E le bambine chi te le tiene?

chi tiene le bambine

Questa domanda mi è stata rivolta tante, tante, tante volte. Di solito, a chiedermi chi si occupi delle mie figlie quando io non ci sono sono generalmente persone che mi conoscono poco. Quando ero a Panama, per dire, mi è capitato diverse volte di rientrare in Italia o in Francia da sola.

A volte per lavoro, come per esempio per la presentazione del libro di 50 Sfumature di mamma, una volta dovevo andare ad un battesimo, un’altra volevo semplicemente andare a trovare persone che mi mancavano. E ogni volta mi veniva chiesto: e le bambine?

Secondo voi, qual era la risposta?

No, non con la tata.

No, non con la nonna.

No, nemmeno da sole.

Le bambine erano col padre.

Ma lavora!

Ah, perché io i due anni che lui è stato a 10.000km di distanza non lavoravo? Come mai nessuno ha mai chiesto a lui dove stessero le bambine mentre era in Pakistan? Mistero.

Questa domanda mi è stata rivolta ancora pochi giorni fa, da una persona che conosco da dieci anni, che conosce bene me e mio marito, molto bene. Una donna. Una donna di una certa età, ma che si definisce moderna e soprattutto femminista.

Avessi un euro per tutte le femministe che incontro!

Ne ho parlato ieri su Instagram: sai, il prossimo weekend vado quattro giorni a Madrid con la mia amica di Prato, ci troviamo là.

E chi ti tiene le bambine?

Ho risposto un po’ inebetita… Il padre?

Ah sì hai ragione, il padre.

Se ne parlo di nuovo non è per dire a chi non fa come me che è una cogliona. Ma per carità! Ognuno fa come vuole e come può. C’è anche a chi non interessa farsi i weekend con le amiche che non vede mai.

Se ne parlo ancora è perché questa domanda mi viene fatta spesso anche per le cose più ovvie. Il sabato e la domenica io vado in palestra, sto via un paio d’ore tra andare tornare e corso.

Quando lo scrivo su Instagram, la domanda arriva spesso: e tuo marito ti tiene le bambine? Beata te!

Mmm…

No ragazze, mio marito non MI tiene le figlie, mio marito si occupa delle SUE figlie, com’è normale che sia. Le abbiamo avute insieme, anzi, le voleva proprio lui. E insieme ce ne occupiamo, quando più io, quando più lui, sicuramente io ho molti arretrati, è andata così, ma anche se non li avessi, lui se ne occuperebbe ugualmente. Perché così era anche all’inizio, anche quando io non lavoravo e la notte mi alzavo per allattare e poi lasciavo il testimone a lui per tornare a dormire.

Non voglio sentirmi dire che sono fortunata, perché questa dovrebbe essere la norma. Madri e padri fanno i figli insieme per occuparsene insieme. Come ci si dovrebbe occupare di qualsiasi altra cosa comune. Poi per carità, c’è chi sa fare meglio una cosa, chi un’altra, ognuno trova il suo equilibrio, in questo non c’è niente di male.

Ma dobbiamo smettere di pensare che un padre che fa il padre sia una fortuna, un dono caduto dal cielo o chissà che.

Smettiamo di stupirci di ciò che dovrebbe essere normale. Pretendiamo, dove possibile. Lo so, è difficile con certi uomini cresciuti in un certo modo, ma le cose si cambiano con piccoli gesti. Non abbiate paura di chiedere, di provarci, non dico di farvi un weekend via, ma di prendervi i vostri spazi, di chiedere “aiuto”, anche quando non lavorate, anche quando guadagnate meno, non c’entra niente, i figli sono di entrambi e il padre non vi fa un piacere occupandosene, fa solo quello che dovrebbe fare.

Non mi sento migliore perché riesco a partire un weekend. Anzi, tante volte mi incavolo perché mio marito si sente una specie di fenomeno e io cerco di fargli capire che no, è la norma. Che io non sono un fenomeno perché guido l’auto per ore senza fare una piega ovunque, perché sistemo la lavatrice o compro una casa. Siamo nel 2020, cavolo!

No uomini che state leggendo, non siete bravi perché vi occupate dei figli.

Perché a noi, per tutto quello che facciamo, brave non ce lo dice nessuno.

Mogli, amanti, amiche, mamme, casalinghe, lavoratrici, siamo tutto tutto insieme e molto di più, perché così è dovuto, vero? Perché dobbiamo lavorare, occuparci delle casa, essere mediamente fighe o almeno curate, interessarci di tutto perché siamo nel 2020, levarci il ditino di culo perché siamo nel 2020, e via dicendo.

