Bambini e bambine (o ragazzini/e) plusdotati o ad alto potenziale cognitivo volume due

Un paio di mesi fa vi ho parlato, in modo molto generico e poco scientifico, della cd. plusdotazione.

In questo tempo ho avuto modo di approfondire un bel po’ e posso quindi dare qualche informazione in più e qualche precisazione su quanto ho detto.

Innanzitutto preciso che, diversamente da quanto ho detto, la valutazione di plusdotazione è qualcosa di più di un test del QI: è una valutazione complessiva del bambino ragazzo, che va fatta da persone esperte.

Su questo, semmai vi trovaste a valutare questa strada, mi raccomando investite del tempo: ci sono professionisti e centri seri, ma ormai ce ne sono anche che spuntano dal nulla, solo per lucrare sui genitori, proponendo sempre in abbinata alla valutazione corsi di “potenziamento”: informatevi benissimo, perchè una valutazione è opportuna, lo spennamento selvaggio, no.

Perchè chiedere una certificazione che attesti la plusdotazione?

Su questo vi avevo lasciato con un dubbio.

La risposta è che conoscere se stessi è fondamentale per vivere una vita serena e appagante e senza troppe frustrazioni, e il miglior regalo che possiamo fare ai nostri figli e fornire loro le basi per questa conoscenza.

I bambini ad alto potenziale cognitivo hanno sempre una sensibilità altissima, un mondo di pensieri troppo veloci e profondi per la loro età, ed è quindi assolutamente normale che si sentano angosciati, diversi, oppressi.

Sapere il perchè,  aiuterà loro a vivere meglio e voi a capirli, ad incazzarvi meno per i loro scatti di rabbia, ad aiutarli con un percorso psicologico all’occorrenza.

E’ un’arma a doppio taglio però.

Da un lato, conoscere questo loro aspetto li aiuterà a capire tanti loro atteggiamenti, ma al contempo, se non ben gestita, si rischia ovviamente di cadere nel problema opposto, e cioè di consentire loro di pensare che siano in qualche modo superiori: sta alla capacità e all’intelligenza del genitore far comprendere che non si parla di superiorità, ma solo di un modo diverso di ragionare, di sentire le cose.

Anche con la scuola, va valutato bene: le scuole non sono ancora preparate a percorsi diversificati per  bambini e ragazzi ad alto potenziale, quindi il mio suggerimento è di non correre a protocollare la relazione.

Specie se è iniziato un nuovo ciclo, vedete prima come va.

Ho sentito storie davvero sgradevoli, di insegnanti che prendono in giro i ragazzi davanti a tutti umiliandoli (“4 in matematica: e tu saresti un genio??”), altri che la prendono bene ma non fanno assolutamente nulla.

Forse la cosa migliore è parlare prima con l’insegnante prevalente per capire cosa si può fare, ovviamente in caso di problemi di qualsiasi genere (scarsa attenzione, comportamenti provocatori, noia, vivacità accentuata, scarso rendimento ecc). Se va tutto bene, non vedo francamente il motivo di farsi avanti, specie se non avete ancora inquadrato bene come siano maestre e/o professori.

Io alla fine la relazione l’ho ottenuta per entrambi, ma ce l’ho nel cassetto. Il grande va benissimo a scuola, ed è stato “visto” dai prof di italiano e matematica che ai primi colloqui, dopo poche settimane di scuola, mi hanno detto che gli faranno fare cose più avanzate. Trovo superfluo quindi aggiungere altro.

Per il piccino è diverso, lui sta facendo il percorso inverso (da alunno modello a caduta libera) ma mi riservoancora un po’ di tempo per capire cosa sia meglio per lui.

Bambini plusdotati: cosa si può ottenere?

Per lo più, si può ottenere che vengano dati compiti più difficili, che sia autorizzato a disegnare o a leggere se finisce prima, che possa seguire un programma più avanzato in alcune materie.

Fino al salto di classe, che deve essere autorizzato dalla dirigenza e può essere effettuato in corso d’anno o a fine anno. In certi casi viene dato il sostegno: sembrerà assurdo, ma no, spesso hanno così difficoltà ad accettare la scuola che tutto può servire.

