venerdì 20 ottobre 2017

Fenomenologia della mamma: la Mammina Pancina (e tanto amore)

La Mammina Pancina (e tanta sfiga, no, scusate, tanto amore) è una figura che ci si augura essere mitologica, una roba tipo corpo di donna e testa di Medusa o corpo di babbazza con testa da pollo.

Esiste da sempre, ma è diventata davvero famosa grazie al Signor Distruggere, presente?

Qualcuno narra di averne incontrate davvero, e la descrizione è più o meno questa:

La Mamma Pancina quando pensa di volere un figlio (spesso per sistemarsi con un fidanzato con cui secondo lei sta vivendo una vita da sogno, tanto che infatti lui le ha detto che non la ama più o ama un'altra o proprio non la tollera) non tromba, no.

Lei si propizia la gravidanza bruciando assorbenti sul terrazzo.


giovedì 19 ottobre 2017

I bambini e la magia: Dorothy e le meraviglie di Oz



Essere un bambino è meraviglioso per tanti versi, primo tra tutti per quel saper credere ingenuamente e assolutamente a molte cose, soprattutto se magiche. 
Che si tratti di Babbo Natale o del Coniglio Pasquale, della Fata o del Topolino dei Dentini, poco importa.

I bambini si fanno (e, ahinoi,ci fanno!) mille domande sul funzionamento delle cose, sulla realtà dei fatti, sulla vita e sulla morte, ma poi si bevono come niente la scomparsa sotto ai loro occhi della metà del corpo di una donna ad opera di un mago e credono che sia normale che un coniglio bianco possa comparire d'improvviso in un cilindro nero col fiocco rosso.

Ci avete mai fatto caso? 

mercoledì 18 ottobre 2017

La febbre nei bambini: qualche consiglio per capire cosa fare

Alzi la mano chi non si è mai preso un coccolone quando il termometro ha sentenziato: 39.5! La prima volta la tentazione è quella di chiamare il pronto soccorso (o correrci, scommetto che qualcuna di voi l'ha pure fatto, vero?), poi purtroppo, in molti casi, ci si rende conto che nei bambini è una cosa piuttosto comune. Anche troppo. 

Ci sono però mamme che si agitano più facilmente, altre che sono più easy, o ancora certi sintomi e reazioni che sono insignificanti e altri che invece non vanno sottovalutati. Giorni fa abbiamo partecipato ad un evento - #CheGiunglaQuestaFebbre - in cui si spiegava proprio cos'è la febbre e come comportarsi. Abbiamo raccolto le informazioni più importanti e oggi le condividiamo con voi, sperando vi facciano vivere i malanni più serenamente!

LA FEBBRE NEI BAMBINI


Molto spesso, la febbre è percepita come una malattia, in realtà si tratta soltanto di un sintomo: la temperatura corporea, che varia durante la giornata (nel pomeriggio e prima serata è più alta, la notte più bassa), è regolata dal cervello, che scatta appena l'organismo è in qualche modo "aggredito", reagendo così con un alzamento della temperatura.

Quando si tratta di febbre? Dopo i 37.5. E quando si danno medicine? Dipende molto dal bambino: se è tranquillo, non ha dolori, vive normalmente, non c'è bisogno di dare NULLA, nemmeno se la temperatura si alza. Se invece diventa sofferente e insofferente, allora potete somministrare un anti-piretico. Sapete che fanno al nido comunale a Parigi? Ti chiamano quando tuo figlio supera i 38, prima no: e se il bambino sta bene, se lo tengono, se invece è sofferente ti chiedono SE PUOI andare a prenderlo!

Come si misura la febbre? Sotto l'ascella! Oppure coi termometri a infrarossi. Ma evitate in ogni modo quella sublinguale, non affidabile, e quella rettale, invasiva anche per i neonati. 


Cosa fare quando un bambino ha la febbre? Prima di tutto evitate di vestirlo troppo, non serve a niente, a meno che non stia morendo di freddo. Il corpo emana già abbastanza calore di suo e non ha assolutamente bisogno di essere coperto, come invece si pensa spesso "sennò prende freddo". Evitate di tenerli vicini a fonti di calore, tipo il termosifone, ma evitate anche le docce fredde o il ghiaccio, perché rappresentano uno shock termico. Dimenticatevi quindi le spugnature fredde della nonna, che non servono a niente. Cosa fare assolutamente? Bere tanta acqua, che aiuta ad espellere le tossine. 