E quand’è che anche voi diventerete così?

Sì, lo dico: per fortuna molti sono già così.

Ma se non fosse il vostro caso, se i vostri compagni facessero parte del gruppo “i figli sono della mamma“, fate qualcosa, vi prego. Perché è la vostra felicità ad andarci di mezzo.

E anche il futuro dei vostri figli, credetemi.

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21 Comments

  • Sinceramente la domanda te l’avrei posta anche io, ma avrei chiesto la stessa cosa al mio vicino di casa se fosse stato in partenza per quattro giorni, visto che è lui ad occuparsi prevalentemente della prole perché non lavora a tempo pieno e lontano da casa come la moglie. Chi lavora full time normalmente non torna a casa prima delle 19 per cui mi sembra normale chiedere come ci si organizza se un genitore manca. Per quanto mi riguarda io in generale lavoro part-time per cui mi occupo più io dei bambini. Spesso ho riunioni nel pomeriggio o trasferte per cui in quel caso subentra mio marito che è libero professionista e invece di lavorare di pomeriggio porta avanti il suo lavoro di notte al mio rientro quando io ho giornate lavorative piene. Conosco casalinghe che i weekend scaricano frequentemente i figli ai padri anche per intere giornate perché i mariti hanno lavorato tutta la settimana e non si sono goduti i figli e invece loro hanno bisogno di svagarsi… Mi lasciano perplessa perché i papà hanno certo il diritto/dovere di stare con la propria famiglia e occuparsi dei figli, ma a mio parere dopo una settimana di lavoro poter contare sul supporto della moglie e riunire la famiglia è importante.

    • Ciao, ti faccio un esempio.
      13 ottobre 2013: mio marito parte per il Pakistan. All’epoca le nostre figlie avevano un anno, sei mesi e due giorni la piccola, tre anni, otto mesi e ventitré giorni la grande. Io lavoravo full time. Vivevamo a Parigi da quattro anni, quindi senza genitori o altri parenti o conoscenti di lunga data.
      Mio marito è tornato il 14 settembre 2014: undici mesi e un giorno dopo. Nessuno, né prima, né durante, né dopo, gli ha chiesto chi tenesse le sue figlie mentre lui era a oltre 10.000 km da loro.
      Quando è tornato mi ha comunicato che dopo sei mesi sarebbe ripartito. È partito a marzo 2015 per Panama, dove sarebbe rimasto 3-5 anni.
      Io lavoravo sempre full time. Anche in questo caso, nessuno gli ha chiesto chi tenesse le sue figlie.
      L’abbiamo raggiunto dopo nove mesi, perché quella che gli teneva le figlie era stremata, dopo un totale di 20 mesi lavorando full time con due bambine piccole di cui occuparsi sempre, mattina, sera, notte, weekend, vacanze, malattie.
      Siamo rientrate a luglio 2017, sole perché dovevano iniziare l’anno scolastico a settembre mentre lui sarebbe tornato a dicembre.
      Nessuno gli ha chiesto chi avrebbe tenuto le sue figlie in quei sei mesi, ma gliele ha tenute la persona che ha fatto un trasloco intercontinentale da sola, ha sistemato tutta la casa da sola (monta mobili, ordina elettrodomestici, installali e via dicendo) e ha iniziato a lavorare di nuovo a tempo pieno.

      Nessuno, mai nessuno gli ha chiesto chi tenesse le sue figlie in tutto questo, nonostante io fossi ben più occupata di lui.
      Era scontato.

      Un caso? A giudicare da quello che mi dicono le altre donne, non credo.

      Nello specifico, il fatto che mi è successo la settimana scorsa riguarda una persona a me molto vicina, che conosce tutto della mia vita, che quando ero sola a occuparmi delle figlie di mio marito (!) invitavo a cena almeno 2-3 volte al mese.
      E mi ha chiesto chi tenesse le mie figlie per un weekend (parto venerdì pomeriggio e torno lunedì mattina).

      Ad ogni modo, tornando a quanto hai scritto, io onestamente non mi sento nemmeno di giudicare le casalinghe che “mollano” i figli al marito. Ma che ne so io di come vive la gente? Che ne so del bisogno che hanno gli altri di fare qualcosa per non sbroccare, magari? Io non ho mai mollato, ma non sono mai nemmeno stata casalinga, o ho studiato, o ho lavorato da autonoma quando non ero dipendente. Ma non mi sento di giudicare. Ci sono donne che hanno bisogno dei propri spazi e non possono trovarne in settimana, ci sono papà felici di stare coi figli da soli nel weekend. Felici loro, felici tutti.

