La Technoference: l’interferenza della tecnologia nelle relazioni

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Qual è il ruolo della tecnologia nelle nostre relazioni?

E’ evidente come i cambiamenti e le evoluzioni della società hanno avuto un impatto sulle persone e sul loro modo di relazionarsi.

La rivoluzione digitale, che cancella confini e ribalta le regole della comunicazione online e offline, sta influenzando anche le dinamiche delle nostre relazioni intime a diversi livelli. Ad oggi, infatti, la tecnologia è divenuta una presenza fissa nelle vite di ognuno di noi, che può inserirsi come un vero e proprio “terzo oggetto” elettronico nelle relazioni tra le persone, con la potenzialità di condizionarne la qualità ed orientarne l’evoluzione e il decorso.

Che cosa comporta l’utilizzo della tecnologia nelle relazioni?

L’uso dei dispositivi tecnologici nelle relazioni affettive è da considerare sia nelle sue potenzialità positive, sia nei suoi rischi.

Nel primo caso, ad esempio, scambiare messaggi, foto e video con il proprio partner per condividere qualcosa e mettersi in connessione sembra avere effetti molto positivi sull’intimità: ormai quasi la totalità delle coppie utilizzano applicazioni di instant messaging (es., whatsapp) per comunicare il proprio affetto al partner e, soprattutto a chi vive una relazione a distanza, dà la possibilità di creare più facilmente dei momenti di intimità che favoriscono la vicinanza emotiva in assenza di quella fisica.

Tuttavia, l’afisicità che contraddistingue il cyberspazio implica una comunicazione spesso svuotata di gran parte delle sue caratteristiche peculiari: si pensi a tutte quelle informazioni che riguardano il “non-verbale” come la postura, il tono della voce, lo sguardo e l’espressione.

L’assenza di questo registro può portare più facilmente ad incomprensioni o ad interpretazioni sbagliate dei messaggi (testi ed emoticon). Ma c’è dell’altro.

Che cosa significa Technoference?

Technoference è il nome che è stato attribuito al modo in cui la tecnologia intereferisce nelle relazioni e nelle situazioni sociali

Il termine deriva dalla fusione delle due parole inglesi “technology” ed “interference”. McDaniel, in una ricerca del 2013, ha utilizzato per la prima volta questa parola definendola come “momenti e modi in cui i device tecnologici disturbano, interrompono e/o si intromettono nella comunicazione e nelle interazioni della coppia o della famiglia, nella vita di tutti i giorni”. Il concetto di technoference ha contribuito a creare una nuova area di ricerca in ambito clinico: l’attenzione si sposta dalla psicopatologia internet-correlata (es., pornografia) verso un uso della tecnologia che può causare interruzioni e intrusioni in diversi tipi di rapporti interpersonali. 

La tecnologia come influisce nelle nostre relazioni?

La tecnologia può interferire in diversi modi le nostre relazioni. Basti pensare, la tendenza a distrarsi con lo smartphone mentre si è in compagnia del proprio partner, nota come “Partner Phubbing (o anche phone snubbing)”.

L’uso della tecnologia spesso assorbe quasi totalmente tempo e risorse che invece potrebbero essere investite nella relazione.

È infatti importante notare come la tecnologia sembra interferire proprio nei momenti in cui le coppie decidono di trascorrere del tempo insieme, durante le conversazioni, i pasti condivisi e a letto prima di addormentarsi.

Quando una persona decide di utilizzare il telefono durante il tempo libero trascorso insieme, preferendo utilizzare la tecnologia piuttosto che spendere tempo con l’altro, l’intimità può fortemente risentirne e possono nascere sentimenti di esclusione nel partner con conseguenti vissuti di frustrazione, trascuratezza e gelosia.

Inoltre, quando il tempo trascorso connessi sembra togliere spazio al tempo da dedicare alla relazione, il conflitto e l’aggressività in una coppia tendono ad aumentare, con effetti negativi sull’intimità, la soddisfazione relazionale ed il più ampio benessere personale. 

Perché siamo così attratti dalla tecnologia?

Si può ben comprendere come, all’interno della società consumistica di oggi, le caratteristiche proprie della tecnologia la rendono appetibile, dal momento che essa garantisce un facile accesso ad una quantità immensa di contenuti gratificanti, soddisfacendo nell’immediato bisogni ed esigenze.

Così, si è spesso attratti dal dispositivo e dalle sue potenzialità virtuali piuttosto che dall’ambiente circostante e difficilmente si riesce a rimandare il desiderio di controllare eventuali notifiche, anche quando si è in compagnia del proprio partner, in un momento di condivisione e intimità.

Anche se spesso in maniera inconsapevole, nel caso dell’interferenza della tecnologia, la persona sceglie volontariamente di distrarsi in presenza del partner per cedere alla gratificazione di controllare le notifiche o rispondere ai messaggi. Il meccanismo è lo stesso sia in caso di notifiche indirette (giochi, like e interazioni nei social network), sia rispetto all’invio di messaggi diretti (fino al limite estremo dell’utilizzo di app per incontri o di flirt).

Quello che fa la differenza è quanto questo fenomeno sia presente (a livelli diversi è presente in tutte le coppie) e che peso assume (cioè quanta sofferenza porta) nelle diverse coppie.

Come si può gestire il rapporto con la tecnologia nelle relazioni?

In ambito clinico, è necessario lavorare per riconoscere, pensare e gestire il cambiamento che le nuove tecnologie hanno portato nelle nostre relazioni intime. Nell’affrontare tale sfida, una consulenza sessuologica può offrirsi come spazio fisico e mentale di ascolto al fine di svelare cosa sempre più spesso può celarsi dietro una crisi di coppia, di comprendere nuove fonti di frustrazione, conflitto, insoddisfazione relazionale e malessere individuale, con l’obiettivo di aiutare i partner a fare della tecnologia un uso funzionale e non lesivo del loro benessere personale e di coppia.

In tale senso, anche un percorso breve di poche consulenze potrebbe aprire ad entrambi i partner uno spazio di riflessione sulle difficoltà che la coppia sta vivendo, sulle implicazioni negative dei comportamenti disfunzionali legati all’uso della tecnologia, e sui possibili significati celati dietro questo tipo di utilizzo. Inoltre, questo tipo di intervento può essere utile all’acquisizione di una solida consapevolezza rispetto a ciò che di prezioso, spesso senza rendersene conto, si sta togliendo all’intimità della coppia, al riconoscimento e al rispetto reciproco, fornendo al tempo stesso gli strumenti utili a recuperarli.

Se diventa una dipendenza patalogica come possiamo trattarla?

Nel caso in cui questa dipendenza da tecnologia diventa patologica e quindi compromette la nostra vita è importante rivolgersi a uno specialista. Su Hedepy sarà possibile ottenere una prima seduta gratuita e poi le restanti seduta a 39 o 49 euro in base allo specialista scelto.
In caso in cui il problema riguarda la coppia è possibile intraprendere anche percorsi di coppia 

Articolo scritto dalla dott.ssa Maria Grazia De Santis, psicologa di Hedepy

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