Quando dare un medicinale? Dopo i 38.5 e se il bambino prova un disagio o soffre, tipo ha un forte mal di testa, dolore alle ossa, insofferenza globale (nei piccolini si riconosce perché piangono, non vogliono giocare, si lamentano di tutto, ecc). 
Che medicinale dare? O uno a base di ibuprofene (che ha funzioni anti-piretiche, analgesiche e anti-infiammatorie) o uno a base di paracetamolo (che ha funzioni anti-piretiche e analgesiche). 
Potete scegliere tra sciroppi, supposte o compresse, dipende dall'età del bambino e dalle sue preferenze (alcuni piccoli rifiutano lo sciroppo, altri si dimenano per le supposte, e via dicendo, gli esperti all'evento hanno consigliato quelli orali, comunque, perché se l'ampolla rettale è piena di cacca l'assorbimento è minore). Ricordatevi che, trattandosi di medicinali, non dovete assolutamente darli sistematicamente, ma dovete valutare la situazione, quindi quanto è alta la febbre e come sta il bambino, altrimenti sono del tutto inutili perché il corpo fa comunque il suo dovere.

Quando preoccuparsi in caso di febbre? Nel primo mese di vita dai 37.5 bisogna sempre correre dal dottore, sotto i tre mesi sempre consultare il (andare dal) medico se la febbre supera i 38. Tra i 3 e i 6 mesi dovete preoccuparvi non tanto per la temperatura, ma per un eventuale disagio del bambino. Meglio uno scrupolo in più, comunque!

Esistono anche le convulsioni febbrili, che si manifestano nel 2-5% di casi dei bambini tra 6 mesi e 5 anni con febbre. In questo caso, bisogna andare al pronto soccorso le prime volte che succede e fare attenzione alla durata delle convulsioni, che di norma è inferiore ai 3 minuti. Fino ai 5 anni è una cosa piuttosto normale perché il bimbo sta crescendo e purtroppo non esiste nessun modo di prevenirle. 

Cosa fare in caso di convulsioni? Controllarne la durata, NON mettere mani in bocca o simili, sdraiare il bambino e allontanare oggetti. Una volta terminata la convulsione, va sdraiato su un fianco, in posizione chiamata di sicurezza. 
Ricordatevi che può succedere a chiunque, quindi niente panico: andate al pronto soccorso se vi capita e vi consiglieranno bene come comportarvi. 

E il dolore nei bambini? Come si valuta? La loro soglia del dolore è più alta della nostra, quindi non sottovalutatela, e i dolori notturni sono sempre più intensi. Pensate al mal d'orecchie, se l'avete provato, e poi pensate se vi dicono "ho male all'orecchio"... Be', ci sta che abbiano MOLTO male! 

La febbre è un elemento spesso costante e del tutto fisiologico della vita di un bambino: virus, batteri, reazioni a elementi che ancora il corpo non conosce, è tutto normale! Spaventatevi se vostro figlio è neonato o se ha comportamenti che non avete mai visto, chiamate il medico se vi fa stare più tranquilli ma non angosciatevi, non serve a niente!

E buon inverno a tutte :) 

Evento realizzato con il patrocinio della Casa Pediatrica ASST Fatebenefratelli Sacco e il contributo non condizionato di Reckitt Renckiser

martedì 17 ottobre 2017

I figli sono di chi li cresce

Famiglia è un posto dove c'è amore, quello che non chiede niente, che si dona e basta, è riconoscersi dal profumo, ritrovarsi in un abbraccio, stare insieme appena si può.

Famiglia non è semplicemente fatta di mamma e papà, è fatta dal cuore, non importa di chi.

Perché i figli sono di chi li cresce, non conta nulla averli messi al mondo.

Qualche consiglio sull’allattamento, senza prese di posizione

allattamento artificiale


Qualche giorno fa abbiamo partecipato ad un evento a Bimbinfiera, a Milano, in cui degli esperti hanno parlato di allattamento. Apriti cielo: degli uomini che parlano di allattamento, saranno sicuramente disinformati! Per non parlare degli interessi economici. E invece no. Hanno detto prima di tutto che l'allattamento al seno è sempre la scelta migliore, che dobbiamo informarci, lottare, provarci, se vogliamo che abbia successo. Ma hanno anche detto che a volte, pur facendolo, non va come vorremmo. E grazie, grazie per averlo detto. Perché io avevo in mente una cosa, ed è stata tutt'altra.

Ho avuto due bambine e ho allattato entrambe le volte. Senza successo, direbbe qualcuna, facendo comunque del mio meglio, direbbe qualcun’altra. È sempre una questione di prospettive. 
Questo post vuole essere quindi un piccolo supporto per tutte quelle mamme che ci stanno passando, o stanno per passarci, e hanno mille domande, mille dubbi, mille difficoltà. 
Perché sì, il primo punto è proprio questo: allattare non è sempre facile, anzi. 

