Tuo figlio non mangia e tu lo stai viziando

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Tuo figlio non mangia? Senti qui.

Quando avevo una sola figlia ed era piccola, ero convinta di essere una specie di Dio in terra. Dormiva da quando aveva sei settimane (tutta la notte) e mangiava qualsiasi cosa le proponessimo grazie ad un brillante auto-svezzamento. Mentre vedevo le altre mamme impazzire dietro alle pappine, la conta delle verdurine e gli omogeneizzati, mia figlia a sette mesi si scofanava il cacciucco. 

Arrivata la sorella è stato ancora più facile: non sapevo cosa significava avere figlie che non mangiano e, ovviamente, era merito mio e soltanto mio. Va beh, anche un po’ del nido dato che la piccola è entrata a sei mesi e gran parte del lavoro l’hanno fatto loro.

Se tuo figlio smette di mangiare tutto

Ad ogni modo, di lì a poco tempo le cose sono cambiate e mentre la piccola è rimasta una gran mangiatrice (ad eccezione del pesce che ha sempre rifiutato anche a sei mesi, mai voluto mangiare, ogni tanto azzarda del tonno in scatola ma nemmeno sempre), la grande mi ha fatto patire le pene dell’inferno.

Il buon esempio non basta

E hai voglia a parlare di abitudini, esempi, ecc: noi mangiamo bene e con lei le abbiamo provate tutte. Dall’obbligarla a finire il pasto, a non farla alzare da tavola, al farla digiunare. Tutto, per disperazione. Perché da mangiare tutto è passata a mangiare tre cose in croce: pasta in bianco, ma solo col burro, pollo ma solo in un certo modo, prosciutto cotto, pomodorini crudi e cetriolini. Con qualche variazione qua e là e una preferenza per i troiai (soprattutto dolci). Io, salutista convinta e contro ogni genere di vizio, ero disperata e mi impuntavo in ogni modo. Adesso stai qui e mangi (in particolare quando le preparavo qualcosa che sapevo piacerle o che mi chiedeva lei, davo di matto).

Un bel giorno ho mandato tutto e tutti a cagare, tutti i consigli non richiesti – se avete figli difficili col cibo, sapete di cosa parlo, e se non li avete, scommetto che state pensando che era colpa mia, vero? – e ho iniziato a cucinare sempre e solo quello che volevano. 

Vivevo sola con due bambine piccole, una di appena 18 mesi e l’altra di 3 anni e mezzo: non sarei uscita di testa, dopo una giornata di lavoro, per il cibo. Avevo pianificato la settimana con sempre le stesse cose: la domenica preparavo il ragù, con cui due cene erano salve, una sera erano i ravioli di Giovanni Rana, una il prosciutto cotto coi pomodorini (detto anche “la bambina” perché quando era piccola facevamo il viso di una bambina) e poi non mi ricordo più, forse cordon bleu o nuggets. Roba pronta, insomma. La piccola si adeguava, mangiando tutto e poi mangiando pure quello che mi preparavo per me (infatti ho perso 10kg). 

Il giudizio della mamma “io preparo una cosa per tutti”

Non vi dico quante me ne sono state dette. Che viziavo mia figlia (che continuava comunque a fare scene, tipicamente quando eravamo in un ristorante o a casa di qualcuno dove il cibo non rispettava le sue aspettative). Io ormai non rispondevo manco più. All’inizio era tutto un “ma guarda mangiava tutto, poi ha smesso” (e giù di esperti che analizzavano l’impatto dell’arrivo della sorella), “ma questo di solito lo mangia”, più ogni sorta di tortura per far vedere agli altri che io non ero una madre che vizia, anzi, impuntandomi e assistendo a scene della non mangiatrice che ve le auguro. 