Cosa non fare dopo la valutazione di plusdotazione?

Per come la vedo io, partire in quarta.

Ho letto di genitori chiedere se sia possibile far valutare bambini di 2 o 3 anni, altri che ottengono diagnosi a 4.

Se per certi versi prima è meglio è, per altri si rischia di accentuare il senso di isolamento, di diversità.

Qui sta all’intelligenza dei genitori, ma francamente è difficile non farsi prendere la mano, specie con una valutazione in mano a 4 anni che ci si precipita a consegnare a maestre dell’asilo, alle maestre delle elementari prima ancora di iscriverlo, al prof di chitarra e pure a quello del corso ginnastica.

Mi capita spesso di leggere, nei vari gruppi “che regalo consigliate ad un plusdotato di 12 anni?”: scusate, ma che domanda è? Quello che gli piace!

Che sia un lego, un libro, o il nuovo gioco della Nintendo. Mica sono un mondo a parte.

Sono bambini, non sono stranio mostri a due teste!

E non sono geni, ricordatelo (a meno che non abbiano QI superiori a 160 e non sviluppino equazioni a 4 anni, intendiamoci… ci sono anche quelli!).

Non scaricate loro addosso aspettative folli, che già la vita sarà dura di suo, specie per questi bimbi che, come spesso si dice, si trovano al volante di una Ferrari senza aver ancora preso la patente.

Cosa fare dopo la valutazione di plusdotazione?

Beh, dipende.

Se vostro figlio sta bene, è sereno, ha amici, va volentieri a scuola, anche niente.

Non si deve fare l’errore di considerare di avere il futuro salvatore dell’umanità, o il futuro Leonardo da Vinci, tra le mani e di doverlo per forza fare emergere.

E’ ovvio che hanno bisogno di stimoli e di veder soddisfatta la loro curiosità, ma hanno anche bisogno di essere come gli altri: se a 11 anni si interessano solo ai videogiochi, proponiamo altro, ma senza imporlo.

Un corso di musica è sempre cosa buona e giusta, ma seguiamo i loro interessi e loro richieste, non pretendete il violino e il corso di robotica e astronomia perchè fa figo, se loro chiedono di fare chitarra e atletica all’oratorio con l’amichetto.

Al contempo, non stancatevi di fare cose, specie se sembrano svogliati e annoiati.

Un esempio: noi nell’ultimo periodo abbiamo fatto due week end culturali, Aquileia e Mantova.

A Mantova  soprattutto sembravano annoiati e nervosi, non ne potevano più di affreschi e arazzi.

Poi invece ne sono nate cose meravigliose, sotto forma di racconti e disegni.

A volte si semina anche quando sembra che la terra non sia mai stata così secca.

Ma come ci si accorge di avere un figlio plusdotato?

La maggior parte dei genitori, non se ne è accorta.

E chi credeva di essersene accorto, spesso sbagliava.

A volte c’è precocità di lettura e scrittura, a volte no.

A volte c’è precocità nel linguaggio, a volte no.

A volte hanno interessi diversi e particolari, ma a volte no.

Di solito fanno discorsi particolari, sulla vita, sulla morte, sull’esistenza.

Quando si è al primo figlio, non si ha esperienza, come si può capire?

Il mio riconosceva le strade e le targhe a 1 anno e mezzo (chi era sul forum lo ricorderà) ma che ne sapevo io che non era “normale”?

Al secondo, si è abituati e non ci si rende conto, o addirittura sembrano più “indietro” rispetto al precoce fratello.

Come ho già detto, spesso si incappa nella valutazione cercando altro: DSA,  ADHD, o comunque una spiegazione a problemi di comportamento: rabbia, tristezza, rifiuto della scuola.

Ma ci sono diversi bambini, e soprattutto femmine, che non danno alcun problema, nè al contempo alcun segnale eclatante.

Le femmine sono le meno certificate, perchè hanno un’enorme capacità (e volontà) di mimetizzazione. Ci sono bambini che sanno leggere a 4 anni, ma in prima fingono di sillabare per essere come gli altri.

