Insegnare i nostri figli la sicurezza sulla strada, in auto e a piedi

Queste ultime settimane sono state funestate da una tragedia dopo l’altra che aveva ad oggetto giovanissimi investiti ed uccisi da auto, perlopiù guidate da autisti ubriachi.

Come spesso accade di alcune si è parlato moltissimo e in modo quasi morboso (le due sedicenni uccise a Roma, forse perché belle ragazze + Roma bene fa più audience?) di altri (la ragazza investita in veneto, due signore investite sulla strada, gli 8 studenti tedeschi uccisi in Alto Adige) molto meno.

Ma la sostanza non cambia: la strada è pericolosa.

Queste notizie, lo so, hanno spaventato tutti noi genitori: perchè ci immedesimiamo, perchè abbiamo il terrore che un giorno possa capitare a noi.

Almeno essere dalle parti delle vittime, da quella degli investitori mai, quelli sono delinquenti che meritano l’ergastolo, anzi la morte, maledetti assassini.

Ma siamo davvero sicuri? Sicurissimi di poter puntare il dito e lanciare la prima pietra?

Guidare sotto l’effetto di alcool

Io non sono mai sicura di niente, figurarsi se mi metto sul trono di quello che semmai potrà avere la sfiga di essere vittima, ma carnefice mai e poi mai. Ma magari!

Si dice sempre che si educa con l’esempio.

Beh, io non ci credo del tutto che siate tutti santi, che nessuno si sia mai messo alla giuda dopo aver bevuto un bicchiere di vino.

E che sarà mai un bicchiere di vino!

Boh, voi lo sapete dopo quanto alcool superate lo 0,5 consentito?

Io no.

E sebbene sia convinta che con 0,5 siamo perfettamente lucidi e in grado di guidare, sono altrettanto convinta che sia un limite idiota e pericoloso: perchè ci legittima, tutti noi, a guidare dopo aver bevuto, perchè abbiamo sempre la scusa di essere sotto il limite.

Ma la verità è che nessuno ne ha la certezza.

Se il limite fosse zero, nessuno avrebbe più dubbi. Si beve, anche un bicchiere, e non si guida, fine del discorso.

Sarebbe bello che l’auto non si mettesse in moto con un etilometro incorporato, ma ahimè almeno in Italia siamo ancora lontani.

In un’intervista un funzionario di polizia diceva che statisticamente subiamo un controllo con alcool test una volta ogni 40 anni. E’ del tutto ridicolo, è ovvio.

A me personalmente non è mai capitato, a mio marito una volta dopo che è stato tamponato in autostrada alle 8 di mattina.

Una possibilità così bassa legittima tutti a rischiare.

E se uno che non si regge in piedi è evidentemente un idiota, la verità è che non siamo in grado di valutare, mai.

Una volta, dopo una cena, mio marito era evidentemente alticcio. Voleva guidare lui e non si rendeva assolutamente conto di essere alterato.

Abbiamo litigato, perchè insisteva e mi accusava di essere una “rompipalle” perchè, a suo dire,  non era vero che non era in grado, no, ero stronza io.

Non tutti si rendono conto di essere ubriachi purtroppo. Anzi, c’è chi più è fuori e meno se ne rende conto.

Io per fortuna me ne accorgo al millimetro, ma per esperienza personale posso dire che c’è anche una grande percentuale di persone che al contrario non si rende conto nemmeno quando sta biascicando le parole.

Io ho guidato tante volte dopo un aperitivo con le amiche. Due birre mangiucchiando, stavo benissimo, ero in grado di guidare, lo so.

Ma ero sotto lo 0,5? Non ne ho idea, davvero.

E se avessi avuto 0,6 e di sfiga avessi causato un incidente, (che avrei causato comunque, non essendo per nulla alterata)?

Sarebbero state rogne, confidando di non aver fatto del male a nessuno, almeno legali, e pesanti, lo so per motivi di lavoro. Sono soldi e rogne.

Ma se avessi fatto del male a qualcuno? Avrei avuto davvero la certezza che quell’alcool non ha influito?

Per questo ritengo che il limite sia da abolire: zero assoluto e basta, e molta molta più prevenzione.