Non credo di dire qualcosa di sbagliato. Ci attacchiamo sempre al fatto che è sempre stata la cosa più naturale del mondo ma… a parte che io in quel mondo non c’ero, ma soprattutto il mondo cambia. Oggigiorno una donna è sottoposta a mille domande, è super stressata da diversi punti di vista, e l’allattamento, più che una cosa naturale, sembra diventata una cosa di interesse comune. 

Be’, ve lo dico: non lo è. È solo di interesse vostro e del vostro bambino. Questo tenetelo SEMPRE a mente, perché nessuno può permettersi di dirvi cosa e come fare. 

Detto questo, io sono una di quelle donne che PRIMA - prima di partorire, prima di allattare, prima di essere madre - pensava di avere tutte le risposte. Sapevo esattamente cosa e come avrei fatto, e quindi sapevo che avrei allattato a richiesta, ovunque e comunque, perché in fondo è naturale, no?, e a termine, of course. È andata un po’ diversamente, e per tanti motivi. Perché sì, può andare come ti eri prefissa, ma a volte no, non ci va, perché tu ti senti diversa da come pensavi, perché tuo figlio è diverso da come credevi, ecc. 

Quindi, prima che arrivino le mamme che “non ci hai provato abbastanza” o “è solo ignoranza”, vi dico che ero così documentata che le ostetriche in ospedale ne sapevano meno di me, nonostante fossero lì per aiutarmi. Ho aggiustato io l’attacco di mia figlia in un attimo, ho avuto subito la montata, l’ho allattata a richiesta per un mese, finché ho visto che lei aveva ritmi diversi e l’ho assecondata. Quando urlava disperata alla sera e io non capivo perché, il seno la innervosiva ancora di più, e certe mamme che mi dicevano “il seno calma tutto”… col cavolo! Parla per tuo figlio, non per la mia! 


lunedì 16 ottobre 2017

I piedini dei bambini: come occuparsene, cosa fare, cosa non fare e quando






Ci accorgiamo di quanto sia importante camminare correttamente quando la schiena ci presenta il conto e, ahimè, ormai è troppo tardi per rimediare.

Un piede che appoggia a terra in modo innaturale se da bambini può essere solo motivo di prese in giro o un difetto poco visibile, dai 30 anni si trasforma in dolore. E io ne so qualcosa.
So anche che quando ossatura e muscolatura si sono ormai sviluppate, possiamo solo intervenire per lenire il dolore e le infiammazioni, ma nulla può più risolvere definitivamente la situazione.


Ecco perché credo che sia fondamentale che un genitore presti la massima attenzione allo sviluppo scheletrico dei bambini, soprattutto dei loro piedini, e al modo in cui camminano.


mercoledì 11 ottobre 2017

E se aiutassimo una scuola?



Giorni fa, su Facebook, Chiara parlava delle situazioni di disagio che a volte ci sono intorno a noi e di cui purtroppo non ci rendiamo nemmeno conto. Anche qui a Parigi, la maestra di materna ci spiegava che nelle classi sono sempre più presenti alunni in difficoltà, le cui famiglie non riescono a far fronte a tutto. Senza parlare del fatto che le scuole stesse, spesso, devono tirare la corda o fare affidamento sui genitori per uscite, materiali, ecc. 

Per questo mi sento di promuovere con il cuore aperto e senza alcun dubbio l’iniziativa che TotalErg ha lanciato in Italia, “In viaggio per la scuola”. Vi ho già raccontato della nostra estate itinerante e dato qualche consiglio per viaggiare tranquilli (o almeno provarci, dai!) coi bambini, ed oggi voglio invece raccontarvi della mia esperienza con questa iniziativa promossa dalla compagnia italo-francese. 

In viaggio per la scuola non è altro che un “prolungamento” di una semplice raccolta punti. Funziona così: tutti coloro che hanno la tessera fedeltà TotalErg potranno raccogliere i “ punti Scuola” fino al 30 aprile 2018 sostenendo così una scuola. Ma come?

Sarà possibile aiutare la scuola in tre modi diversi:

- consegnando il buono scuola direttamente alla scuola scelta; tutte le scuole iscritte all’iniziativa commerciale “In viaggio per la Scuola” riceveranno un’urna in cui i clienti potranno inserire il buono scuola.

- consegnando il buono scuola direttamente al Gestore della stazione di servizio. Il cliente potrà conoscere la scuola che sta aiutando chiedendolo direttamente al Gestore. 

- attraverso l’APP TotalErg, nella sezione “In viaggio per la Scuola”, con un semplice clic direttamente alla scuola preferita.

