Covid 19: la mia esperienza

Sono passati 21 giorni dal primo tampone positivo al Covid 19, siamo guariti, è finito l’isolamento e credo sia giusto e spero anche utile raccontarvi la mia esperienza.

Antefatto

A inizio ottobre, prima dei vari dcpm, quando ancora non c’erano restrizioni nè coprifuoco,  abbiamo passato un week end a Roma.

Avevamo prenotato da tempo, quando al Covid non ci si pensava quasi più, ma avendo cura di scegliere una prenotazione cancellabile fino all’ultimo. Ma per una svista non l’ho fatto con il treno, quindi, rinunciando al viaggio (a inizio ottobre già la situazione stava degenerando) avrei perso 350 euro. In più, sapevo che sarebbe stata l'”ultima chance” di viaggiare per mesi. E così abbiamo deciso di partire, e ne sono immensamente felice.

Sì, perchè il Covid non lo abbiamo preso in quel week end, dove ci siamo goduti una Roma semi deserta, un po’ apocalittica a dire il vero, ma eravamo felici e orgogliosi di spendere i nostri soldi in ristoranti drammaticamente vuoti a pranzo e a cena,  e quando, l’ultimo giorno, iniziava a girare la voce di una chiusura serale, avevamo il cuore a pezzi, noi e i ristoratori con cui parlavamo e che avremo sempre nel cuore. Non dimenticheremo mai quei giorni.

Vi dico di Roma  per un’altra ragione: e cioè che, essendo appunto stati sempre in giro, in ristoranti, musei e con un viaggio in treno di 4 ore, al rientro ci siamo messi in una sorta di isolamento. Andavamo al lavoro e i bimbi a scuola, ma null’altro.

Ho evitato accuratamente di vedere i miei per ben più di due settimane, ho evitato di andare al bar, e già da qualche settimana portavo a scuola Ale in auto (uscendo di casa alle  di mattina e arrivando in ufficio alle 7.40…) per non fargli prendere mezzi pubblici.

Passata questa sorta di “quarantena”, visto che tra una cosa e l’altra i bimbi non vedevano i nonni da più di un mese, ci siamo accordati per vederci una domenica, in montagna, all’aria aperta per limitare i rischi.

E’ stata una bellissima domenica, sole e vento, abbiamo camminato, abbiamo fatto un pic nic sui sassi, siamo stati attenti (salvo durante il pranzo al sacco, per ovvie ragioni. Ricordo anche che per sbaglio ho bevuto dalla bottiglia di mia mamma, l’ho messa via nel suo zaino  e mi sono raccomandata di lavarla appena rientrata e di lavarsi le mani dopo averla lavata, ma quella bottiglia mi è rimasta in mente per giorni con una certa inquietudine). Stavamo tutti benissimo.

Mercoledì 18 novembre, Alessandro torna da scuola con un forte  raffreddore. Nulla di drammatico, ma era brutto,  pallido e con occhiaie, e covid o non covid non lo avrei comunque mandato a scuola così (purtroppo la mattina stava bene). Nulla di strano comunque, in più in montagna era sempre in maniche corte nonostante il freddo e il vento, quindi ci stava.

Se non che il giorno prima ero venuta a sapere che due delle maestre del piccolo (primaria), erano risultate positive (erano assenti da diversi giorni, ma nessuno ci ha detto nulla della positività).

Positivi!

Io ero inferocita, perchè ovviamente non avrei mai visto i miei sapendo di avere contatti, seppure non considerati “stretti”, positivi.

Alla luce di questo, quel raffreddore mi allarma. Ho in casa due tamponi rapidi, che a rigore non potrei fare, essendo ad uso sanitario, e che non hanno alcun valore ufficiale, ma li ho e provo, lo faccio. In tempo zero si colora  di viola la riga che segnala la positività al Covid.

