venerdì 24 giugno 2016

Un regalo bellissimo (sottotitolo: internet, colonie estive, dubbi, varie ed eventuali)

Ho in bozze un paio di post in cui massacro social e blog(ger) (ma sono troppo cattivi e li lascio sedimentare, magari migliorano come il vino), ho eliminato facebook e messenger dal cell, insomma mi sto trasformando in mio marito, che non ha nemmeno i dati sul cellulare.

E infatti, come avete forse notato (lo avete notato? Sì vero??), sono un po' sparita.
Ed è anche perchè sto dedicando maggiori energie al "reale", figli, lavoro, amici, me stessa, e mi restano poche risorse, sopratutto mentali, per il resto.
In genere torno qui per lamentarmi, per raccontare un problema o una difficoltà, e non perchè io di carattere sia una lagna, ma semplicemente perché  i vostri commenti sono sempre stati un grandissimo toccasana, quindi quando qualcosa non va, alla fine è da voi che corro.
Le pacche sulle spalle, i consigli, la comprensione, ma anche i punti di vista diversi, sono stati davvero un aiuto prezioso in tante occasioni, a cui non so rinunciare.

E a volte il mondo virtuale regala emozioni inaspettate.
Vi racconto.

Mirtillo ha iniziato una colonia estiva. Lo sapete che io mi sento in colpa, perchè per me l'estate è libertà, è tempo, è noia, è blabla, e che mi dispiace tantissimo non fargli vivere quello che ho vissuto io.
Ma non si può e basta, c'è poco da fare.

giovedì 23 giugno 2016

Elogio alla via di mezzo

Sono nata in un mese di mezzo, e infatti adoro le mezze stagioni.
Nella vita non amo le mezze misure: o è bianco, o è nero. 

Ma nella maternità, eh no, nella maternità io sono la fautrice della via di mezzo. 
La nemica numero uno degli estremismi. 
La portatrice di banalità. 

Ho allattato, ma non a lungo. 
Ho usato il biberon, ma non avevo nemmeno lo sterilizzatore.
Ho dato il ciuccio, ma a tre anni stop l'ho tolto.
Ho usato i pannolini lavabili, però che comodi quelli usa e getta. 
Ho usato tantissimo fascia e marsupio, ma che figo era il mio passeggino ultra-leggero?
Ho autosvezzato, ma quanti passati di verdura si sono mangiate!
Che guardino la tv, con tutti i libri che leggono. 
Che giochino ogni tanto con l'iPad, con tutti i giochi che facciamo. 
Che mangino i nuggets col ketchup, con tutti i broccoli (e le cipolle) che si scofanano. 
Faccio le torte, ma viva gli Oreo. 
Ho lavorato tanto, ma quante serate e quanti weekend ho passato con loro. 
Sono uscita la sera, ma quante volte ho detto di no. 
Urlo, ma poi spiego. 
I capricci a volte li verbalizzo, giuro, a volte rompono i coglioni e basta
C'è la volta in cui mi dico "oh cazzo, sono già le 14, tornano" e altre in cui "che bello, sono le 13, tra poco sono qui". 

mercoledì 22 giugno 2016

Non è cattiveria, è più...fanculo, cattiveria

Il tempo di un genitore è sempre troppo poco; che il poraccio lavori fuori casa o dentro casa, sempre poco è.

E un genitore che se ne fa di quel tempo?

Lo vorrebbe dedicare a sé, ai figli e alle proprie (2) passioni (rimaste).

È tempo prezioso e no,  non gli va di impiegarlo in cose inutili,  in discussioni sterili, in confronti non cercati, in risposte a critiche e a consigli non richiesti.

Ecco perché non passa tempo con voi,  non vi telefona,  non vi cerca, ha sempre una scusa validissima (tipo la diarrea del figlio o la cistite del gatto o quella caccola enorme da togliere dal divano nuovo) per non vedervi.

martedì 21 giugno 2016

Vita a Panama, episodio 4: quello che non mi piace

Itlaiani a Panama


Vi ho raccontato com’è vivere a Panama, quello che mi stupisce di più, come sono le donne… Oggi vi voglio raccontare come sia difficile, a volte, vivere in un posto così. 
Su Instagram vedete le foto della vista da casa mia, o delle domeniche in piscina, o dei weekend sulle isole: per carità, tutto vero, ma… C’è un ma. 

Vivere a Panama, cosa non mi piace


Panama era parte della Colombia fino a poco più di cento anni fa, e un paese occupato dagli Stati Uniti fino al 1999. Questo fa sì che non ci sia grande cultura popolare, né tradizioni, se non nell’interno del paese e nella parte caraibica (come per esempio San Blas), dove tutto è rimasto più “puro”. A Panama City, però, non c’è niente da fare.

Partiamo per esempio da una passeggiata.

L’unica passeggiata che si può fare è quella sulla Cinta Costera, che è il lungomare di fronte a casa mia. Che si trova accanto ad una via trafficatissima (vedi smog). Immaginatevi quindi 40 gradi, i clacson e la nube tossica. Vi passa la voglia, no? Altro posto è il Casco Viejo, la parte coloniale della città, davvero delizioso, ma ecco, un gelato la domenica pomeriggio. Il resto, è tutto un cantiere, buche, marciapiedi crollati, strade allagate se piove. Dimenticatevi le stradine italiane, i viali francesi, le grandi avenue americane: ncèncazz. Molti passeggiano nei mall, ma io potrei morire (di freddo e di noia). 

lunedì 20 giugno 2016

La madre passabile e possibile

In un mondo dove ogni madre normale,  tipo me, cerca di fare del suo meglio,  riuscendoci sì o anche no, ma provandoci e assolvendosi quando scappa la cazzata, che tanto la facciamo tutte, ecco il club delle madri impunite.
Quelle che NON ci provano proprio ad essere migliori.

venerdì 17 giugno 2016

Di mamme che lavorano e sensi di colpa

Sono figlia di genitori entrambi lavoratori.
Sono stata tanto coi nonni, tanto a scuola,  ho fatto le elementari a tempo pieno,  47 attività pomeridiane e d'estate ho frequentato oratori estivi, casa dei nonni, parchi coi nonni e spedizioni in montagna per settimane. Senza genitori.
Io e le mie sorelle abbiamo sperimentato corsi di ogni tipo,  dalla falegnameria alla cucina,  passando per il minibasket e per il nuoto, arrivando al ricamo.

