venerdì 29 luglio 2016

Finalmente vacanze: di letture, concerti e Sicilia!

Sono molto stanca e molto poco ispirata, ma si dà il caso che Klarissa abbia appena partorito e Anya sia alle prese con tre bambine senza connessione o quasi.
Quindi, mi limito ad aggiornarvi un po' su di me.

Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze, finalmente.
Ma, come spesso accade nel mio lavoro, quello che non è successo nelle ultime due settimane, è successo oggi, tutto insieme: urgenze, nuovi clienti (ovviamente con questioni indifferibili, al 29 di luglio).
Ho anche vinto una scadenza fissatami oggi al...  21 agosto: senza parole.
Ma non voglio guastarmi questo giorno che attendevo da settimane.

Inizialmente avevo scritto che quest'anno le ferie sono state sudate, che arrivare da Pasqua ad agosto senza staccare è un'esperienza che in futuro avrei evitato volentieri, ma poi mi sono accorta  che avevo detto la stessa identica cosa l'anno scorso, mannaggia alla mia memoria da criceto.

L'estate dei bimbi è stata un incastro tra centri estivi più o meno apprezzati.
L'esperienza al lager è finita.
Dopo una settimana dai nonni dovevano rientrare lunedì scorso.
Ovviamente era fuori questione rimandarli, e devo essere stata persuasiva perchè, nonostante fosse espressamente escluso il rimborso,  ho ottenuto la conversione dei soldi in un corso di nuoto.

Li ho iscritti ad un centro estivo in montagna, è andato tutto bene nonostante le corse per andarli a prendere (dovevo uscire alle 4.30, un delirio).
Alla fine me la caverò con "sole" 4 settimane di centri estivi: 3 settimane staranno con me, 2 le hanno fatte con i nonni e altre due le faranno a fine agosto.
Non so come faccia chi non ha i nonni, queste 4(x2) settimane sono state un vero salasso.
Immaginate la mia gioia quando venerdì scorso, dopo aver fatto le corse per iscriverli, appena cliccato sul bonifico da 330 euro, mi chiama mia mamma: "ci mancano un sacco, dai riportali qui!": evviva il tempismo!
Ma pazienza, sono felice di aver alternato, i nonni sono bravissimi, ma non ci sono bambini della loro età e finiscono con stare piazzati fin troppo a lungo davanti alla TV. E almeno così manteniamo vivo l'entusiasmo e la voglia di vederli, l'anno scorso erano tutti esauriti, alla fine, figli e nonni.

giovedì 28 luglio 2016

Anche le mamme crescono: non sono più una Mamma Mostro

Ebbene sì, c'è speranza per tutte.
Se vi sentite pessime, non è detto che lo sarete per sempre.

Io mi sono sentita a lungo una pessima mamma. Una Mamma Mostro, appunto.

Perchè ero spesso insofferente, perchè avevo bisogno di prendere aria, perchè quando andavano qualche giorno dai nonni era un sollievo, perchè stavo troppo con il telefono in mano.

Avevo necessità di avere tempo per me, di avere alcune ore senza figli.

E quanto sono stata giudicata per questo!

Ebbene, care voi che mi avete considerato una madre sbagliata, che mi avete detto "già li lasci tutto il giorno per lavorare" "cosa?! dormire dai nonni? Poverini!", sappiate che il tempo passa, che non siete migliori di me solo perchè non lo avete lasciato un secondo, che i miei figli sono ragazzini intelligenti e svegli.

Ora non mi sento più "pessima".
E non sono migliorata io, o non solo almeno, sono cresciuti loro.

Ora che se ne vanno in giro da soli mezzo pomeriggio, le ore con loro sono diventate preziose.
Ora che chiacchieriamo, che guardiamo gli stessi film, ascoltiamo la stessa musica, ora che ridiamo alle stesse battute, non ho più bisogno di prendere aria, sono loro la mia aria.

Non mi sento più così pessima anche perchè ho imparato a vedere il buono che c'è in me, come mamma.

mercoledì 27 luglio 2016

“Non hanno chiesto loro di venire al mondo”. Ma vaffanculo, dico io

Per me essere al mondo è la cosa più bella che mi sia capitata. Mi piace la vita, adoro l’amore, viaggiare, conoscere persone, il cibo, il vino e la birra, e non ho mai pensato nemmeno per un minuto che non ne valesse la pena, nemmeno quando ho sofferto come un cane, nemmeno quando ogni giorno vedo dei pazzi che sgozzano un po’ chi capita. 

Sicuramente c’è anche chi è infelice, c’è chi la vita se la toglie, ma la ritengo una percentuale quasi irrilevante, rispetto al numero di persone che, addirittura in condizioni davvero difficili, sceglie di andare avanti. 