  • Non ho la mobilità che hai tu (nessun week end con le amiche, quindi), ma sulla gestione della prole da parte dei padri concordo in toto.
    Ogni tanto ancora penso alla domanda che mi fece un’amica senza figli mentre compravamo i biglietti per una serata a teatro: “Ma tu a quell’ora ce la fai? Non devi dare la cena a Nomedelbimbo?”
    Eh sì, la mentalità è ancora questa…
    Persino mia madre mi fa spesso notare che mio marito a casa è molto presente, come se fosse una cosa fuori dal mondo…

    • Purtroppo a me stupisce molto che siano le donne a fare queste domande, soprattutto quando (come nel mio caso) si tratta di persone che ti conoscono bene, quindi conoscono te, il tuo compagno e le tue abitudini.
      C’è ancora molta strada da fare e mi fanno sorridere quelle che dicono (per ora me l’hanno detto solo in due) che “chi ti tiene le bambine” è una domanda lecita.
      Lo è se si parte in due, entrambi i genitori.
      Altrimenti davvero è sessismo puro, solo che ci piace pensare che il problema sia chi lo subisce.
      Mi fa sorridere perché quando sono partita due settimane fa con le bambine, mi hanno pure chiesto chi avrebbe tenuto il gatto. Mio marito restava a casa, eh.

  • A me fa molto incaxxare quando ti dicono “ah, fortunata”. No, non è fortuna. Perchè io con uno che non si occupa della casa o dei figli quanto me, non ci starei insieme. E’ SCELTA, non è fortuna. Semmai è fortuna averlo incontrato, in mezzo a un milione di deficienti, ma quello che viene dopo (sposarselo, farci dei figli etc), è SCELTA.

    • Ma anche averlo incontrato, tu pensi che sia fortuna?
      Sono stata alcuni anni con un ragazzo bravissimo, dolce, fedele, intelligente, mi faceva tanto ridere e ero tanto innamorata. Ma era uno scansafatiche. Quando l’ho lasciato per mio marito – che invece, nonostante fosse di 5 anni più giovane di lui, aveva già comprato casa e una carriera avviata, era responsabile e autonomo – lui ha incontrato un’altra donna con cui ha formato famiglia, trovato un lavoro serio, preso casa ecc. Quindi non dipende solo da loro, ma anche da noi, indubbiamente. Io forse ero giovane, o forse la nostra relazione era semplicemente sbagliata, o forse lui non voleva mettere radici con me, chissà. Fatto sta che ha trovato una donna meravigliosa con cui diventare marito e padre responsabile, presente ecc ecc. Quindi no, non è fortuna.

      • Forse non ci siamo capite…ma io intendevo la fortuna di incontrarsi nel mondo in mezzo a milioni di persone..la fortuna di essere entrambi li in quel preciso momento, che se tu quel giorno a quella ora non fossi uscita non lo avresti mai incontrato… poi tutto quello che viene dopo è solo questione di scelta.

        • Sì certo, avevo capito il tuo discorso. Ma dico che anche se lo incontri, poi perché decidi di uscirci? Sai quante persone lo hanno incontrato prima di te? Ma probabilmente per loro non sarebbe stata la stessa fortuna… Non so se mi sono spiegata :))

        • “Aveva già comprato casa, una carriera avviata, indipendente e autonomo” A proposito di parità, un uomo queste cose le troverebbe così rilenvati in una donna?

  • Condivido in toto il post, bellissimo.
    Io ho un marito insicuro.
    Crede sempre di non farcela a guardare la bambina, gli ho imposto la prima volta quando la bimba aveva 3 mesi, gli ho fatto notare che se le nonne ce la facevano a guardarla per 8 ore, poteva farcela anche lui per mezza giornata, perché la scusa “tu hai la tetta” non valeva visto che le nonne le hanno le tette ma di certo non le ciucciava!

    Tutt’ora a quasi due anni continua ad entrare in panico ogni volta che c’è una cosa non prevista, ma migliora ed è lui a chiedere se voglio ad esempio che se la porti a fare una passeggiata mentre faccio la doccia o cose del genere.

    Ma più che altro quello che mi domando di più ancora di chi fa questi interrogativi è… Ma questi papà non hanno oltre che il dovere anche il DIRITTO di godersi i loro figli?
    Abbiamo una generazione di uomini a cui è stato detto che i figli non sono affar loro purtroppo. Ma possiamo migliorarli.