L’invito è ovviamente aperto a tutti, anche a chi non ha bambini in età scolare. Ma quale scuola scegliere, in questo caso? Il consiglio che abbiamo dato noi ad amici e parenti e che abbiamo attuato è di scegliere una scuola che, per fatti di cronaca o per vostre conoscenze, possa essere più in disagio e in deficit di materiale, come per esempio scuole delle zone colpite dal sisma o di altre aree in forte difficoltà economica.

A volte fare un gesto per gli altri non significa mettere mano al portafogli, spostarsi, occupare il proprio tempo. A volte basta veramente un gesto quotidiano, come quello di fare rifornimento, per contribuire nel proprio piccolo ad un mondo migliore.

Perché a volte basta davvero poco, per fare la propria parte. Non trovate?

martedì 10 ottobre 2017

Le 5 minchiate che affossano le mamme

Sabato abbiamo tenuto un discorso (o almeno doveva esserlo, poi si è trasformato in uno sketch comico, ma nostro malgrado) ad un incontro di donne molto fighe.
Noi ovviamente abbiamo contribuito ad abbassare il livello della giornata, ma almeno ci siamo fatte 4 risate, e ci pare che anche la platea si sia divertita almeno quanto noi.

Il tema era la Donna e di come rischia di perdere la propria identità quando diventa mamma.
Noi, al nostro solito, abbiamo sdrammatizzato, individuando le 5 minchiate che sentiamo più frequentemente e che secondo usiamo spesso per autosabotarci.

Ecco quindi a voi la top five delle 5 cose che ci vengono più spesse dette e più ci fanno incazzare. Consentiteci di chiamarle minchiate, ma in senso affettuoso, si intende.
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In quinta posizione troviamo


5.   "Beata te che lavori, così ti rilassi"


Nell'ambito dell'eterna diatriba tra lavoratrici e mamme full time, si sente spesso questa frase.
Ci disturba perchè è sessista: chi direbbe mai ad un uomo che lavora per rilassarsi?
Anzi, un uomo si tende a  giustificare quando torna dal lavoro: poverino è stanco, non può stare con i bimbi perchè deve riposare e simili.
Una volta mi sono presa una cazziata da mia mamma perchè le ho detto che mio marito stava preparando la cena: "cosa??? Poverino, ha lavorato tutto il giorno e deve farSI la cena??! Ma che moglie sei?!"
Ora, a parte che ci sono due figliuoli che fino a prova contraria sono pure suoi, ma ... ed io?!
Io invece non avevo lavorato come e quanto lui, no, io ero andata al mio ufficio-spa, ovvio.

Il nostro lavoro conta tanto come il lavoro di un uomo, quindi no, nessuna di noi va a rilassarsi, si va a lavorare, a produrre, si va per passione o per necessità, ma non certo per hobby.
Che poi stare a casa con nanetti urlanti sotto i tre anni possa essere più stancante, nessuno lo mette in dubbio, sia chiaro.

4 Da quando ho un figlio non ho neanche il tempo di farmi una doccia


E' noto che le donne che diventano mamme puzzano, vero?
Non si ha tempo di farsi la doccia, di farsi la ceretta, figurarsi di vestirsi.
Su dai, escludendo i primi giorni a casa, una doccia è raramente un dramma.
Io li mettevo nella sdraietta e li intrattenevo con facce buffe mentre mi docciavo, ma se avete figli gremlins quando torna il papà 5 minuti si trovano, vivaddio.
Se stanno in piedi, doccia (o bagno) assieme, ed è fatta.

lunedì 9 ottobre 2017

Passeggino o triciclo?




Molto spesso quando i bambini scoprono di riuscirsi a muovere con le loro forze, cominciano a non apprezzare più l'essere trasportati. Generalmente questo rifiuto comincia con la fase del gattonamento o con quella dei primi passi, intorno ai 9-12 mesi
Fare sedere un bambino in quella fase su un passeggino può diventare un'impresa titanica: i bambini vogliono essere parte del movimento e non lo accettano più passivamente. E noi? Noi li assecondiamo quando possiamo, ma non sempre abbiamo quell'ora e mezza che è loro necessaria per fare 200 metri, vero?

E quindi? Che si fa?


venerdì 6 ottobre 2017

Perché non facciamo le mamme?



Ieri mattina.
Milano, asilo nido.
Interno giorno.

"Mamma", mi chiama un'educatrice del nido "dovremmo chiederle l'autorizzazione per poter far giocare con una crema i bambini: sa, si spalmano, imparano a prendere contatto con il proprio corpo, a conoscerlo...".

"Ok, nessun problema!"

Lei prosegue: "Volevamo spiegarle che usiamo una crema che non contiene particolari sostanze aggressive, se vuole vederla è questa e..." 


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