Sindrome di Asperger: come riconoscere un bambino Asperger

La Sindrome di Asperger  fa parte dei “disordini pervasivi dello sviluppo” e prende il nome dal pediatra viennese Hans Asperger, che all’inizio del Novecento descrisse il comportamento di quelli che egli stesso definì “piccoli professori”, ovvero bambini dal carattere solitario, goffi nei movimenti, che stavano spesso isolati dai loro coetanei e avevano difficoltà a comunicare e a relazionarsi con gli altri, ma che, al tempo stesso, coltivavano i loro interessi  con una dedizione particolare, fino a diventare dei veri e propri esperti.
Dal 2013 la Sindrome di Asperger  è inglobata, nel DSM-5 (2013) nella definizione di “Disturbi dello Spettro Autistico” (ASD – Autism Spectrum Disorders).

Facendo parte per l’appunto di uno “spettro” è difficile descrivere le caratteristiche principali della sindrome di Asperger, perché possiamo incontrare due persone diversissime, quasi agli antipodi caratterialmente,  eppure entrambe Asperger.

Può esserci l’asociale e l‘ipersociale, chi ha bisogno di routine e chi no, chi manifesta stereotipie e chi no, chi è timidissimo e chi è il leader del gruppo.

In linea generale e tenendo conto per l’appunto che non tutti i tratti  tipici devono essere presenti, spesso nei bambini Asperger si possono riscontrare alcune caratteristiche.

Caratteristiche riscontrabili nei bambini Asperger

  • tendenza all’isolamento
  • difficoltà o incapacità ad agganciare lo sguardo delle persone che si rivolgono a lui
  • Incapacità di capire il non verbale e comprensione letterale delle frasi (una frase ironica accompagnata da un gesto degli occhi per far capire l’ironia non sarà colta, un detto o un modo di dire viene colto nel suo significato letterale).
  • Incapacità o difficoltà  nell’essere socialmente opportuni, nel distinguere quello che “si può dire” o no;
  • Tendenza al monologo e alla conversazione unilaterale
  • Atteggiamento rigido: può avere crisi pesanti se non trova il suo posto in mesa, il suo piatto al ristorante, se si legge una favola cambiando alcune parole;
  • può avere stereotipie motorie (dondolii, sfarfallii delle mani, girare in tondo, ecc), della comunicazione  (suoni con la voce o la lingua, elenchi di parole, frasi o nomi) nei comportamenti  (richieste sempre uguali, ad esempio di premere il pulsante dell’ascensore, di mettersi prima la scarpa destra, di mettere prima il sapone e poi bagnare le mani)
  • attenzione eccessiva verso determinati oggetti o interessi (musica, aritmetica, scienze ecc.); spesso memorizza dati di scarso valore, come gli orari dei treni, le targhe ecc.
  • fa giochi ripetitivi: mette in fila gli animali anziché giocarci, ordina per sfumature i colori, cataloga minuziosamente;
  • non gioca con gli altri bambini e/o non accetta il confronto con altri, gli altri possono giocare con lui solo alle sue condizioni;
  • si muove in maniera impacciata, cammina in modo maldestro;
  •  ha insolite capacità linguistiche che includono un ampio vocabolario e una sintassi elaborata;
  • ha ipersensibilità a suoni, sapori e consistenze specifiche o sensibilità tattili che possono portarlo a mettere le mani sulle orecchie (a volte unito a dondolii o crisi aggressive)
  • ha difficoltà a codificare le emozioni, a capirle e a rappresentarle.
  • Mangia sempre gli stessi cibi, cucinati e presentati nel piatto nello stesso modo. Ha estrema selettività alimentare.
  • ha un tono di voce particolare, monotono o molto teatrale

I bambini con sindrome di Asperger  sono spesso dotati di menti brillanti e sviluppano fin da piccoli interessi in ambiti molto specifici, diventandone degli esperti: tipici sono l’interesse per i minerali, gli insetti, la botanica, l’astronomia, le scienze, l’informatica, che possono approfondire in modo sorprendente e a livelli non consoni all’età anagrafica.

La sindrome di Asperger NON si cura, perché non è una malattia. Si insegna al bambino come gestire al meglio le sue difficoltà e come migliorare le sue relazioni sociali con apposite terapie.

Stare insieme agli altri e adattarsi agli stimoli, ai rumori, al mondo è infatti estremamente faticoso e provoca un vero e proprio sfinimento fisico ed emotivo.

Nei bambini,  questa fatica può manifestarsi con crisi di rabbia, aggressività, isolamento.
Una rabbia insolita, ingestibile, un atteggiamento estremamente oppositivo e rigido, una timidezza che ci sembra patologica accompagnata ad interessi assorbenti che lo coinvolgono totalmente possono essere campanelli d’allarme, da approfondire.

La difficoltà di riconoscere le bambine Asperger

Di solito si arriva ad una diagnosi precoce in caso di comportamenti eclatanti, a volte aggressivi o molto atipici che spingono dei genitori a cercare il parere di un professionista, e questo accade molto più spesso con i bambini rispetto alle bambine. Anche la specificità degli interessi, definiti spesso stereotipati, in loro risulta più palese o riguarda argomenti che tante famiglie associano ormai all’autismo (mezzi di trasporto come i treni o gli aerei, numeri e sequenze).

Per bambine e ragazze non è raro che l’attenzione si concentri invece sugli animali o sulla letteratura. Interessi considerati meno atipici e che difficilmente fanno preoccupare i genitori o gli insegnanti, anche se hanno la stessa ripetitività e intensità: leggere decine di libri chiuse nella propria stanza è considerato meno “strano” del saper tutti i modelli di aerei circolanti, ugualmente per la timidezza, più socialmente accettata nelle bambine.

Masking

Una cosa importante da tenere in conto è il cd “masking”: più si cresce, più si impara a mascherarsi tra gli altri, e questo si realizza con maggior facilità tra le bambine e con i bambini ad alto potenziale cognitivo.

Imparare  a mascherarsi non vuol dire stare bene, un Asperger non diagnosticato si sentirà sempre un pesce fuor d’acqua, un extraterrestre capitato sul pianta sbagliato.

Anche quando queste difficoltà non si vedono dall’esterno grazie al masking (e a una persona nello spettro spesso tocca sentirsi dire “ma non sembri autistico/a!” o peggio “ormai sono tutti autistici”)

è un po’ come osservare un’anatra che nuota. Se la si guarda da fuori, sopra la superficie, può anche sembrare calma. Ma sott’acqua, dove non si vede, sta muovendo le zampe freneticamente.

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