Difendere i figli dall’alcool

Io in questo sono ossessiva, lo dico continuamente ai miei figli: la testa va usata SEMPRE, non ci si fotte la vita per una cazzata.

Eppure l’alcool è così sdoganato.

I politici stanno là a litigare sulle canne, quando le vere stragi sono date dall’alcool.

E non solo in auto, ma anche in casa, con mariti (o mogli) che diventano aggressivi o cattivi.

E con la salute: non c’è solo la cirrosi degli alcolizzati eh.

Se ne parla sempre così poco, eppure l’alcool è cancerogeno, quasi quanto la nicotina. Lo sapevate che chi beve una bottiglia a settimana (cioè un bicchiere al giorno) aumenta il rischio di cancro come se fumasse 10 sigarette a settimana?

Ormai riteniamo tutti folle fumare in faccia ai bambini, ma sbevazzare allegramente e vantarsi quando i bambini dicono “prendiamo l’aperitivo mamma” quello no, quello è fico.

Eppure ci rendiamo davvero conto che così sdoganiamo eccessivamente l’alcool e l’euforia data dall’ebbrezza?

Non sono bacchettona, bevo e volentieri, ma pensiamoci.

Chi si fumerebbe una canna davanti ai figli? Però molti di noi si son fatti vedere alticci senza tanti problemi.

Ma siamo così sicuri che sia peggio di ubriacarsi?

I ragazzi iniziano a bere a 12 anni, si ubriacano di vodka e superalcolici. Si rovinano la salute e il fegato.

Ma come possono capire che fa così male se anche per i genitori è una figata di cui vantarsi?

Come fanno a capire che guidare avendo bevuto è da assassini se vedono noi farlo?

Io ho fatto le mie balle in gioventù, so che capiterà anche a loro, come a tutti, ma spero che non ci trovino gusto e che abbiano sempre la testa per capire che deve essere un’eccezione e che mai e poi dovranno prendere un’auto, o salire sull’auto o sul motorino di chi ha bevuto.

Ma la verità è che ho paura, perchè non posso fare tutto da sola: c’è troppa tolleranza, nei media, negli adulti, ovunque. Servirebbe una campagna seria, come per il fumo, forse allora capirebbero.

Educazione stradale per il pedone

Sperando che pian piano ci sia maggior consapevolezza sui disastri dell’alcool alla guida, non dobbiamo mai dimenticare che fa tanto anche imparare ad essere un pedone.

Io credo che ci sia una totale assenza di educazione stradale per il pedone.

Tant’è che tendenzialmente, ad eccezione di qualche lezione a scuola, tutto è rimandato al momento della patente e dal punto di vista del guidatore.

A meno che non siano intelligenti i genitori, e noi lo siamo vero?

Io sì, almeno su questo.

Gli faccio una mazza tanta sulla sicurezza stradale.

Nel caso abbiate dei dubbi, ecco alcune regole che non mi stanco di dire ai miei figli:

