Esame orale di terza media

esame orale terza media

L’esame orale di terza media è uno dei più grandi ostacoli da superare per tutti gli studenti che completano il ciclo di studi alle scuola secondaria di primo grado.

 Il primo grande esame, insieme alle prove scritte, da sostenere nella carriera scolastica .

Esami di terza media: materie e date

Iniziamo dicendo che l’esame di terza media (nel 2022) prevede due prove scritte, una di Italiano e una sulle competenze logico-matematiche.

Successivamente ci sarà un colloquio orale volto a verificare le competenze linguistiche (sia per l’inglese sia per la seconda lingua comunitaria) e l’Educazione civica. 

Per quanto riguarda le date di inizio degli esami, nonostante ci sia un’indicazione a livello statale (la settimana in cui si concludono le lezioni), la decisione è autonoma e quindi diversa per ciascun istituto.

La votazione finale dell’esame terza media (nel 2022) é espressa in decimi e può essere accompagnata dalla lode.

Esame orale di terza media

Negli ultimi due anni, l’esame orale é stata l’unica prova che gli studenti italiani sono stati chiamati a sostenere.

Dal 2022 l’esame di terza media torna ad assumere le caratteristiche pre pandemia con il reinserimento delle prove scritte.

Fino al 2019, infatti, erano previste tre prove scritte (italiano, matematica e inglese) ed un esame orale.

L’esame orale resta, comunque, il modo di testare non solo le conoscenze acquisite, ma anche l‘argomentare, riflettere e dimostrare il proprio pensiero critico.

Generalmente dura circa 30 minuti e tocca diverse materie e argomenti trattati durante l’anno scolastico.
Possiamo definirla un’interrogazione multidisciplinale.

A porre le domande c’è una commissione costituita da tutti i docenti dei consigli delle classi terze, compresi i docenti di sostegno e di strumento musicale.
La commissione è presieduta dal dirigente scolastico della scuola sede d’esame.

Esame orale di terza media: i genitori partecipano?

Un dibattito che si ripropone di anno in anno in occasione dell’esame orale è la partecipazione a questa prova da parte dei genitori.

Iniziamo dicendo che la legge italiana appoggia questa possibilità.

L’art. 6 c. 4 del DPR 487/1994 sancisce infatti che“Le prove orali devono svolgersi in un’aula aperta al pubblico, di capienza idonea ad assicurare la massima partecipazione”.

E’ quindi possibile per i genitori, ma anche per amici e parenti, così come gli altri studenti, presenziare alla prova orale.

Inoltre, come si legge dal decreto, l’aula deve essere “aperta al pubblico”, perciò deve essere assicurato il libero ingresso alla sala in cui si tiene l’esame orale.
Questo ovviamente sempre in rispetto delle norme relative alla capienza dell’aula stessa.

Un’informazione in più: gli studenti che per comprovate e documentate condizioni non possono lasciare il proprio domicilio, è prevista la possibilità della videoconferenza

E’ consono per un genitore partecipare all’esame orale di terza media?

Appurato il fatto che è possibile per un genitore partecipare, la domanda successiva è se sia consono farlo.

Come in ogni cosa vige il buon senso e soprattutto la volontà del proprio figlio o figlia.

Proviamo a dare comunque qualche suggerimento sul quale poter ragionare.

Prima di tutto trattandosi di un esame, il primo grande esame a livello scolastico, è da considerarsi come una prova a cui i ragazzi si sottopongono e che serve loro nel cammino di crescita.

Affrontarla da soli, significa anche gestire una situazione complessa in autonomia.

D’altra parte, per un genitore presenziare all’esame orale è un modo per essere partecipe di questo primo grande traguardo del proprio ragazzo o della propria ragazza.

Insomma un decisione non facile per la quale, come anticipato, potrebbe giocare un ruolo fondamentale l’aspettativa del proprio figlio.

In generale, ci si potrebbe anche confrontare con gli altri genitori e valutare di comune accordo una linea da seguire in modo da mettere tutti i ragazzi nelle stesse condizioni, anche se, lo sappiamo, alle medie non c’è generalmente tra i genitori una grande comunicazione.

La vera domanda da porsi è: la mia presenza è un ostacolo o un valore aggiunto?

Rispondiamoci in tutta sincerità: magari nostro figlio/nostra figlia non ha il coraggio di dirci che lo/la imbarazziamo, siamo fuori luogo, lo/la intimidiamo, vuole vivere questo momento con il gruppo di coetanei o cercare lo sguardo del ragazzo/della ragazza che gli/le piace e non quello della mamma/del papà.

Che dite?

Non è forse il momento di farsi da parte, salvo che davvero nostro figlio/nostra figlia ci richieda?

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