Per questo quando mi viene detto che non hanno chiesto loro di venire al mondo io mi incazzo come una bestia. 
No, certo, non l’hanno scelto loro. Ma questo non dà loro il diritto di fare il cazzo che vogliono. 

Sono giorni difficili, cerco una spiegazione nella stanchezza, i viaggi, le emozioni, ma poi mi arrendo alla dura realtà perché non è la prima volta che capitano periodi così: loro sono così, le mie figlie sono così, in particolare una. 

Non posso nemmeno dare la colpa a me stessa, regina zen, non urlo, spiego, cerco soluzioni, io le ho provate veramente tutte, ma ora mi sono davvero rotta le palle. 
Dei continui piagnistei per la qualunque, dalla cuffia messa male a la mancanza del parmigiano nella pasta, dei capricci, dei pianti ininterrotti. 

Mi
Sono
Rotta 
Le 
Palle

martedì 26 luglio 2016

Bambini testardi

Quando leggerete questo post, non avrò più un bambino testardo.
Lo avrò infilato nella Ruota degli esposti, in qualche modo riuscirò a farcelo entrare questo insopportabile mostro.

E prima di strabuzzare gli occhi, state 24 ore con mio figlio.

Lui non è testardo, è La Testardaggine.
E' l'Immutabilità, l'Inamovibilità.
E', soprattutto, il Bastiancontrario.

Qualsiasi cosa gli diciate di fare, non la farà.
Ovviamente non farà quello che non vuole fare: riordinare i giochi, vestirsi, lavarsi, qualsiasi cosa si debba normalmente fare.

Ma il problema grosso, grossissimo, insormontabile, è che lui non fa, per principio, qualsiasi cosa gli  si chieda.

Se gli chiedessi di mangiare un cucchiaio di nutella, rifiuterebbe, per dire.

lunedì 25 luglio 2016

Mamme VS nonne

È estate! Tempo di vacanze e di giornate passate coi nonni. Che sia per aiutarci o per tenere direttamente i bambini, le nonne sono un preziosissimo supporto alle nostre vacanze. O comunque a quelle dei nostri figli, diciamocelo. 

Però in tante si lamentano del... ehm... diciamo comportamento delle nonne, vero? Chi non aiuta abbastanza, chi fa troppo di testa sua, chi è troppo asfissiante, chi chi chi... stoc... ehm, volevo dire, ci piace lamentarci eh?? 

Detto questo, mi sembra giusto osservare con attenzione le differenze tra la mamma e la nonna, che altro non è che una mamma la cui figlia ha avuto a sua volta figli, ricordiamocelo. (e già questo la fa sentire una specie di dea della pedagogia, mostro di conoscenza, matechevuoisapernehaiunfigliosolo... ehm... tipo te?)

venerdì 22 luglio 2016

L'uomo che fa la donna

L'uomo che fa la donna la sostiene.
Non importa quanto lei si impegnerà, lui sarà sempre al suo fianco.
Saprà farla brillare come la più lucente delle stelle in una stanza piena di altre donne, tutte bellissime.
Non importa quanto lei sarà istruita, o intelligente, lui saprà valorizzarla.
L'uomo che fa la donna crede in lei.
Non importa cosa lei dica o faccia, lui saprà ascoltarla anche quando le sembreranno tutte scemenze "da donna".
L'uomo che fa la donna le dice quando si sta sbagliando. Perché amare è onestà.
Non importa quando lei possa prendersela, lui saprà trovare le parole giuste.
L'uomo che fa la donna la rispetta.
Non importa quanto lei guadagni, o quanto bene cucini, o quanto magra sia: è la sua donna, la sua migliore amica, la sua amante, la sua complice.
L'uomo che fa la donna è un vero uomo: sa di avere un bene unico tra le mani, e sa che anche dal bocciolo più chiuso, timido e pallido può sbocciare una rosa magnifica, dal colore accecante e dal profumo inebriante.
E una rosa ha bisogno di cure. L'uomo che fa la donna saprà coltivarla coccolandola e sostenendola.

Perché anche la più sicura e forte delle donne ha bisogno di essere amata e curata.

giovedì 21 luglio 2016

Lettera a Vittoria

Benvenuta al mondo, piccola bambina rosa. 
Sei una femmina, e per questo ti verrà associato questo colore. Ti piacerà, come piace a tante bambine, ma ricordati che il mondo è pieno di sfumature. Potrai essere rosa, viola, bianca, blu o nera, poco importa: sii sempre te stessa. 

Sei nata in un'afosa giornata di luglio, attesa da migliaia di mamme. Sì, non c'era solo la tua ad aspettarti, sai? ce n'erano tante e tu questo un giorno dovrai saperlo. Dovrai sapere che la tua mamma è colei che ogni giorno, per anni, ha fatto ridere (o farà, ancora, chissà!), migliaia di mamme sparse ovunque. 