    Tra l’altro io lavoro full time e mi è stato detto spesso “ah, io non potrei mai far crescere mio figlio da altri”.
    A queste donne casalinghe ho chiesto “ma quindi tu sei a casa e tuo marito?” “ah no, lui fa i turni, a volte arriva a casa che la bambina dorme, il weekend siamo sempre sole”
    Ecco.
    Io lavoro perché il mio lavoro mi piace, ma lavoro ANCHE perché così il papà può fare il papà e non il portastipendio. Lavoro perché così non è obbligato ad ammazzarsi sul lavoro perché è l’unica entrata, può rientrare a casa alle 17 insieme a me e stare a casa il weekend.
    Io non faccio crescere mia figlia da altri, io lavoro perché così mia figlia può crescere con una mamma ed un papà e non solo uno dei due.

    • Guarda non potrei essere più d’accordo. Uno dei commenti, mi pare su FB ma non ci giurerei, è stato che queste donne casalinghe poi “mollano” i figli ai mariti nel weekend perché loro hanno bisogno di riposarsi, e questi poveri mariti no?
      Credo che il commento fosse in qualche modo rivolto a me, che non sono casalinga e che mi guardo bene dal mollare le figlie perché mi piace starci insieme e non ho bisogno di liberarmene (eppure sai, in tante hanno interpretato il mio weekend fuori come una fuga, invece è solo l’unico modo per stare un po’ con la mia migliore amica che altrimenti vedo 1 massimo 2 volte l’anno e sempre con bambine, mamma, ecc). Ma anche se io non sono casalinga e non mollo figlie per riposarmi, non trovo giusto giudicare chi lo fa. Se una donna ha bisogno di essere altro, in quel momento, oltre a madre e moglie, ben venga! Il compagno deve sostenerla, punto. Come sempre il problema è che invece di cercare di far funzionare il proprio equilibrio si mette bocca in quello degli altri…

      • (in risposta generale, anche a Vi)

        In generale trovo insensato giudicare l’operato altrui con i figli.
        Nel senso… Ci sono cose obiettivamente sbagliate, ma per quelle c’è la legge e non “le altre mamme”.

        Poi ci sono famiglie dove magari come stanno facendo non va bene e non funziona, allora si può provare a suggerire una gestione diversa. Ma se sta bene a loro… E’ solo gestione familiare, ogni famiglia troverà il proprio modus ed equilibrio. Se i mariti in questione trovano impossibile o pesante questo modo, saranno loro a chiedere aiuto alla moglie.
        Ma posso assicurare anche da non-casalinga che passare la settimana 24/7 con dei bimbi piccoli a volte necessita di un attimo di stacco per non andare di testa.

        Anche se sono i bimbi più gestibili del mondo. Ti serve un secondo per parlare di altro, per pensare a qualcosa di diverso che non sia il “carico mentale” della gestione della famiglia, per fare una passeggiata senza controllare che si uccidano sotto un auto, per guardare i negozi senza qualcuno attaccato alla gamba che ti dice “maaaammaaa, andiaaaamooo” (ed io odio guardare i negozi XD), per prendere un caffè senza qualcuno di fianco che cerca di mescolartelo rovesciandolo sul tavolo o ti ruba la brioches.

        E’ che abbiamo ancora un po’ in testa che i figli sono della mamma e poi ci sono alcuni “superpapà” o “mammi” che guardano i bambini e ci si deve stupire. Mha.

        Io ho una amica che ha il marito casalingo. Hanno due figli e li ha pressoché cresciuti lui. Quando questa cosa viene detta la guardano come se fosse una aliena e poi in separata sede mormorano cose del tipo che lui è venuto qua a fare il mantenuto (è keniota).
        Mi domando se definirebbero “mantenute” anche tutte le mamme che si sono licenziate alla nascita dei figli 🙂

        • Mamma mia che tristezza, posso immaginare.
          Comunque stai tranquilla che sì, anche le donne vengono definite mantenute. Il fatto è che già è difficile giudicare situazioni che si conoscono bene (esistono donne che non vogliono lavorare perché proprio è fatica e tanto il marito pensa a tutto, e hanno la tata, la donna delle pulizie, i figli a scuola, e il marito che dice ma un lavoretto no? e loro “eh ma io sono stanca, devo occuparmi di questo e quello”, esistono e le conosco, e credo che si potrebbe anche usare il termine mantenute perché di fatto si fanno mantenere. Poi esistono donne che per scelta, per vari motivi – licenziamenti, mancanza di studi, di opportunità, costo della vita, spostamenti, ecc, decidono di comune accordo col marito di dedicarsi alla casa, ai figli e a lui stesso, e queste non le definirei proprio mantenute. Ma è un confine sottile che difficilmente si riconosce se non si è veramente dentro, per bene, alla vita delle persone – vedi che so, fratello, sorella, migliore amica, ecc), immaginiamoci tutti gli altri.
          Mantenute/i o meno, non sono comunque affari nostri se poi lasciano i figli all’altro/a per uscire la sera o farsi un weekend. Non glieli dobbiamo tenere noi, i figli!