Insomma, la situazione pareva irrimediabile, finché non ho allentato la presa e me ne sono fregata veramente di tutto. Ho sempre continuato a proporre tutto, ho sempre continuato a parlarle e spiegarle del perché mangiare bene e variato è cosa buona e giusta, ho continuato a dare il buon esempio, ho continuato a non cedere ai fast food, ai troiai in casa. 

Poi, piano piano, è cambiato tutto. 

All’improvviso, ha iniziato a mangiare

Ha iniziato ad assaggiare, senza che le dicessimo niente. A volte diceva buono, ne voglio. A volte diceva buono, ma non ne voglio, grazie. Altre volte diceva mmm, no, non mi piace.

Le cose che le piacciono sono diventate via via sempre di più. 

Ieri sera è tornata da nuoto sincronizzato e ha mangiato una zuppa con barbabietole, carote, patate, funghi e aneto, delle patate in padella (non fritte) e delle uova strapazzate.

Faccio padellate di verdure con peperoni, melanzane, zucchine, e le mangia. A volte dice questo non mi piace, e allora le dico ok, scartalo, lo mangio io, tu mangia il resto, e magari la volta dopo inizia a mangiare pure quello.

Due anni fa, prima di andare in Bielorussia, mi ero raccomandata in ogni modo perché sapevo come reagiva di fronte ai cibi nuovi (e no, non con un “no grazie”, magari) e avevo paura ferisse chi ci ospitava. Ci erano voluti tre giorni perché cominciasse a mangiare di gusto.

Quest’anno, dal primo giorno ha assaggiato tutto e ha fatto il bis di tutto, zuppe, intrugli, creme e cotillon. 

I bambini hanno i loro gusti

La sorella, intanto, ha diminuito le sue preferenze, pur restando una gran mangiatrice. Entrambe odiano il pesce, ma chissà, magari un giorno cambieranno. Entrambe mangiano qualsiasi tipo di legume, ceci, lenticchie, cicerchie, fagioli, mangiano praticamente tutte le verdure, tranne qualche eccezione, mangiano pasta integrale, al farro, senza glutine, di riso. Mangiano asiatico, indiano, russo, italiano, francese, spagnolo, panamense, messicano, colombiano, americano. Mangiano quinoa, cous cous, farro, grano, avocado, kg di qualsiasi frutta però odiano l’uva coi semi e li sputano come me.

Se mangiano tutto, forse è anche merito mio che le ho viziate

Tutto questo non ve lo sto dicendo per vantarmi, perché la strada per arrivare qui, all’alba dei 10 anni, è stata lunga e impervia. Ma proprio per questo vi dico assecondateli, non date peso alla quantità di cose che mangiano, non fatevene un cruccio. Continuate a proporre, date il buon esempio ma soprattutto non fatevi il sangue amaro e non pensate di compiere un danno irreparabile se per un periodo cucinate per loro qualcosa di diverso o tre cose in croce. Chi non c’è passato la fa facile dicendo “così lo vizi, io preparo una cosa uguale per tutti e se non mangia pace“, ma state tranquille: siamo arrivate allo stesso risultato (anzi, vedo che a volte il mio è meglio perché… i bambini cambiano!!), le mie figlie mangiano qualsiasi cosa, e se non fossi stata tanto stupida da aver paura di viziarle mi sarei risparmiata anni di tensioni e difficoltà. Se avessi iniziato subito ad assecondarle. In maniera intelligente, per carità, ma assecondarle.

Perciò, mamme di bambini che non mangiano, che fanno storie, che mangerebbero solo nuggets e che rompono i maroni, portate pazienza. Cucinate ‘sti nuggets che domani vi mangeranno i fagioli. E se non li mangeranno, ricordatevi che non è stata colpa vostra.

 

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18 Comments

  • Bel post grazie ne avevo bisogno in questo periodo. Ormai mi sono convinta di essere io la causa o almeno le critiche che ricevo mi hanno buttato giu’
    Attendo con impazienza che cambierà anche il mio “viziato”

    • Non è colpa tua, ci sono bambini che non mangiano, come altri che non dormono, che non riescono a togliere la tetta, il ciuccio, ecc.
      Ci vuole solo pazienza e assecondare, con fermezza, ma senza tensione.