Perché la tua mamma è speciale. È una donna intelligente, di sicuro. Sa essere pungente, arguta, rompiballe di sicuro, precisina anche, e generosa, altruista, divertente. 

Probabilmente non la sopporterai. L'amerai con tutta te stessa ma l'attimo dopo ne vorrai una diversa, perché è sempre così. La porterai a porsi tante domande, a credere di essere un fallimento, a chiedersi se non abbia sbagliato tutto. La metterai alla prova. E un giorno, quando sarai madre ricorda che sì, anche lei si è sentita come te. 

Anche lei, oggi, ti sta guardando con gli occhi con cui tu guarderai tua figlia. Ti sembra assurdo, vero? 

mercoledì 20 luglio 2016

A te, che aspetti un bambino, voglio dire una cosa

Sono diventata mamma prima di te, per ben due volte. 

Esistono due fasi: quella in cui ti senti già mamma e quella in cui sai di esserlo, semplicemente. 


La prima fase può durare da quando giochi con Cicciobello e sai che il tuo sogno più grande, nella vita, è diventare mamma, fino a che non diventi consapevole di cosa significhi realmente essere mamma.


Tu, con la tua pancia, rientri nella prima fase, e ci starai ancora per un po'.
Voglio dirtelo perché io mi ricordo com'era quando ho avuto la mia prima figlia. Spaesata e sicura al tempo stesso, immersa nei libri e nei pianti, alla ricerca sempre di una risposta. 


E io te lo dico, sinceramente: una risposta non c'è.


Potrai decidere che allattare a richiesta fino ai 7 anni sia la cosa migliore del mondo, e che così sarai esente da qualsiasi problema presente e futuro. Ma no, cara, non è così. 


Potrai decidere che far dormire tuo figlio nella sua stanza fin dalla prima notte farà di lui un bambino e poi un uomo autonomo, ma no, non puoi saperlo. 

Sentirai di avere in mano la verità perché porti in fascia, o ti sentirai la regina della pedagogia perché tua figlia dorme tutta la notte. 
Penserai che il biberon è comodo e che le mamme che allattano a richiesta e ad oltranza sono delle pazze schiave. 

Giudicherai, soprattutto. 


Giudicherai chi non la penserà come te, e ti sentirai costantemente attaccata da chi non la pensa come te.

Sfodererai una sicurezza estrema per non mostrare le tue insicurezze.
Ti attaccherai alle teorie, alle mode, fa
rai il contrario di quello che ti dice tua suocera perché che vuoi che ne sappia, lei, di tuo figlio? 

E soprattutto, penserai che tutto sia merito o colpa tua.


Vedrai tuo figlio come perfetto o sbagliato, ti dannerai pensando a cosa avresti potuto o potresti cambiare, dalla gravidanza alla nascita alle notti al latte al cibo al lavoro ai nonni alla tata alla fascia al box

Ma voglio dirti una cosa, cara amica incinta: un giorno tutte queste cose non conteranno più.


E sarà in quel momento che capirai di essere mamma, quando più che le teorie conteranno le albe e i tramonti, i voti e le cadute, i baci e i sospiri. 

Quel momento in cui il libro sarà ormai aperto, e a scriverlo sarete voi, insieme.

martedì 19 luglio 2016

Mettere al mondo un bambino

Mettere al mondo un bambino significa tante cose meravigliose e indimenticabili che tutte abbiamo nel cuore e lì custodiremo sempre, come quel genere di ricordi che ci scalderà quando da vecchiacce faremo la calza sulla poltrona dell'ospizio dove i figli ci avranno confinato...presente?

Il primo sguardo, il primo vagito, il suo odore, quell'odore!, la prima volta che lo hai toccato, baciato, che te lo hanno poggiato addosso, quelle calde lacrime che ti hanno quasi annegato, quello studiarlo, ammirandone la perfezione, stupefatte dal miracolo della vita.

Poesia pura.

Ma mettere al mondo un bambino significa anche:

1) poter ingurgitare affettati di maiale crudi.


9 mesi che sognate un crudo di quelli che se squagliano in bocca, presente?, un panino con un salame stagionato al punto giusto e profumato che lo senti a distanza maggiore di quella a cui senti il pianto del neonato, la coppa, vi prego, la coppa, quella piacentina, che va giù con lo gnocco fritto, quello vero...un sogno che diventa realtà.

lunedì 18 luglio 2016

Fenomenologia della mamma: la mamma viaggiatrice

Tra le decine e decine di fenomenologie, come potevamo esserci dimenticate di lei? Avevamo parlato della mamma in ferie, ma anche di quella con i figli in vacanza (dai nonni, of course). E lei?
E siccome le sfumature sono democratiche, amano la par condicio, ovvero ci tengono a prendere per il culo chiunque senza alcuna discriminazione, potevamo mica generalizzare con la più rozza delle imitazioni?? 