Giuro che siamo vive.

giovedì 16 giugno 2016

Lettera di una futura mamma a parenti e amici

Cari amici, parenti, genitori, vicini, colleghi e chiunque sia in contatto con me,
come sapete aspetto un bambino.

Un bambino che arriverà tra poco, e che cambierà inevitabilmente la mia vita.

La mia, avete letto bene, non la vostra. Sì, certo, magari potrete essere coinvolti, ma il motivo per cui vi scrivo oggi è proprio perché sappiate, fin da subito, che io e il padre siamo i genitori, cercate di ricordarlo. Vi elenco qualche consiglio che spero seguiate alla lettera, proprio per far sì che io e il mio bambino siamo felici, sereni e non ci manchi niente.

- Non fate commenti sulla mia condizione: dirmi che sono troppo grossa, che esplodo, che non ho preso abbastanza peso, che la mia faccia è cambiata, ecc ecc non mi aiuterà a farmi sentire meglio. Quindi, tenetevi pure i commenti per i vostri vicini di casa non gravidi.

- Non chiedetemi ogni tre per due se è nato: a. se ho una panza più grossa di voi, che dite? b. già sono agitata di mio, perché dovete stressarmi ancora di più? Quando nascerà, lo saprete, tranquilli.

- Non fate le corse per venirci a trovare: abbiamo bisogno di riposo, non di essere invasi. Le visite fanno piacere, ma non quando si hanno le tette sempre al vento, i punti alla patata e le emorroidi. Mandatemi un messaggio e saprò io a dirvi se è il caso di passare o no.

- Non date consigli: se ho bisogno, chiedo. Se mi vedete in difficoltà con l'allattamento, se mi vedete stanca, abbattuta o altro, ascoltatemi, non parlate al posto mio. Ricevere consigli che non condivido o che non so mettere in pratica potrebbe buttarmi ancora più giù.

mercoledì 15 giugno 2016

La gravidanza e le cose che non ho capito

Ci sono cose della vita che non capisco, non ho capito e non capirò.

Alcune per disinteresse, altre perché richiedono più attenzione di quanto sia disposta a concedere loro, altre perché boh.


Ecco, della gravidanza io non ho mai capito:

1) come si calcolano le settimane e i mesi di gestazione


martedì 14 giugno 2016

Viaggi: come fare la valigia quando si hanno bambini


Valigia bambini


Potrà sembrare strano, ma molte persone al momento di dover preparare la valigia vanno nel panico, e finiscono non tanto per metterci più tempo del dovuto, ma soprattutto per portarsi dietro troppe cose. Una volta ho postato una foto su Facebook della valigia che stavo preparando per andare 10 giorni in Costa Rica in 4 e in moltissime si sono stupite di quanto poco portassi. Dopo anni di voli aerei, molti dei quali da sola, ho imparato per forza di cose ad ottimizzare. Anch’io quando ho iniziato a viaggiare, senza figlie, a 18 anni, portavo una valigia da 20 kg e spesso rischiavo pure di eccedere… Adesso partiamo con una da 15 in 4 e la considero già piena di cose inutili! 

Se state cercando qualche consiglio per fare la valigia in modo veloce, pratico e leggero, magari questo post vi servirà. Ovviamente questo è il mio metodo, non è detto che vada bene a tutti! 

Come fare la valigia quando si parte coi figli


Per prima cosa bisogna ammettere che il clima fa la differenza: andare in un posto freddo non solo prevede abiti più pesanti, quindi più ingombranti, ma spesso esclude la possibilità di lavare al volo in caso di macchia. Ma, ovviamente, ha anche un risvolto: al freddo si suda meno, quindi si ha bisogno di meno cambi!

lunedì 13 giugno 2016

Figlie femmine, sfatiamo i miti

Crescere bambine


Quando abbiamo scritto la fenomenologia della mamma di figlie femmine in tante si sono fatte una risata. Tante mamme di figli maschi hanno strabuzzato gli occhi e scosso la testa e tante di figlie femmine si sono indignate perché “loro assolutamente no”. 

Ma oh, a volte va presa anche con leggerezza, eh! 

Ecco 10 miti da sfatare sulle figlie femmine


1. Vestono solo di rosa

NO. Quelle sono alcune mamme che c’hanno ‘sta fissa. Poi per carità, a tante bambine il rosa piace davvero, tanti prodotti sono per forza in rosa, ma, incredibile!, alle femmine piacciono anche gli altri colori. Fanculo Peppa, quindi. 

2. Sono tranquille

Stoca…! Anzi, proprio stocazzo!, sfatiamo anche il mito che le femmine siano delicate. Ci sono bambine che DALLA NASCITA sono peggio di un terremoto, che non stanno mai ferme, si sbucciano le ginocchia tutti i giorni, si sporcano come porci in un letamaio andando semplicemente al parco con la nonnina e tirano giù la roba dagli scaffali nei super. Eh sì, care mamme di maschi.

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