  • Ooooooh che bel post! Mi sembra di leggere la mia storia.
    Il mio treenne identico alla tua grande, inizialmente mangione e poi siamo finiti con il mangiare tre cose in croce, mi son sentita dire di tutto, compreso lo sguardo accusatorio della nonna quando mi sentivo rifiutare per l’ennesima volta una cosa che aveva sempre apprezzato (“ma come maaaaaiiii? A casa mia la mangia sempre”), accuse del coniuge perchè avevo osato mettere un cucchiaio in più di parmigiano nella pasta mentre di solito mettevo il grana ed è stato citato l’arrivo della sorellina anche qui.
    Ad un certo punto me ne sono fregata, avevo una piccolina in pieno svezzamento (auto) e non potevo permettermi di ribaltare i piani ogni volta perchè lui non voleva toccare nulla oltre al risotto giallo, gli facevo solo quello e via.
    Beh, sarà proprio grazie alla sorella che mangerebbe anche i sassi ma da questa primavera è improvvisamente diventato curioso, chiede di assaggiare dal nostro piatto, prova e al massimo rifiuta.
    Non vi dico la mia commozione in vacanza quando ha mangiato per la prima volta un’intera scatola di nuggets di gusto, non aveva mai nemmeno assaggiato una cotoletta a casa!

    La strada da fare è ancora lunga ma mi sento davvero incoraggiata dal tuo racconto, grazie!

    • Continua così, stai andando benissimo! Non ascoltare nessuno se non tuo figlio. Che non vuol dire correre a preparargli o a comprargli quello che chiede se in tavola non c’è quello che gli piace, ma prevenire preparandogli cosa gli piace (ovvio, che siano per lo più cose sane, non schifezze). E non parlarne, lascia che passi. Passerà. Io ho sbagliato tanto…

      • Grazie 🙂
        Oh si, ho sbagliato tanto anch’io in fondo il libretto di istruzioni non ce l’hanno fornito in sala parto; però come dici tu ho imparato tanto ad ascoltare mio figlio, a chiedergli di cosa ha voglia (magari “guidando” la scelta con un paio di proposte che approvo/mi va di cucinare/ho in casa) anche a costo di fargli mangiare per due giorni di fila pasta al pomodoro.

  • Santa subito, trovi sempre le parole giuste nel momento giusto, forse mi spii(??) o semplicemente, come dici, i bimbi vanno assecondati e tutto un giorno andrà al suo posto… Grazie mi hai tirata su❤️

    • Fai come ti senti e non ascoltare chi ti dice che basta fare il pugno duro, non è vero.
      Io ho ottenuto risultati con calma, pazienza e tanti piatti di pasta in bianca e mozzarella e pomodoro!

  • Ciao, sono d’accordo con te. Io ho un solo figlio che ha l’età della tua bimba più grande. Da piccino, fino ai 2 anni e mezzo mangiava un po’ di tutto. Addirittura mi fregava la pasta coi broccoli dal piatto, una delle sue preferite. Da un certo punto in poi non ha più voluto verdure e frutta. Niente. Io penso che sia coinciso con l’entrata al nido e al fatto che nei primi sei mesi era sempre malato quindi inappetente e con mamma super ansiosa. Adesso la situazione va un po’ meglio, è sempre piuttosto noioso sui vegetali ma raggiungiamo dei compromessi, vedo che assaggia ed è incuriosito e fortunatamente ho una discreta scelta su cosa fargli da mangiare. Fin dalla materna hanno l’obbligo di non portare a scuola merende che non siano frutta, la stessa è compresa nel buono pasto giornaliero come merenda di metà mattina. Non ho mai dato a lui nessuna alternativa come certi genitori fanno o tentano di fare, sperando che almeno a scuola mangiasse la frutta. Niente, zero! Da quest’anno gli faccio portare mousse di frutta biologica (confezionata🙄) oppure frutta secca perché mi spiace che non mangi proprio nulla durante l’intervallo. Da sempre mi trovo davanti madri giudicanti con figli che mangiano di tutto, soprattutto frutta e verdura, a volte sembra quasi ne godano nel dirlo. Che vuoi che ti dica, lasciamole nel loro brodino di apparente perfezione. Io e mio marito siamo molto attenti al cibo e il buon esempio lo diamo, speriamo di vederne i frutti.