Panico. Chiamo la pediatra, che mi cazzia per averlo fatto io e mi prescrive un tampone: primo giorno utile è il venerdì, e arriviamo al 20.11.

Ovviamente stiamo tutti a casa, nonostante l’assenza di ufficialità, mio marito deve prendersi ferie, io sono autonoma e mi arrangio, i ragazzi tutti e due a casa. Nel frattempo Alessandro ha qualche linea di febbre (mai salita sopra il 37.7) e dolori alle ossa. Dice anche di aver perso olfatto, ma quando dice di non sentire l’odore dei mandarini credo mi sfotta, non è possibile.

Sono agitatissima per i miei, non li vedo mai e, sfiga delle sfighe, li devo vedere proprio tre giorni prima di scoprire di avere il Covid?! Loro hanno più di 70 anni! Io sono davvero nel panico, loro non mi pare, non credono molto al mio test casalingo.

Arriva il venerdì del tampone, fanno il tampone rapido quindi il risultato arriverà in sole due ore. Io continuo a guardare esito ogni 3 minuti e mentre sono lì a fare refresh inizio ad avere dolori fortissimi. Sì, tipo da zero a mille, un secondo stavo bene, il secondo dopo sembrava mi stessero infilando mille coltelli nelle ossa: bacino, reni e gambe. Mi chiedo se possa essere l’ovulazione, ma no.

E mentre son lì che soffro arriva l’esito del tampone di Ale: NEGATIVO.

Mi cade la mascella: ma allora il tampone positivo che gli ho fatto io? Un falso positivo? E i miei dolori?

Non mi fido, ma che fare? E’ venerdì pomeriggio, non c’è più nè il mio medico nè la pediatra, e decido di aspettare lunedì e chiedere subito un tampone per me, avendo sintomi (se possono essere sintomi i soli dolori)…

Ovviamente, stiamo tutti in casa.

Lunedì, dopo 4 ore di tentativi, riesco ad avere la prescrizione per il mio tampone, che prenoto per il giorno dopo.

La pediatra mi prenota un molecolare per Ale, perchè continua ad avere febbriciattola e mancanza di olfatto.

Lunedì sera inizio a perdere gusto e olfatto. Sento sapori diversi, non sento tanti odori.

Il giorno dopo mi sveglio completamente priva di gusto e olfatto, ed è stata forse la sensazione più forte e assurda della malattia (per me che l’ho presa soft ovviamente): aveva ragione Ale, non sento NESSUN odore, mandarino, ammoniaca, profumi, essenze, oli essenziali. ZERO.

Idem il gusto:  mastico e il cibo non sa di niente, fatico anche a deglutire perchè senza sapore non “sento” dov’è il cibo in bocca.

Chiaramente a quel punto non ho più dubbi, il rapido di Ale era un falso negativo e sono scocciata perchè fanno un rapido anche a me.

Solo che il mio è positivo. Finalmente! E’ stato un sollievo,  il dubbio mi logorava.

Da quel momento siamo tutti in isolamento “ufficiale”, finalmente mio marito ha malattia e non deve prendersi ferie.

I miei salgono dal Veneto a portarci un po’ di provviste e a prendersi il cane (ovviamente senza salire in casa, ho mandato giù il cane e l’ho prima disinfettato, povera bestia).

Venerdì sera arriva anche l’esito del molecolare di Ale, ovviamente positivo.

Mio marito ha fatto tampone rapido, negativo, e Alberto ha fatto solo quello di chiusura, anche lui negativo.

Mi sento di escludere che arrivi dalle maestre, quindi, altrimenti bisognerebbe ipotizzare Alberto untore asintomatico, che contagia Ale e poi me. Ma non sono neanche sicura che i tempi combacino, non ho bene idea da quanto fossero assenti le maestre (e ci tengo a ribadire che non sarebbe colpa loro ovviamente, ma perchè asl ha ritenuto di non dover avvisare con ben due maestre prevalenti positive???).

