Ma come fai con due maschi???

Ma come fai con due maschi???

Ancora adesso, che i miei figli hanno 8 e 11 anni, quando dico di avere due figli maschi arriva la classica esclamazione: “due maschi?! Ma come fai??”

Emh, boh, come fanno tutti quelli con due figli?

Recentemente la domanda “ma come fai?!” mi è arrivata dalla mamma di un maschio e una femmina. Primogenita calma e pacifica, secondogenito, maschio, decisamente più vivace e mai fermo.

Io non ho figlie femmine quindi non potrò mai sapere se davvero ci siano delle differenze, ma la verità, confermata anche da questi anni di blog, è che ogni figlio è a sé, e non cambia nulla che sia maschio o femmina.

Dipende solo dal carattere.

Quante lettrici ci hanno scritto dicendo che la secondogenita femmina, avuta dopo un maschietto, le sta facendo impazzire!

Ci sono bambini vivaci, bambini calmi, bambini che ascoltano, bambini ribelli che fanno l’opposto di quello che chiedi, bambini con problemi di attenzione, bambini oppositivi, bambini gentili e riflessivi, bambini scalmanati. Maschi o femmine che siano.

L’unica definitiva differenza è che per i maschi c’è meno scelta nel reparto abbigliamento.

Poi per carità, può essere che ci siano delle “tendenze”.

Può essere che tendenzialmente il maschio amerà più i giochi fisici, tendenzialmente si sporcherà di più, avrà meno cura delle cose e del suo aspetto .

Ma non avendo io personalmente, che so, 12 figli di cui 6 maschi e 6 femmine, un numero diciamo su cui basare una miserissima statistica, non posso assolutamente dirlo.

Posso dire come sono I MIEI: e i miei sono maschi normali e atipici allo stesso tempo.

Normali perché a scuola corrono come i matti, tornano a casa sudati, sporchi con i vestiti strappati. Se ne fregano di come sono vestiti e di come sono pettinati.

Atipici (atipici rispetto ai luoghi comuni, almeno) perché stanno benissimo anche in casa, sono tendenzialmente pigri, amano i film e i documentari e non diventano isterici se “non si muovono” (e che sono, cani??).  Poi sono tutto fuorché tonti o “semplici”.

Facili i maschi,  gli dai un pallone e sono felici.

Ma dove?? Magari!

I miei mi tirano scema con le loro elucubrazioni mentali, dico sempre che per me la fatica più grande non è certo fisica ma psicologica: a star dietro a quei due ho meritato senz’altro la laura in psicologia ad honorem.

E forse è per questo che son tonda: altro che “a corrergli dietro ho perso 10 chili”, io per sopravvivere alle loro riflessioni sul senso della vita, della religione e di Dio devo tuffarmi nella Nutella: un po’ di dolcezza  e sfogo dopo tanti ragionamenti troppo faticosi dopo 8 ore di lavoro.

Sono sensibili fino all’eccesso, ma non nel senso che si commuovono davanti al Re Leone, giammai, nel senso che captano ogni minima variazione dell’umore altrui, che ascoltano i cavoli nostri mentre stanno giocando a Fortnite e te ne chiedono conto 3 ore dopo, che ti guardano e dicono “oggi ti hanno fatto arrabbiare sul lavoro vero? Adesso però ci siamo noi”.

Uno, il grande, odia tutto quello che è femminile, se un quaderno ha una striscia di rosa lo schifa, l’altro voleva a tutti i costi un capellino di velluto rosa, sbava sui miei cosmetici, vuole lo smalto e dice che “i trucchi sono così affascinanti!!! ”. Prima di andare a dormire si mette l’ombretto e l’eye liner e così perdo 10 minuti a struccarlo.

Il primo lo percula “forse in fondo ti senti femmina” io ribatto che i make up artist son pieni di soldi e lavorano con le più grandi gnocche.

Ora il piccolo è indeciso tra fare il truccatore o il gemmologo. La donna ancora no, ma mai dire mai.

Adorano disegnare, ma sono disegni strani, fittissimi, stilizzati e in stile “storia”, fumetto.

Non rispondono al luogo comune “il maschio dice quello che vuole senza giri di parole”, i loro giri son così lunghi che iniziano lunedì e capisco cosa vogliono il sabato.

Non so, forse il loro cervello si semplifica con il tempo, vi saprò dire.

Però a volte sì, sono anche semplici e storditi, e posso darvi una rivelazione che ci avrebbe salvato da anni di pianti e seghe mentali.

Il mio grande, 11 anni, ha da poco il telefono con whatsapp.

Una bambina (bellissima, peraltro)  gli scrive “ieri eravamo tutti fuori ma tu non c’eri, come mai?”

Nessuna risposta. Il giorno dopo

“è da un po’ che non ti vedo, sarebbe stato bello oggi se ci fossi stato anche tu”

Nulla

Dopo un’ora: “io esco e vado alla fontana, ci sei?”

Lui non risponde.

Io controllo e niente, dopo 3 ore non ha risposto. Dopo 24 ore non ha risposto.

A  vedere quelle spunte blu io avevo la tachicardia come se avessi 13 anni e aspettassi il messaggino del mio compagno figo (o almeno credo, ai miei tempi c’erano ancora le cabine e i gettoni).

Al secondo giorno gli chiedo: “ma perché non rispondi??””

“Perché? Tanto non potevo uscire. Mica mi metto lì a scrivere che sono a casa a giocare con il mio amico, a cosa serve?”

A cosa serve???  A COSA SERVE???????????

Ecco, capite, anni di frustrazioni e questi son solo troppo pigri per scrivere più di 3 parole.

Ecco, se finora  maschi e femmine non erano poi così diversi, temo che la vera scissione inizierà ora, con preadolescenza e adolescenza.

Vi saprò dire!

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4 Comments

  • Io ti giuro che ti adoro!! Mi diverti e mi commuovi e mi colpisci tutto nel giro di tre secondi. Non è difficile capire da dove arrivano due figli così sfaccettati!!!

  • Eccomi, mamma di due maschi, onestamente alla domanda come fai, rispondo non lo so, ma è il loro carattere il “guaio”, conosco bambini, maschi, paciosi come Cicciobello!!!
    Ed è vero che la scissione si ha in adolescenza, che dovrò sperimentare sui maschi, ma che da femmina adolescente un po’ ricordo. E sarà allora che qualcuno di quei….ma come fai??? voglio proprio ricambiare!!

  • Non so se amare di più il figlio truccatore gemmologo (che è un gemmologo, a proposito?) o quello che è troppo pigro per rispondere ai messaggi.
    Io ho un solo figlio maschio di 9 anni. Per alcune cose rientra perfettamente nel cliché del maschio che corre, si deve muovere, si sporca e a cui non frega nulla dei vestiti. Per altre è decisamente un maschio atipico. Può correre una giornata intera e quella dopo passarla a leggere. E anche per mio figlio ci vuole almeno una settimana per capire cosa vuole o cosa voleva dire quando ha iniziato a girare intorno ad un argomento…

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