“Per te è più facile”

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Ultimamente ho letto spesso questa frase, in versioni diverse ma il senso è sempre quello: per gli altri è sempre più facile.

Nel mondo delle mamme questa espressione raggiunge massimi livelli. Basta leggere i commenti al post di Morna su Facebook in cui raccontava di una mamma tranquilla in spiaggia col suo bebè si tre mesi: per lei era sicuramente più facile perché il bambino era ancora piccolo, perché sicuramente dormiva, perché qui perché là.

Se riesci a comprarti una casa di proprietà, sicuramente per te è più facile perché c’hai i soldi. Poco importa il culo che ti sei fatto per averli, per te è stato facile!

Se hai un periodo duro guai a raccontarlo, per te è sicuramente più facile per una serie di motivi che nemmeno sai ma gli altri conoscono per certo.

Quando io ero sola con le bimbe me ne sono sentita dire di tutte.
Una conoscente di mia mamma, che chiedeva notizie di me, disse a mia mamma: eh ma lei ha la babysitter, è facile così! Riferito invece alla figlia che lavorava part time, aveva il marito a casa, i nonni in città ma… non aveva la babysitter! Si sa, due ore di babysitter all’uscita dal nido, un lavoro a tempo pieno, un marito in un altro continente e nessun parente nel raggio di 1000km rendono la vita facilissima.

Oppure quando ho conosciuto una cara amica, che si disse tanto stanca perché aveva una bimba di due anni. Eh lo so, ne ho due, anche se ormai più grandi (cercavo di empatizzare), ma lei mi aveva risposto “eh ma sono grandi, non puoi capire”. Cazzo ma son state piccine eh! Ogni tanto glielo ricordo e insiste pure.

Poi ovunque tu viva, per te è più facile, come se tra l’altro non avessi in qualche modo scelto tu dove vivere. Ragazze, cambiate città, che vi devo dire.

O chi ha tre figli e dice a chi ne ha uno che è più facile: ti hanno obbligata a farne tre?

Ma a parte tutti questi dettagli su cui potremmo scrivere per ore, resta comunque il fatto che noi non sappiamo niente della vita altrui e non ci dovremmo permettere di dire che per gli altri è più facile.

Non sappiamo cosa si cela dietro le vite altrui, quali fatiche, quali storie. A me fa tanta rabbia anche quando mi dicono che per me la vita è facile perché vivo a Parigi. Ma che ne sa la gente di noi? Di come vivevamo prima di arrivarci, di come viviamo oggi. Perché mai per noi dovrebbe essere più facile? E se è tanto facile, perché non lo fanno tutti?

Sminuire le fatiche altrui, l’impegno, le difficoltà, non renderà la nostra vita più bella. E non è nemmeno una gara a chi fatica di più, a chi ha la vita più complicata, a chi si fa di più il culo.

Smettiamola di voler dimostrare di essere wonder woman perché teniamo in piedi qualcosa di più complesso – mica come gli altri! – smettiamola di cercare la compassione altrui. Guardiamo la mamma che va in spiaggia da sola con un bebè e sorridiamo alla vita, alle donne che ce la fanno, anche a quelle che ce la fanno più di noi. Prendiamo esempio da chi ha una vita diversa, più o meno complessa, proviamo empatia ed impariamo ad ascoltare, invece di mettere sempre al centro noi stesse, la nostra vita, il nostro microcosmo come se fosse il più complesso al mondo.

A voi piace quando raccontate qualcosa e vi dicono che per voi è facile? Perché vi assicuro che per esempio se vivete nella casa accanto ai nonni, magari costruita da loro (quanti ne ho incontrati in questi giorni in Italia…), non avete un mutuo né un affitto, non dovete pagare né nido né babysitter, avete 4 nonni e magari pure bisnonni tutti sani, non avete mai dovuto occuparvi di malattie e morte, avete bambini sani, la scuola a due passi, un’auto a testa e posso continuare oltre beh, la vostra vita è più facile probabilmente di quella del 90 per cento della popolazione mondiale.

Anche se vostro figlio si sveglia la notte.

Guardiamo la vita in positivo e smettiamola di smontarla, che si vive assai meglio.