Forse lo ha preso Ale a scuola, ma non ho notizie di altri positivi.

Come ho detto sopra, le tre settimane precedenti al contagio siamo stati attentissimi, quindi in sostanza il “come” è un mistero.

Sintomi covid 19

Ormai tutti sappiamo quali sono, ma noi abbiamo avuto un’esperienza un po’ diversa. Non abbiamo mai avuto tosse, io non ho mai avuto febbre nè un minimo di raffreddore (Ale raffreddore per due giorni e febbre sui 37.5 per una decina di giorni).

Per me solo ed esclusivamente dolori (forti, fortissimi, da togliere il fiato, ma sparivano con un Aulin o con la tachipirina) e perdita di gusto e olfatto, fine.

Trattamento Covid 19

Qui arriva il tasto dolente.

L’ho già detto su facebook, ma purtroppo dopo l’esito del tampone siamo stati abbandonati del tutto, dandomi l’idea che sia ritenuto più importante intercettare i positivi che curarli.

Un medico di famiglia, nostra lettrice, si è risentita per quel post, dicendo che loro lavorano come i matti e si fanno in quattro.

Credo sia evidente che parlo della MIA esperienza, e non della sua, non della vostra, non di quella del mio vicino di casa.

Della MIA.

Peraltro non mi riferivo al mio medico di base, ma in generale. All’esito del tampone, che arriva via mail, è allegato un foglio con le norme da tenere e una bella scritta “verrete contattati al più presto”. Io sono stata contattata 12 giorni dopo per fissare il tampone di chiusura.

La mia dottoressa al telefono  mi ha detto di prendere aspirina perchè antinfiammatorio e protettivo per il cuore: lei ha avuto una miocardite a causa del Covid.

Da lì in poi non l’ho più sentita, ma non l’ho nemmeno cercata, a dire il vero, visto che tutto sommato stavo discretamente.

Sapete qual è il problema? Che il covid è bastardo.

Mi sono iscritta ad un paio di gruppi ed ho letto di persone giovani che si sono trovate con la polmonite pur senza avere tosse, altri che hanno avuto danni di altro genere, gente che non sapeva leggere il saturimetro e ha rischiato grosso, tanti hanno avuto più sintomi dopo il tampone che durante.

C’è un gruppo molto valido, vi lascio link, che ha dei medici volontari che rispondono privatamente ai malati.

E così ho scoperto che non andrebbe presa la tachipirina (io l’ho presa per 4 giorni) non perchè dannosa ma perchè l’organismo ha bisogno di anti infiammatori  (quindi aspirina, aulin o ibuprofene), ci sono antibiotici e un altro farmaco di cui non ricordo il nome che andrebbe preso immediatamente ai primi sintomi relativi ai polmoni (febbre e tosse) e mille altre cose.

Ve lo accenno e basta, OVVIAMENTE NON SONO UN MEDICO e quello che scrivo non ha alcuna valenza medica.

Lo dico solo per far capire cosa intendo per abbandonati.

Mentre sei lì, chiuso in casa non sai cosa ti sta succedendo: avrò un’infezione? Sta prendendo polmoni? Cuore? Reni?

Possibile che ci si debba iscrivere a gruppi facebook ??

Un medico diceva che per lui è indispensabile far fare analisi del sangue a domicilio dopo 4 o 5 giorni dai sintomi (nb, dai sintomi non dal tampone!!), perchè ha avuto pazienti che stavano benissimo ma con le analisi ha scoperto complicanze gravi che ha potuto gestire in tempo.

Io restavo lì con il dubbio: senza tosse i polmoni sono fuori discussione? Questi dolori terribili sono normali?

Non è giusto, io credo che con un minimo di investimento in più si potrebbero evitare molti ricoveri. Perchè lasciare persone anche 5 o 6 giorni con sintomi ma senza esito tamponi, poi altri senza alcun contatto medico? (ovviamente salvo casi di complicanze acute che portano subito in PS).

