Svezzamento tradizionale e autosvezzamento

autosvezzamento cos'è

 

Dopo l’allattamento al seno, o con latte artificiale che sia, arriva la parte impegnativa: lo svezzamento.
Si tratta di un passaggio, una conseguenza naturale nella crescita.
Dico impegnativa, però, perché ci sono bimbi che di buon grado accettano questo cambio di sapori e consistenza, altri che faticano ad adattarsi.

D’altra parte anche per noi mamme lo svezzamento porta qualche grattacapo: comincia l’era delle prime pappe, del preparare un vero e proprio pasto, dell’imboccare.
Insomma talvolta questo cambiamento può essere faticoso anche per noi.

Lo svezzamento: una fase della crescita

Fatto sta che prima o poi tutti i genitori devono relazionarsi con lo svezzamento e, che si tratti di un muro invalicabile o una passeggiata, va affrontato.

Lo svezzamento, però, oggigiorno viene suddiviso in due diverse correnti di pensiero:

  • svezzamento tradizionale
  • autosvezzamento

Una non è più giusta dell’altra, semplicemente diversa.
E adesso vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Svezzamento tradizionale

L’OMS , organizzazione mondiale della Sanità, incoraggia all’assunzione di nuovi cibi a partire dal sesto mese di vita del piccolo, prima è preferibile un allattamento esclusivo, meglio se al seno.
Sono in alcuni casi, lo svezzamento viene anticipato al quarto mese in base al consiglio del pediatra.

Scegliendo la via dello svezzamento tradizionale si inizia con il proporre al bambino puree di verdure, frutta e riso dalla consistenza fluida fino a passare gradualmente a cibi schiacciati o tagliati per abituarli alle varie consistenze.

Insomma, tutti pronti a preparare le prime pappe!

In questo caso gli alimenti vengono inseriti gradualmente nella dieta del bambino. Si inizia con una merenda di frutta per poi passare alla prima pappa per pranzo e gradualmente sostituire anche la poppata serale con una vera e propria cena.

Svezzamento naturale o Autosvezzamento

Negli ultimi anni, però, allo svezzamento tradizionale si è affiancato e prende sempre più piede, l’autosvezzamento, anche detto svezzamento naturale o alimentazione complementare a richiesta

Questo non vuol dire venire meno alle linee guida dell’OMS in quanto all’età consigliata in cui iniziare a proporre al bambino cibi solidi ed in quanto all’allattamento, bensì c’è una maggiore libertà in termini di introduzione degli alimenti.

Fin da subito, al bambino vengono offerti cibi ed alimenti che normalmente si portano in tavola.
Perciò niente pappine, ma piatti che anche i genitori consumano solo in porzioni ridotte e dai bocconi piccoli, piccoli.

Il bambino viene seduto a tavola e si attende che allunghi la manina verso l’alimento che vorrebbe assaggiare.

In questo caso, va posta molta attenzione mentre il bimbo sta mangiando a causa del rischio di soffocamento.
Inoltre si dovrà prestare attenzione anche al fatto di mettere in tavola alimenti sani e poveri di sale.

Svezzamento tradizionale e autosvezzamento: quando introdurre determinati cibi

Oggigiorno l’OMS non fornisce più un calendario per l’introduzione dei nuovi alimenti .
Per capirci: il glutine dai sei mesi in su oppure l’uovo dall’ano di vita.

Tutti gli alimenti possono venire introdotti non appena si comincia lo svezzamento.

L’eccezione riguarda al momento solo cibi come funghi o cozze e crostacei per esempio, mentre c’è il via libera per uovo e glutine fin dai primi mesi.
Infatti recenti studi sembrerebbero dimostrare che
Così come non è necessario posticipare l’introduzione di pane e pastina ed in generale degli alimenti contenenti glutine.

Svezzamento tradizionale e autosvezzamento: quale scegliere

Come abbiamo detto, non c’è un tipo di svezzamento migliore dell’altro.

La scelta va ponderata in base allo stile di vita e le esigenze della famiglia e del bambino stesso!

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