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7 Comments

  • Quando, una vita fa, nel mese di luglio portavo tutti i giorni tre bambini al mare per mezza giornata (facendo i salti mortali per incastrare quella mattinata al mare con le scadenze del mio lavoro autonomo), mi è capitato di sentire due signore che parlavano di me. “La vedi quella signora? Ha tre figli!” “Eh, va be’, però se una ha gli aiuti.”
    Ero in spiaggia tutte le mattine RIGOROSAMENTE DA SOLA! Mai pagata una baby sitter in vita mia, occasionalmente un aiuto dei nonni (non al mare), il marito, lavoratore dipendente, ci accompagnava solo nei fine settimana.

    • Ma sì, dicono così perché si sentono in difetto, perché non ci sarebbero mai riuscite o perché non ci riescono le figlie. Meglio passare da rosicone che fare un complimento, no?

  • Ciao, sulle gare a chi è più sfigato ormai mi sono rassegnata. Relativamente al post della mamma tranquilla e placida in spiaggia posso dire che anch’io per un periodo sono stata così, tranquilla e beata, riuscivo a fare le cose senza che necessariamente ci fosse qualcuno. Il problema è che sono stata anche e lo sono tutt’ora una mamma ansiosa, ho avuto periodi dove l’ansia mi toglieva lucidità e non ce la facevo. Non ce la facevo proprio! Era come dire a qualcuno con una gamba rotta di camminare, hai voglia a provarci. Pian piano e facendomi aiutare ho imparato a gestire l’ansia. Non mi sono sentita brava quando stavo bene e facevo le cose con naturalezza ma quando pur non stando bene, pian piano ci riuscivo, a volte con grandi sforzi interiori. L’espressione della mia faccia non era certo placida e il sorriso non era tranquillo ma tirato. Quindi, al di là delle solite critiche e commenti da gara a chi sta peggio, la chiusura di quel post “se ci provassimo ci riusciremmo tutte” non mi ha trovata d’accordo.

    • Però ti stai contraddicendo da sola: hai detto che piano piano, facendoti aiutare, hai imparato a gestire l’ansia.
      Quindi vedi che se ci proviamo ci riusciamo tutte?

      • Non mi sono spiegata bene. Io invidio quella mamma che da l’impressione di essere serena e se effettivamente lo è le riesce bene quello che sta facendo. Ripeto, in certi periodi lo sono stata anch’io e so cosa vuol dire.Se non sei serena fai fatica e se sei bloccata devi rimandare perché non ce la fai ed è in quel momento che se tu mi vieni a dire “guarda che brava quella mamma come fa le cose con naturalezza e tranquillità, ce la puoi fare anche tu” mi uccidi. Lo so che è un messaggio per dare coraggio ma a volte proprio non serve o non è il modo giusto. Semplicemente, non siamo tutte uguali. Poi scusate lei è brava perché fa tutto col sorriso mentre quella corrucciata che fa le stesse cose cos’è? È quel brava che non mi torna. Ripeto, io ammiro quelle mamme come quella descritta e ne vedo parecchie anche dalle mie parti, io provo ad imitarle ma la mia natura è in un certo modo e di questo devo tenere conto. Inoltre, sono d’accordo con voi sul non trarre conclusioni affrettate del tipo “avrà i nonni, ha il bimbo ancora piccolo ecc”. Non è quello. È un modo di essere che non a tutti appartiene.

  • Condivido! Cerco di ripetermelo spesso, che ne sai della vita degli altri? Alle volte è più forte di me, ma dopo mi legherei la lingua. Un abbraccio

  • Sono perfettamente d’accordo con te e sono stufa marcia di sentire gente che fa a gara. Io non sono una persona che si lamenta spesso e quando lo faccio in realtà vorrei solo una pacca sulla spalla. Magari sbaglio io. La mia migliore amica da quando ha avuto il secondo figlio non fa che “farmelo pesare”, come se gliel’avessi detto io di farlo!! Eh, ma tu lavori da casa e ne hai solo 1 di figlio, io mi alzo alle 4 e ne ho 2 … grrr che nervi! Ma le persone che fanno così per caso vogliono una medaglia al valore? Ma poi: non ti vuoi alzare alle 4? Prova a cambiare lavoro! Non sopporti il carico della famiglia? Non fare il secondo figlio! Ma sbaglio io il ragionamento? Comunque di una cosa ne sono ormai certa, fare rete tra mamme è difficilissimissimo.

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