I miei sintomi si sono attenuati dopo 7 giorni e sono spariti in 10, sono stata fortunata perchè in tanti mi hanno scritto di non aver recuperato gusto e olfatto da marzo! Anche a questo proposito, in quel gruppo citato sopra i medici consigliano integratori appositi, io ho speso 100 euro di integratori. Mi è tornato il gusto per gli integratori? E chi lo sa! Ma a chi è ancora senza è stato detto che certe vitamine aiutano?

E poi sono davvero guarita? Boh! Dovrò fare analisi a spese mie per esserne certa.

Isolamento

L’isolamento ovviamente riguarda tutti i conviventi e significa non uscire mai, neanche a buttare l’immondizia, credo sia ovvio.

Nessuno mi ha chiesto chi siano stati contatti miei o di mio figlio.

L’isolamento finisce dopo il tampone negativo per tutti (ma, almeno in Trentino, si deve aspettare mail di fine isolamento, tra una cosa l’altra altri due giorni).

Dopo 21 giorni, se non si hanno sintomi da almeno 7, l’isolamento finisce comunque, anche se si è ancora positivi.

Non mi è chiaro cosa succede se, allo scadere dei 21 giorni, quelli della famiglia che erano negativi diventano positivi : la mia dottoressa dice che si ricomincia tutti da capo per tutti (anche ex positivi diventati negativi), via Instagram la maggioranza mi ha detto di no, ma tanti  altri mi hanno scritto di sì, che è successo a loro. Una mamma è stata dentro 42 giorni (21 per il marito positivo e 21 perchè volevano essere certi non si positivizzasse lei!!). L’amica di una vicina è stata in isolamento per marito e figlio positivo, dopo 14 giorni è risultato positivo il secondo figlio e lei, ancora negativa, ha avuto prolungamento dell’isolamento, poi è risultato positivo il terzo, ancora isolamento (ma i positivi negativizzati potevano uscire). Insomma, il caos.

Questione tamponi

Anche fronte tamponi sono inferocita.

Come ho detto, Ale ha fatto tampone rapido al drive in, quando era pieno di sintomi, ed è risultato negativo.

Se io non fossi stata certa di averlo e che lo avesse anche lui, ce ne saremmo andati tutti in giro ad impestare mezza città.

Quando ho avuto finalmente l’esito positivo di Ale, era a casa da scuola ormai da 10 giorni, quindi non è considerato contatto della classe,  anche se lui era in classe quando  ha avuto i primi sintomi!

Eppure nulla: la classe è andata avanti serena, nessun tampone, nessuna sanificazione, nessuna comunicazione (se non la mia, alla scuola).

Ancora: è normale non essere avvisati in caso di maestre positive? Non do dell’untore a nessuno, sia chiaro, ma se lo avessi saputo non avrei visto i miei genitori, che per fortuna stanno bene e non si sono contagiati, ma abbiamo corso un rischio altissimo.

Insomma, ci sono tante cose che mi lasciano l’amaro in bocca.

Resta di bello il ricordo di questi 21 giorni sempre assieme, con ritmi lenti e rilassati e, covid a parte, siamo stati benissimo e ci siamo anche divertiti.

Spero di poter essere di aiuto a qualcuno con questa testimonianza, vi ringrazio davvero per l’affetto dimostrato!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 Comments

  • Ma che caos terribile! L’ importante è che ora stiate tutti bene. L’impressione è proprio di disorganizzazione totale purtroppo. Anche qui tracciamento saltato ed è tutto affidato alla buona sorte, alle nostre preghiere e si spera ad un minimo di buon senso delle persone…

  • Grazie Morna. Per quanto riguarda i tracciamenti posso solo dirti che anche qui in Friuli sono salatati da mo’… Intanto godetevi un minimo di serenità ritrovata.

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