La frustrazione delle donne moderne

frustrazione donne moderne

È così difficile accettare che un tempo le donne, relegate ad un ruolo la cui importanza si limitava a sfornare figli e – nemmeno sempre – tenere la casa in ordine e cucinare, fossero probabilmente più felici di oggi.

Penso a mia nonna, che aveva 7 figli e lavorava nei campi, che sì aveva faticato, eppure non rompeva i coglioni a nessuno. Sarà stato perché non c’erano i social?

Noi donne di oggi invece, che studiamo, votiamo, prendiamo parte alla vita attiva, copriamo anche posizioni di prestigio eh, se non sbaglio il CEO più pagato al mondo è donna, che possiamo uscire con le amiche, avere relazioni prima del matrimonio e via dicendo… ci lamentiamo sempre.

Ma attenzione! Non è che ci lamentiamo per la parità. Sì, quello DOBBIAMO farlo! Siamo ancora lontane dal mondo ideale in cui le donne hanno totalmente gli stessi diritti e le stesse opportunità.

No, ci lamentiamo di cazzate.

Passiamo ora sui social a commentare cose che non hanno alcun impatto nella nostra vita. Non dico i gruppi di cucina, o di trucco, o di organizzazione, quelli per carità. Dico per esempio le pagine dei blog (un esempio a caso, qualsiasi riferimento a fatti realmente avvenuti è puramente casuale). Ma chi cacchio ce lo fa fare di passare ore a cercare di cogliere in fallo la gente (succede molto anche su Instagram, in particolare nelle storie), o a mettere in bocca agli altri parole che noi vogliamo leggere?

Se parli delle mamme, ne avrai una manciata che ti dice: e i papà?

Se parli della Francia (true story di questi giorni) critichi l’Italia.

Se parli dell’Italia, è perché evadi le tasse.

Se mostri una coppia felice, è perché sei cornuta.

Se non parli mai di tuo marito, nascondi qualcosa.

Se lavori e racconti com’è la tua vita, ce l’hai con chi non lavora.

Se non lavori e racconti com’è la tua vita, ti senti una mamma migliore.

Ma attenzione, non sto parlando di blogger e/o influencer. Sto parlando di gente normale che commenta una cosa del tipo “eh, anch’io non ne posso più di seguire la dad e fare sempre da mangiare” e hai dietro un’orda di donne che risponde “aaaah e non hanno un padreeee questi bambiiiniiiii”.

Me la vedo mia nonna che lavorava ancora a 80 anni, in effetti, star lì a fermare la gente per strada. Scusa ma hai visto com’è pettinata tua figlia? Si prende i pidocchi così.

Io non so da dove venga tutta questa frustrazione di noi donne. Siamo qui a dire che abbiamo troppo carico mentale, troppa fatica, e invece di trovare una soluzione, non dico per il genere ma almeno per noi singolarmente, passiamo il tempo a criticare le altre e cercare inghippi. Come quelle che tu posti una foto su Instagram e dici oggi mi sento proprio bene e ti commentano: veramente scusa se te lo dico ma stai una merda.

Ma che problema avete?

Tutte a dire non ho tempo, eppure tutte sui social.

Tra le mie conoscenze, l’80% di chi pubblica sui social è donna. Gli uomini che conosco che li usano attivamente, quindi non condividendo ogni tanto, lavorano generalmente nel digitale o nella comunicazione.

E poi c’abbiamo il carico mentale. Il carico mentale di rompere i coglioni agli altri però quello no, non ce l’abbiamo.

Va be’, discorso trito e ritrito.

Però ecco, due domandine me le farei.

Eitchette adesive
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