Ci sono quelli che sbagliano apposta.

Se un maschio finisce prima e si annoia, facilmente farà casino e disturberà, una femmina si mette magari a colorare zitta zitta e nessuno ci fa caso.

Le bambine, come pure i bambini più timidi, sono più portate a rispondere alle aspettative dell’adulto,  eseguono ciò che viene loro richiesto, mascherando così le loro reali potenzialità.

E’ un peccato, perchè sicuramente hanno un mondo interiore velocissimo, ma senza questa manifestazione esterna, rischia di restare chiuso lì dentro e di non essere mai visto, o di essere visto troppo tardi.

Anche i secondogeniti spesso mascherano bene, specie se il primo ha fatto “penare”.

Come fare in questi casi? Se vi trovate a pensare che ci sia qualcosa di strano, se i maestri vi dicono che è “eccezionale”, se qualcosa non vi torna… fate una valutazione.

Alla peggio avrete buttato un po’ di soldi, ma in ogni caso una valutazione di questo tipo serve a conoscersi, qualunque sia l’esito.

 

 

 

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4 Comments

  • Ciao, io ho sempre avuto il dubbio con il mio primogenito. Cioè a me sono sempre sembrate “normali” certe cose, agli amici e genitori degli altri bambini, no (dalla lettura precoce alla verbalizzazione, alla facilità di apprendimento di ragionamenti complessi ai calcoli che già faceva a 3 o 4 anni). Sono stata al colloquio (il primo) della prima elementare e ne hanno accennato le maestre, dicendo fuori dai termini che è un bambino con una intelligenza superiore alla media. Nel contempo, a parte la vivacità (tanta ma ….nei limiti), è anche molto bravo negli sport e non ha nessun problema di relazione con coetanei e adulti, e’ solo difficile per noi gestire l’esagerata emotività e a volte la massa di richieste di informazioni che fa (anche su argomenti che francamente preferiremmo non affrontasse). Il fratello lo sta seguendo, con modalità diverse (a 3 anni cerca di leggere…..). Noi per ora abbiamo deciso, finchè è felice e sta bene, di non fare nulla, anche perchè le maestre già da sole si sono accorte e hanno deciso delle piccole cose che lui le faccia prima degli altri ma sempre all’interno della classe. Vedremo …………….

    • io sono dell’idea che è sempre meglio sapere. Dal test poi si possono trarre tante informazioni sui punti di forza e di debolezza, e questo aiuta a capirli e a gestirli.
      Senza contare che più è alto il QI più ci sono possibilità di “complicazioni” emotive.
      Per questo a mio avviso è sempre meglio sapere.

  • Mio figlio a un anno e mezzo leggeva tutto l l’alfabeto, a 3 anni leggeva e scriveva, a 5 faceva equazioni di primo grado in sistemi a 3 incognite e faceva potenze e radici quadrate.
    La maestra di matematica gli faceva fare, appena finiva il lavoro di classe, compiti della quinta, a casa svolgeva esercizi tratti da libri delle medie. Purtroppo questa maestra è andata via, ne è arrivata una che lo lasciava ad annoiarsi in attesa che i compagni finissero, e come risultato lui ha iniziato a odiare la matematica.
    Ha un quoziente di 150 ma non lo forziamo in nulla, assecondiamo le sue inclinazioni quando e se vuole, senza nessuna pressione, ma purtroppo mi sono resa conto che ha iniziato lui a tenere un basso profilo per non sentirsi diverso

  • Mi figlio è nato gravemente prematuro ed è sempre stato indietro nella comprensione, nel linguaggio e nella motricità. Ha 4 anni eds quando ne aveva 2 è seguito dalla NPI.
    Peró fa delle cose che c fa rimanere a bocca aperta: legge,, conta, conosce forme, colori e alfabeto da quando aveva nemmeno 2 anni. Riconosce le marche delle auto dall’anno scorso, ha una memoria spaventosa, , fa calcoli, ha un senso dell’orientamento fortissimo. Nel suo caso credo sia compensazione.

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