Ragazzini, smartphone, internet: siete sicuri di sapere quali sono i veri pericoli?

Ieri sera sono stata ad un incontro organizzato dalle scuole che doveva parlare a genitori e insegnanti di internet e ragazzi in occasione della Giornata Mondiale per la Sicurezza in Rete.

Di concreto, come purtroppo capita spesso, c’era poco, ma in effetti per approfondire questi temi due ore sono poche.

Ma voglio lasciarvi alcuni spunti interessanti.

La cosa che più mi ha sconvolto è che è stato detto che le famiglie italiane hanno in media 2/3 televisori in casa per il centro nord e addirittura  3/4 televisori per il centro sud.

Non sono riuscita a trovare la fonte e quindi a capire se sia vero, ma prendiamolo per buono.

Ovviamente il significato è chiaro: praticamente ogni componente della famiglia ha una sua TV personale. Altrettanto ovvio che in questo modo i ragazzi guardano quello che vogliono in camera, idem i genitori in sala (o viceversa).

Il vero problema è che si perde completamente la condivisone, e l’apporto critico che i genitori possono dare: che non vuol dire commentare “cos’è sta schifezza!”, ma cercare di capire che i gusti sono diversi,  facendo notare cose che magari a loro sfuggono (linguaggio volgare, visione sessista, ecc), sempre senza demonizzare, ma potendone parlare assieme.

Una cosa che mi ha sempre colpito, in anni di blog e community, è l’estrema tutela che vedo da parte dei genitori verso i fili nella fascia 0-11, per poi mandarli allo sbaraglio dalla prima/seconda media in poi.

Se scriviamo un post “a che età è giusto dare il cellulare” si alza un coro di “prima della terza media non serve” (e di solito sono mamme con figli molto piccoli, o di figli che non ne hanno mai fatto richiesta, ci sono anche quelli). Ma quando ho detto che ho concesso il cellulare con l’accordo di un mio accesso illimitato (finché è piccino) ma più volte è stato risposto  “mia figlia non avrà il cellulare prima della terza media, e dopo non avrò bisogno di controllarla, perché so che posso fidarmi”.

Ecco, a parte il fatto che non avere lo smartphone non significa non avere accesso alla rete (ce l’hanno tutti gli amici o quasi) a me pare che la questione non sia proprio così chiara a tutti: fidarsi di cosa, di chi? Sicuri che sia solo questione di aspettare?

Bello avere fiducia estrema, ma non si può pensare di omettere del tutto il controllo così, da un giorno all’altro: prima Candy Candy poi Occhi di Gatto. Hanno in mano una bomba, SI DEVE vigilare. Si deve vigilare sui social, sulle chat (si può fare anche senza violare la legittima privacy dei più grandicelli) su quello che guardano, su quello che ascoltano. E non vuol dire vietare, anzi, ma solo esserci, per capire se hanno consapevolezza di cosa dice quel cantante trap, o del perchè quell’altro si veste in un certo modo. Parlare, capire, dare un punto di vista più approfondito, a volte un’alternativa (bello il trap, ma perchè invece di questo che parla di donne oggetto non punti su quest’altro che ha testi più accettabili?)

Ho davvero quest’impressione che si passi dalla tutela più estrema al buttare nella mischia, dal cosleeping alla guerra.

E poi quello che più sfugge ai genitori “Mi Fido” è la consapevolezza che i nostri figli possono non essere in grado di vedere i pericoli.

Ieri sera si diceva che la maggioranza dei ragazzi non è in grado di riconoscere una fake news, non sa cosa voglia dire “ADV”, ignora che le influencer di moda facciano pubblicità ai vestiti che indossano.

Siete così sicure che siano allora in grado di capire se stanno chattando con un coetaneo? Che sappiano davvero gestire i social con quello che ne consegue? Che sappiano gestire le critiche che arrivano da social in cui si può insultare in anonimo?

Siete sicure che usino Instagram con serenità?

Ieri è emerso che le ragazzine si adeguano al “volto unico” ormai standard di Instagram (viso triangolare, occhi da manga, bocca carnosa e aperta, ovviamente pelle di seta: guardate instagram, le influencer son tutte uguali, nelle stesse pose): le ragazzine, di tredici, quattordici anni usano filtri per essere nell’unico modo che“funziona”: si affina il viso, si allargano gli occhi, si fa la bocca da pornostar. Lo fanno anche le madri quarantenni, vuoi non lo facciano le figlie?

E così cresce il fenomeno della “dismorfia”: le ragazzine (ma è un fenomeno che riguarda anche i maschi) non si riconoscono più allo specchio, non escono  sennò il fighetto che la commenta si accorge che non sono come appaiono. C’è un ricorso precocissimo alla chirurgia non per assomigliare alle dive, ma alla propria immagine sui social.

Come potete evitare questo se non controllate e vi “fidate”?

(consiglio della dott.ssa Zanardo su questo tema: mostrare esempi di donne diverse, non uniformate, ma ritenute bellissime, ad esempio le donne della Casa di carta)

Siete sicure di accorgervi di tutto questo?

Sicure che basta dare lo smartphone in prima superiore per essere al sicuro?

Io no, preferisco conoscere.

 

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5 Comments

  • mmmmmmmmmmmm non so se faccio bene, ma io faccio così: il 3nne può avere youtube con presenza di un genitore in casi ristretti (ospedale et simili – che purtroppo frequentiamo abbastanza). Il 6nne con la app kids per 30 min al giorno. Tv idem, è una sola, e possono vedere mezz’ora al giorno (in settimana scelgono se cell o tv fine settimana se non usciamo siamo un pochino più elastici, tipo un cartone intero la sera). Poi vedremo. Però c’è di buono che in questo ci siamo “alleate” mamme di scuola e scuola stessa con le medesime regole, per cui lui (il grande) non si sente sfigato ma …è per tutti così e amen!

  • Spezzo una lancia a favore dei giovanissimi: mi capita di fare dei laboratori scientifici per ragazzini delle medie, tra cui uno incentrato sulle bufale in ambito scientifico: beh, sono rimasta piacevolmente stupita dal fatto che la maggior parte di quelli con cui ho avuto a che fare erano molto più sul pezzo di certi adulti, abituati a pendere dalle labbra di chiunque dica qualcosa in TV o che credono a qualsiasi cosa leggano sui social. Forse anche noi adulti dovremmo avere qualcuno che ci controlli, sui social soprattutto.

    • mi fa piacere! speriamo in bene, io ci provo a fargli aprire gli occhi (ad esempio con le catene di sant antonio, all’inizio credeva davvero che mandando il messaggio a 10 persone avrebbe visto un video fighissimo, o ottenuto uno sfondo spettacolare…)

  • A casa mia è una lotta continua…io ci sto provando in tutti i modi, disabituando non solo mia figlia, ma anche mio marito e company….che spesso per affrettare i tempi pappa e nanna, ricorrono a questi metodi….

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