e dovrete di fatto ricominciare da capo.

Va detto che nel frattempo spesso è arrivato anche un fratellino, quindi sarà tutto su un fantastico doppio binario: il piccolo non dorme, e il grande ha le crisi esistenziali. Il piccolo ha le coliche, il grande deve testare il suo carattere mandandovi in manicomio, il piccolo inizia a gattonare (e a tirarsi addosso ogni cosa) il grande ha bisogno di attenzioni, il grande ha problemi a scuola, il piccolo inizia a sbattere la testa sul pavimento perché avete osato mescolare il Nesquik nel latte.

Insomma, son cazzi.

Quanto cazzi, dipende dai figli.

Il mio primogenito è sempre stato abbastanza gestibile (ho quasi paura a scriverlo, mi aspetto di trovare un pacchetto di sigarette domani mattina nel suo zaino), salvo i primi due anni a scuola, in cui era un delirio, ma delirio non rende l’idea (aggiungeteci l’altro nei terrible three e capite che merito un monumento).

Ma la verità è che è un gran paraculo, quindi se da un lato è volutamente accondiscendente (e quindi “facile”) mi aspetto delle belle soprese tra un paio d’anni, quando deciderà che compiacere la mamma non è poi questa gran figata.

Il piccolo… vabbè dai, non infieriamo.

Lui è “oltre”, per lui ho ormai capito che non è questione di “terrible”, è che ha un carattere di merda.

Quello che scrivevo di lui a tre anni, vale ancora adesso, solo centuplicato.

Praticamente il compagno di cella in confronto è un passerotto, e ogni tanto ho pensato di andarci a fare una vacanzina per tirare il fiato.

Ho fatto quasi un intero anno di pace, la sua prima elementare. Devo anche averci scritto qualche post, perché era tutto rientrato talmente tanto nella normalità che non mi pareva vero, mi trovavo a pensare: ma davvero la vita può essere così incredibilmente facile? Davvero qualche mamma ha vissuto questa estasi per il tutto il tempo e nemmeno sa quanta fortuna ha avuto?

Poi niente, la pacchia è finita, come piace dire a qualcuno.

Ma ometto i dettagli di quest’ultimo anno per pudore.

Tornando ai terrible, tempo fa su facebook una mamma scriveva che chi si lamenta dei terrible two, non poteva capire cosa volesse dire avere un figlio di 14 anni.

A questa ha risposto un’altra ”ahhaah, perché non sai quando ne hanno 16….”

“no, voi non avete idea di cosa sia avere un figlio di 20!!!”

“no belle, voi non avete idea di cosa sarà quando raddoppia: figlio + nuora!!!”.

Quindi ragazze, inutile pensare “che passi”, tanto ce n’è sempre una dietro l’angolo.

Meglio pensare positivo: ogni età ha qualcosa di meraviglioso, invece che aspettare che passi la fase terribile, meglio godersi la parte fantastica.

Quella sì, che passa in un attimo!

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1 Comment

  • Il mio primogenito è da una parte troppo buono,accondiscendente,piagniucolone e dall’altra è molto cattivo con la sorella,manesco e rabbioso…..non so più come prenderlo…..È ha solo 8 anni…la sorella 7

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