Eh no!

Ne abbiamo per tutte. Quindi sedetevi comode e preparate il Malox.

Fenomenologia della mamma viaggiatrice: nessuno la scampa


La viaggiomane: prima di avere figli, la viaggiomane prendeva più aerei che pasticche per il mal di testa. La sua era una missione: poter diventare commentatrice premium su Trip Advisor, poter vantare il record di reclami alle compagnie aeree e vincere così il mongolino d'oro dei viaggiatori. Ora che ha figli, mica cambia! La prole ha più timbri sul passaporto di Matteo Renzi e ormai vive in un perenne stato di jet lag. Bambini che non sanno più di che nazionalità sono, quanti anni hanno e, ovviamente, ciò che hanno visitato. Le rovine Maya sono a Los Angeles e da qualche parte nel mondo c'è una torre di ferro, forse in India. Però possono sicuramente vantarsi.

La crociara: è una via di mezzo tra la crociera e la ciociara. Prima di avere figli non viaggiava praticamente mai o, in alternativa, era devota alla santa crociera, "tanto comoda", poi ti permette di vedere così tanti posti insieme! In realtà l'unica comodità è che i bambini non pagano e che si mangia a sbafo continuamente, perché per lei i figli non mangiano mai abbastanza e in vacanza si deve stare bene, mica faticare.


La all inclusive: in genere è ricca, o molto mantenuta. Tendenzialmente con seno prosperoso. E perennemente abbronzata. Ha figli per caso. Indossa il costume alla brasiliana e trecentoventicinque tipi di bracciali, dall'immancabile Tiffany a quelli dei vucumprà o del peruviano che fanno tanto vacanza. Che sia alle Maldive o in Versilia, per lei la parola d'ordine è "non muovere un dito". Immancabile miniclub, ovviamente, perché in vacanza vorrete mica occuparvi dei figli?

La stessa spiaggia stesso mare: questa la conoscete di sicuro. Per lei l'arrivo delle vacanze è peggio di un attacco improvviso di diarrea con conseguenti emorroidi. Inizia a pensarci e a lamentarsi mesi prima, fracassando i maroni a tutti su quanto poco saranno vacanze per lei. Che poverina, sarà mica facile andare in spiaggia a Gabicce con un bambino di tre anni?? Le sue vacanze suonano come l'apocalisse: se per caso la incontrate, vi farà un pippone su quanto suo figlio sia scatenato... addirittura vuol fare il bagno! Ovviamente è, manco a dirlo, nonnassistita: arrivano in spiaggia alle 10 nonostante si sveglino alle 6, e sono già stanche morte. Devono essere quelle tre sacche di giochi che si portano dietro, non c'è altra spiegazione.

La squattrinata: niente villaggi all inclusive, niente paesi esotici, lei viaggia solo in auto. Sceglie quindi località vicine e trucide pensioni alla Bates Motel, e soprattutto si distingue per il carico che si porta dietro. Il carico auto della squattrinata è inversamente proporzionale ai suoi averi. Con la scusa del "tanto abbiamo spazio" non solo porta cose come la caffettiera elettrica da viaggio del corredo di zia Gina e un cambio al giorno per lei e compagno più due al giorno per ciascun figlio, ma aggiungendo la scusa del "così risparmiamo" infila in valigia caciotte, filoni di pane, salami e una teglia di lasagne. Il tutto terminato ancor prima di fare la prima sosta. Una sua versione più carica è quella dell'emigrata: quando torna da mammà, rigorosamente in auto, l'emigrata parte con il carrofunebre di Fantozzi e torna con il camper della signorina Silvani. "Sai, la mamma mi ha dato due cose...".


La disinteressata: a lei dei viaggi non importa una cippa. Le vacanze sono in un qualsiasi posto, anzi, prima sbrighiamo la pratica meglio è. C'è un lago? Bellissimo, come siamo fortunati, non dobbiamo nemmeno spostarci (versione pigra). Il massimo dello sforzo è andare a Disneyland Paris, ovviamente senza visitare Parigi, vorrai mica faticare? Il prozio vive a Londra? Bon, ci toccherà andare a trovarlo, che figata! Ovviamente è quella che viene sovente scippata e che nelle città d'arte riconoscete lontano un miglio per: cappellino con ponpon peloso, occhialone anche in metro, immancabile piumino, Hogan di rappresentanza e, sia mai, borsa monogram a tracolla.

E voi, che fenomenologia siete?!?!

(Perché noi è facile :D )

Buone vacanze!

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