Giochi da femmine, un vecchio cliché

bambino con giochi da femmina

I giochi da femmine sono preistoria. Per fortuna. Parlare di giochi di genere è tanto inappropriato quanto parlare di giochi per maschi. Il gioco è un’attività universale e non prevede alcun distinguo o confine.
Infatti cade in errore chi immagina che esista una netta separazione di propensioni o attitudini. Se il gioco è fantasia ed emulazione allora tutti possono cimentarsi in qualsiasi ruolo e attività. I limiti di genere sono ormai un vecchio cliché del passato che devono essere superati in modo trasversale.
Per fortuna chi si occupa della vendita dei giocattoli sta già interpretando l’evoluzione dei tempi. E traduce i princìpi in metodi educativi. Come accade per Sherwood Store, il network si siti tematici per bambini.

I giochi da femmine: un vecchio cliché

I giochi da femmine rappresentano un retaggio culturale ormai trapassato. E non solo perché si tende a considerare il gioco come esercizio di emulazione degli adulti. O come espressione della fantasia e della creatività. Ma soprattutto perché finalmente viene considerato uno strumento fondamentale per sviluppare delle abilità. Oltre che capacità di gestione degli eventi e di problem solving. Quindi cimentarsi a “vestire” i panni di una bambola o quelli di un poliziotto ha lo stesso valore educativo.
In questo modo il bambino avrà la possibilità di sviluppare empatia e costruire relazioni sane. Tese al rispetto dell’altro nell’ottica di una equilibrata convivenza.

La formazione di un bambino scevra da pregiudizi e limiti educherà un adulto dai sani principi. Per questo la scelta dei giochi fin da piccolissimi si rivela fondamentale. Particolarmente lungimirante è la selezione dei giocattoli fatta da Mylearningtower.com. Qui un bambino potrà scegliere anche una Barbie giocattolo come regalo personale.

I giochi di ruolo

Nella vasta gamma dei cosiddetti giochi da femmine meritevoli di correzione c’è la cucina giocattolo.
Le cucine sono autentici scrigni di creatività e fantasia che comportano arricchimento e socialità. Intanto perché la cucina non è più il luogo riservato alle sole donne incaricate della preparazione del pranzo. E poi perché la cucina è il luogo della condivisione e della contaminazione tra generi.
Qui i bambini si incontrano non solo per interpretare i ruoli di genere. Ma anche per approcciarsi agli alimenti: cucinare significa conoscere i cibi e le tecniche di cottura, ma anche confrontarsi con i gusti e addirittura con usi e costumi di diverse realtà.

In cucina non esistono i giochi da femmine, ma solo giochi.
Da solo o in compagnia il bambino può spaziare con la fantasia e sperimentare tutto ciò che gli è possibile. Grazie ai prodotti selezionati sia dal sito giochinlegno.it ogni barriera di genere viene abbattuta. Ogni attività diventa occasione di apprendimento e contaminazione. Dalla scelta dei cibi da cucinare al modo di apparecchiare la tavola. Dall’utilizzo di alcuni utensili ai tempi di cottura stabiliti. Il gioco è occasione di conoscenza e consente di superare nuovi limiti. Quindi di crescere.

Il gioco empatico

Le attività che si possono svolgere nello spazio della cucina consentono di sperimentare l’empatia. Ognuno ha la possibilità di “mettersi nei panni degli altri” e di alimentare sensibilità. Oltre all’educazione ad esercitare il concetto di libertà.
Né maschi né femmine dovranno limitarsi ed evitare di varcare alcuni confini di genere.
Questo implica che il papà o la mamma per effetto dell’emulazione saranno coinvolti nello svolgimento di tutte le mansioni. Nessun compito si affida prioritariamente a uno dei due. E ognuno saprà comprendere le difficoltà che incontra l’altro, costruendo collaborazione.

Questo modo di fare educa non solo al rispetto e a un atteggiamento di maggiore predisposizione all’ascolto, ma anche a sviluppare atteggiamenti e attitudini di cittadinanza attiva. Questo metodo sarà applicabile a tutti i giochi e giocattoli. Incluso il travestimento con trucchi sgargianti o scarpe buffe. Ogni bambino ha il diritto di sperimentare le azioni che più lo incuriosiscono. Ha il diritto di manifestare le proprie emozioni e di alimentare le proprie attitudini.

I giochi all’aperto

Per sdoganare il pregiudizio sul distinguo tra giochi da femmine e giochi da maschi è possibile trarre spunto dai giochi all’aperto. Qui le differenze di genere non hanno basi.
Nei giochi all’aperto non esistono ruoli ma solo obiettivi da raggiungere. Ovvero la definizione di una meta comune che sviluppa collaborazione e spirito di gruppo.

Ognuno diventa un elemento di un corollario univoco che si coordina per cooperare e ottenere il risultato.
In particolare facciamo riferimento ai giochi di squadra che implicano capacità motorie e quindi spirito agonistico. Che sia nascondino o palla prigioniera, o ancora giocare con la terra, non importa!

I giochi da tavolo

Come per i giochi all’aperto anche per i giochi da tavolo non si parla di giochi per femmine. In questo caso l’adagio che segna il gioco è lo spirito di collaborazione. Anche qui si azzerano le differenze di genere e si lascia prevalere l’intuito e l’intelligenza emotiva.

La capacità di esercitare l’intuito e la memoria prescindono dal distinguo dei giochi da femmine o da maschi. Non esistono ruoli e ognuno concorre al raggiungimento dell’obiettivo finale. I giochi da tavolo sono naturalmente inclusivi e stimolano lo spirito di squadra. Sono grandi costruttori di collaborazione e superano ogni barriera di genere. Le differenze che ancora resistono sono il frutto di antichi retaggi culturali.

Ma è proprio partendo dal gioco che è possibile smantellare certe sovrastrutture e costruire nuovi gradini evolutivi e di civiltà.

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