  1. le strisce pedonali non sono un salvacondotto: se ti tirano sotto sulle strisce ti ammazzi uguale, solo che noi prendiamo più soldi. E dei soldi non ci frega niente giusto? Quindi FERMATI controlla che l’auto si fermi, e poi vai.
  2.  si sta all’erta con gli occhi e con le orecchie. Il rumore spesso è più utile degli occhi, ma non fidarti troppo  perché le auto elettriche sono bastarde, non le senti e ti arrivano sul groppone senza che ti accorgi.
  3. non dare MAI per scontato che l’auto ti abbia visto. Magari va piano, magari sei certo che… invece no. No perchè era abbagliato dal sole, dai fari dell’auto che viene in senso opposto, dall’imbrunire che nasconde tutto. O magari guardava il cellulare. Attraversa solo se sei certo che stia frenando. Ho avuto una causa durata anni. Un ragazzo poco più che ventenne all’improvviso sente un boato. Si ferma: aveva investito e quasi ucciso un uomo. Un disastro, è entrato in depressione, è stato in terapia. E’ stato accertato che andava a meno dei 50 all’ora  in una strada dove si potevano fare i 70. Il pedone attraversava “come se stesse passeggiando in zona pedonale ” (detto dai testimoni). Non ricorda nulla, ma io son certa che contasse sul fatto di essere visto. Ma era buio, un’auto veniva dal senso opposto e deve aver abbagliato il guidatore. Erano solo i 50 all’ora, ma è quasi morto, ha avuto danni enormi, la faccia devastata. Anzi, ne sono usciti devastati entrambi. (E comunque in sede civile è stato condannato con una motivazione assurda: se non l’ha visto vuol dire che si vedeva poco e quindi doveva andare ancora più piano. Più piano dei 45 km/h accertati su strada extraurbana???).
  4. se stai camminando al buio SEMPRE SEMPRE SEMPRE rendersi visibili con una luce. Una pila, il cellulare, abbigliamento catarifrangente. Io vado a spasso con il cane al buio e ho sempre il frontalino e comunque ho il terrore e mi sposto più che posso quando passa un’auto. Al buio non si vede nulla, mi è capitato, come guidatore, di vedermi il pedone a bordo strada all’ultimo secondo. Quindi è indispensabile farsi vedere! E non contare sul fatto di essere “fuori traiettoria” dando per scontato che l’auto stia nella carreggiata: magari l’autista deve fermarsi a bordo strada per un guasto o per fare pipì, magari è distratto, fatto sta che se ti investe sei fottuto, quindi un piccolo accorgimento è meglio prenderlo.
  5. una delle cose più pericolose in assoluto sono le strade a più corsie di marcia. Quando ero ragazzina un’amica è morta così, quindi mi è entrato nelle ossa, nel cervello e nel cuore  e non mi stancherò mai di ripeterlo: se un’auto si ferma per farti passare NON E’ DETTO CHE NELLA CORSIA DOPO SIA LO STESSO. E’ esattamente quello che è successo a Roma. Uno ha rallentato, quello dietro supera. E fine. Quindi avanti piano, uno si ferma, controlla la corsia dopo, senza correre.

 

E che Dio ce la mandi buona.

(scusate per il post terrorizzante, ma ci tengo tanto, tantissimo).

 

 

 

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2 Comments

  • Ho letto con molto interesse il tuo articolo. Finalmente qualcuno che parla di questo argomento: ovvero le responsabilità dei pedoni e, aggiungerei io, anche di chi va in bicicletta. Ora con l’omicidio stradale(che a mio parere dovrebbe essere rivisto) chi ne paga le conseguenze penali ecc sono solo i guidatori. Togliendo il fatto che i drogati e gli ubriachi al volante dovrebbero essere messi alla gogna, perché i guidatori “giusti” devono pagare per la stupidità e a volte ignoranza di tanti pedoni o ciclisti, incuranti di tutto e tutti. Dovrebbero essere puniti anche loro e costretti a pagare i danni. Se invece di esserci il ragazzo ubriaco ad investire le due ragazze a Roma(che ricordo sono passate con il rosso per un gioco se non sbaglio), ci fosse stato un padre o una madre di famiglia alla guida, o semplicemente una persona normalissima che se ne stava tornando a casa sua, perché deve pagare per la stupidità altrui. Ecco non è giusto. La maggior parte delle volte tanti incidenti accadono per la disattenzione di chi va a piedi e in bici. Non prestano attenzione e quando glielo fai notare hanno pure il coraggio di mandati a quel paese.

  • Sono d’accordissimo con te. Davvero bisognerebbe portare a zero il limite dell’alcool quando si guida. Io sono la prima che, quando ho la macchina, non bevo assolutamente niente. Non vedo perché rischiare la mia vita e quella di qualcun altro.
    Purtroppo, come dici giustamente, l’opinione pubblica tollera e giustifica l’alcool, che fa più morti di fumo e droga messi assieme.
    Per il fumo che, certo va limitato il più possibile, non solo c’è il divieto all’interno dei locali pubblici, ma anche nelle vicinanze. E sono certa che presto sarà vietato pure fumare per strada, come già in alcuni paesi. L’alcool invece, come dici tu, fa figo, non importa poi se ammazzi qualcuno.

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