    • Infatti quello che non capiscono in tanti che hanno figli che mangiano senza problemi è che non è che basta non cedere, o insistere. Quante volte ho lasciato mia figlia senza mangiare, o l’ho letteralmente obbligata a mangiare. Nel primo caso digiunava, e se le riproponevo la cosa, lo faceva anche al pasto successivo. Sono arrivata a riproporle la stessa cosa tipo a 3 o 4 pasti, comprese merenda e colazione. Magari lei finiva per mangiarla e poi la rivomitava. Non è violenza, questa? Ma non lo capiscono, quelle coi figli che mangiano.

  • Alimentarsi è cosa molto personale e obbligare a mangiare è una sorta di violenza che alla lunga può causare anche seri problemi col cibo, mi è stato detto da uno psichiatra ad un incontro per genitori di scuola primaria e secondaria.

  • Sono pienamente d’accordo.
    Brava!
    Solo una critica: perché non hai scritto questo post tre anni fa? Mi sarei risparmiata un sacco di “pare” grazie a te 😀

    • Eh, l’ho scritto quando finalmente mia figlia ha iniziato ad assaggiare tutto e a mangiare molto. L’altro giorno è tornata a casa, avevo cucinato delle verdure in padella (peperoni, melanzane, zucchine…) e ha esclamato, avvicinandosi alla pentola “mmm che buon odore mamma!”. E mi sono quasi commossa. Poi a volte ancora si arrabbia perché quello che è in tavola non è quello che si aspettava, ma io le dico ascolta, non fa niente, assaggialo, mangiane un po’, se non ti piace pace. E alla fine lo mangia tutto… (giorni fa mio marito mi ha preparato una pasta con melanzane e pomodoro. Entrambe si sono rifiutate e hanno voluto la pasta in bianco. Poi hanno assaggiato la mia e… la volevano. Eh, bimbe, pace, pensateci la prossima volta!).

  • Mi aggiungo al coro da adulta:alla tenera eta’ di 42 anni io tuttora non mangio frutta, se non agrumi e secca, e formaggi, se non mozzarella. Non mi piacciono assolutamente. Nonostante cio’ sono cresciuta sana e sono stata e sono in forma e salute. E tuttora mi infastidisce chi insiste, non capendo che certi sapori per il mio palato sono disgustosi. Altri ho imparato ad apprezzarli nel tempo. In compenso ho figlie che mangiano tutto e a chi mi dice che brava che sono stata ad insegnare loro ad apprezzare il cibo non posso che rispondere:fortuna sfacciata!

    • Ma infatti anche la storia del gusto è relativamente vera. Nel senso, i bambini vanno spesso a periodi e non vanno forzati. Ma è molto più facile accettare un bambino che mangia tutto ma odia una cosa (è il caso di Priscilla, lei non mangia il pesce, punto, non ci fai niente, eppure è proprio amante del cibo in tutte le sue forme, magari un giorno cambierà, magari no, non me ne importa mica niente), mentre un bambino che ha un rapporto psicologico col cibo è diverso. Non si tratta di gusti, ma proprio, secondo me, di paura, dell’ignoto magari. E quindi è ancora peggio insistere perché non è che gli fa schifo, lo terrorizza proprio. Ma sono d’accordo con te, eh.

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