    • Scusate, scrivo ancora perché mi sento chiamata in causa, il mio commento è stato frainteso! Le mie osservazioni non erano rivolte a te, Anna. So che non sei casalinga. Non ho niente contro le casalinghe, rischio ogni anno di diventarlo anche io perché sono precaria. Ho alcune amiche casalinghe. Proprio in loro vedo atteggiamenti che non condivido, ma non voglio generalizzare! Ne parlo spesso anche con loro apertamente. Loro hanno mariti che tornano la sera dal lavoro a cui delegano in toto l’addormentamento di figli piccoli oppure spesso (non dico ogni tanto, spesso) lasciano i figli i weekend per staccare un po’. I mariti fanno fatica a gestire la situazione perché già provati dalla settimana lavorativa. So che questa considerazione mi rende impopolare, ma io non lo farei, poi come dite voi non dovrei giudicare. Per il resto io vivo in Lombardia e in generale constato che la cura dei figli è condivisa, anche laddove la mamma o il papà sono a casa. Molte donne lavorano i Svizzera (frontaliere) con ottimi stipendi e i papà si occupano prevalentemente della prole.

      • Ciao Vi, sono felice di aver frainteso 🙂 Ormai mi è difficile distinguere chi parla in modo generico (nel tuo caso perché conosce la situazione) o chi nemmeno troppo velatamente critica dopo interpretazione (sono veramente, veramente tante).
        Capisco anche quello che vuoi dire, e se conosci le persone direttamente avrai i tuoi motivi. Io per esempio non condivido invece i genitori che conosco che spesso escono da soli o partono per il weekend da soli, ma non mi sento di criticarli, ci sono comunque dinamiche che non conosciamo. Io ho sempre avuto su di me il peso principale della gestione delle bambine anche se ho (quasi) sempre lavorato, forse anche per questo non mi faccio alcuno scrupolo a chiedere l’intervento di mio marito, ma ti dirò, glielo chiedevo anche quando non lavoravo e avevo Penelope neonata, perché fin da subito ho ritenuto essenziale che lui si occupasse della figlia tanto quanto me. E non ero particolarmente stanca, lei dormiva ed era una neonata gioiosa e tutto sommato facile, ma avevo proprio bisogno che fosse ANCHE sua figlia, non solo mia. Non so se mi spiego.

  • Anna, io ti seguo perché ho sempre ritenuto interessanti i contenuti che proponi. Ogni tanto commento, a volte esprimendo diversi pareri, ma non mi permetterei mai di criticarti come persona. A presto e grazie per questo blog

  • Nel 21esimo secolo si sceglie con chi stare e una volta che si sta com qualcuno si sceglie anche se rimanerci. Quindi non credo proprio sia questione di fortuna come alcune persone dicono “ah che fortuna che tuo marito è così”. Accettare di avere accanto qualcuno che ti scambia per la cameriera o come una che deve fare il doppio del lavoro significa semplicemente accettare di essere poco rispettate e molto sminutie. Anche chi ha scritto questo post si è lamentata centomila volte del fatto che il marito sia partito due anni lasciandola a occuparsi di tutto, credo di averlo letto tra qui e instagtam decine e decine di volte. Questo fa pensare che la cosa non sia stata vissuta affatto serenamente, ma mandata giù comunque.
    Sono tutte scelte, ha dell’incredibile farle passare come accadimenti del destino e di “chi ti capita accanto”, come se una volta capitato non ci si possa più fare niente. Finchè si accetta di stare con chi usa due pesi e due misure, uomini molto indulgenti con se stessi e super esigenti con chi hanno accanto. Autolesionismo non da poco!

    • Come dici tu sono scelte. Ho scelto di restare con lui perché penso che un errore non qualifichi una persona, per quanto non debba giustificarmi. E penso anche che le persone possano cambiare, se amano la propria famiglia. Questo vale anche per quegli uomini che non fanno niente, non è che si lasciano dall’oggi al domani. Beata te per cui la vita è così semplice, ma ti assicuro che non lo è affatto per la maggior parte delle persone e che anzi, mandare tutto all’aria senza provarci perché “le cose che non ci vanno bene si cambiano” è abbastanza infantile come atteggiamento. Si cambiano restando, magari, non partendo. Salvo casi irrecuperabili, ovviamente.

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