Vendere quello che si ha in casa: fare decluttering e guadagnare

Quando ho iniziato il mio percorso di avvicinamento allo stile di vita zero waste, ho iniziato a vendere quello che ho in casa, facendo così decluttering e guadagnandoci qualcosa. Ho sempre praticato questa via, ma solo con oggetti che realmente non mi servivano più, come per esempio quelli di puericultura ormai non più utilizzabili dalle mie figlie. Mentre ho sempre fatto decluttering di cose di valore limitato, come gli abiti delle grandi catene o altri oggetti minori senza preoccuparmi di vendere.

Il principio dell’avere poco

Avere poco è un principio basico dello zero waste: meno si ha, meno tempo si perde a pulire, a produrre rifiuti, a riparare, a mettere a posto. Sembra banale, eppure è così. Le cose in giro prendono polvere, nei cassetti occupano spazio e via dicendo. Così mi sono detta: quante cose ho che realmente non uso mai, ma che tengo perché le ho pagate tanto (vedi il Bimby o dei vestiti), o che mi hanno regalato e mi sento in colpa, ecc ecc?

Per questo ho deciso di sbarazzarmi di diverse cose e, da quando l’ho fatto, ho guadagnato migliaia di euro. Certo, come dice mio marito, prima li hai spesi, e anche molti di più! Per carità: ma ha veramente senso tenere qualcosa perché lo si è pagato? Rende di più non usarlo mai?

Le app per vendere quello che avete in casa

Dove vendere quello che non vi piace più, non usate più, vi ha stancato o non vi sta più?

Le app e i siti sono tantissimi, certo, ci vuole un po’ di lavoro.

Per quanto riguarda la moda, avete:

  • DEPOP – In Italia funziona benissimo, ha una grafica come Instagram, fotografate, lasciate le info e aspettate di essere contattate. Ho sentito pareri contrastanti ma molte sono soddisfatte.
  • VINTED – In Francia è utilizzatissimo e io ci ho venduto davvero tanto. Utile se si vogliono vendere anche oggetti da poco, a pochi soldi, ma per mantenere il principio del riuso (invece di regalarli ad una associazione, certo dovete spedirli…)
  • VESTIAIRE COLLECTIVE – Io ci ho venduto tantissimo le cose di marca. Hanno un sistema che (a differenza degli altri siti/app) riconosce i falsi dagli originali, si prendono 15 euro di commissione o più ma potete star certe che si vende facilmente perché gli utilizzatori si fidano.
  • SHPOCK – Non l’ho mai provata ma ne ho letto bene, e si può vendere in Italia e all’estero
  • SVUOTALY – 100% made in Italy, per i decluttering intensivi!

Per tutto il resto, vestiti e accessori compresi:

  • EBAY – è ancora una garanzia per vendere, anche cose di una certa importanza come auto e scooter (noi ce li abbiamo venduti prima di partire per la Francia, 10 anni fa, e vi assicuro che erano vecchi e usatissimi!)
  • MARKETPLACE di FB – a me non piace molto, ci vedo troppo falso, ma in molte ci vendono bene. Perché non provare?
  • SUBITO.IT – equivalente del sito che uso io in Francia (leboncoin.fr), su Subito potete vendere di tutto, dai piatti alle mutande all’auto!
  • SECONDAMANO – Funziona come Subito, ed esiste dal lontano 1995 in forma cartacea (in particolare per i veicoli)
  • ETSY – Se per caso fate dei lavoretti a maglia, uncinetto, cucito e vi sembra di averne troppi e non sapete cosa farne, vendeteli su Etsy!

Come vendere on line e guadagnare

In molte mi dicono: ma come fai a vendere tutto? Io non ci riesco! Innanzitutto, dovete mettervi in testa che vendere è un lavoro. Non potete pensare di scattare una foto qualunque, buttarla lì con il nome del prodotto, il prezzo e ciao. Se partite così, siete perdenti in partenza, pure se vendete una 2.55 con la fattura a 50 euro.

Come pubblicare gli annunci

Prima di tutto dovete fare delle foto decenti. Lavate, pulite, stirate quello che volete vendere. Cercate possibilmente uno sfondo bianco, luminoso, perché si veda bene. Fotografate più punti (alcuni siti chiedono delle foto precise) e se ha dei difetti, non nascondeteli.

Dopo le foto, passate agli annunci, che devono essere il più dettagliati possibili, per invogliare ad acquistare. Spiegate quando avete comprato l’oggetto, perché lo vendete (anche “per guadagnare” va benissimo), se sono cose elettroniche andate a cercarvi la scheda e inserite tutte le informazioni, le misure ecc. Ditevi disponibili a maggiori info, ma senza esagerare: se iniziano a farvi troppe domande, lasciate perdere.

Mettere più info possibili nell’annuncio terrà alla larga i rompiscatole che vi chiedono: quando l’hai comprato? Mi fai un’altra foto? Quanto è lungo? Ecc.

A quale prezzo vendere?

Il consiglio che vi do è di andare a cercare oggetti uguali o simili e vedere i prezzi. Restate sempre leggermente più alte di quello che vorreste ricavarci, in modo da poter negoziare un po’. Ma non esagerate: siate oneste.

Cosa vendere per guadagnare?

Vi posso dire cosa ho venduto io, ma non so cosa avete voi. Ho venduto molte cose che prendevano posto e polvere per niente. Il Bimby, fortemente voluto da mio marito, mai utilizzato da lui e pochissimo da me. Inutile tenerlo, anche se pagato mille euro. Era del 2012: l’ho venduto a 550 euro (questo perché tengo le cose molto bene, altro segreto per vendere bene).

Ho venduto un servizio di piatti che non usavo mai. Ho venduto delle Chanel indossate due volte e delle Prada indossate una volta, che tanto non metto mai: valeva la pena tenerle lì per dire “chissà, un giorno” o era meglio prendersi i soldi subito e liberare spazio?

Oggi devo spedire una salopette/tuta bellissima di Sandro, un brand francese, che avevo comprato quando pesavo 50kg e che non mi si chiude più sul sedere da un po’. La tenevo dicendomi chissà, e intanto la spostavo da un posto all’altro, mi prendeva posto… E niente, ciao salopette. Ho venduto delle borse comprate tanto per, perché tanto ne ho tantissime regalate che per ora tengo, non si sa mai. Ho venduto cappelli, carré di Hermès, orecchini, scarpe da ginnastica…

E per quello che sembra invendibile? Io fotografo e metto sull’App Geev: se lo volete, venite a prendervelo. Ieri è venuta una studentessa a prendersi una padella e visto che c’era si è presa anche il wok e un pentolino che davo via. Non ci avrò guadagnato, ma almeno i miei oggetti hanno nuova vita e una ragazza giovane non ha speso. E ogni oggetto donato, fa guadagnare punti per prendere doni! Verificate se esiste in Italia perché non ne sono certa.

Insomma, vivere zero waste significa anche liberarsi del superfluo per imparare a vivere con meno e fare spazio. Non significa fare spazio per comprare di nuovo, mi raccomando. Significa semplicemente AVERE MENO.

Siete pronte per la sfida?

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