venerdì 2 dicembre 2016

La spesa intelligente


Senza figli, fare la spesa mi rilassa, sono perversa, che devo dirvi?

Mi rilassa pure pulire il bagno senza figli, vedete un po' come sono ridotta.

In realtà, ormai , quasi qualunque cosa mi rilassa se non ci sono bambini in circolazione.

Non ho più bisogno di spa: basta non avere bambini per casa e torno sorridente e volteggiante come Mary Poppins.

Niente è rilassante con dietro nanerottoli col moccio al naso, urlanti, piangenti o incontenibilmente felici, che toccano, arraffano e rovesciano tutto.


mercoledì 30 novembre 2016

10 regole per essere una mamma perfetta

Essere mamme perfette è possibile? Ma certo! Basta seguire queste dieci regole segretissime che solo noi di 50sfumaturedimamma sappiamo, e ovviamente condividiamo con voi.

10 regole per essere mamme perfette


1. Allattare fino ai 4 anni (almeno)
È provato che l'allattamento a richiesta a oltranza (a termine, pardon) crei un legame unico tra madre e figlio che si ripercuoterà su tutto il suo avvenire. Quindi, fuori le tette.

I bambini - ma anche i ragazzini - hanno bisogno di rassicurazione, di sentirvi vicini. Non comprate nemmeno il lettino, risparmiate e i soldi li investirete in corsi di lingua da 0 a 2 anni.

3. Portare
Su, non ridete alla parola fasceggiate. Portare è il miglior regalo che possiate fare a vostro figlio, che si sentirà non solo rassicurato, ma anche alla vostra altezza, così crescerà senza complessi. 

4. Comprare solo cibo bio
Cioè, mi vorrete mica dire che andate al Lidl a fare la spesa? O alla Coop? Cioè, siete fuori? Non lo sapete che se i vostri figli non mangiano biologico voi andate all'inferno? Quindi su, il vostro stipendio potete lasciarlo nella cesta del gruppo d'acquisto: il cervello di vostro figlio ringrazierà.

martedì 29 novembre 2016

Ci pensate mai a quanta felicità in meno ci sarebbe al mondo?




A parte i casi di cronaca nera e quelli da analisi e/o da psicofarmaci per tutta la vita o quasi, noi genitori amiamo i nostri figli più della nostra stessa vita e cerchiamo sempre di fare del nostro meglio e di agire perseguendo quello che crediamo sia il loro bene.

Prendiamo decisioni di continuo per loro, da che calzini fare loro infilare al mattino a cosa fare loro mangiare per cena fino ad arrivare ad imporci sulla scelta della scuola da frequentare e a decidere quale interesse sia degno di essere coltivato e quale invece no.


lunedì 28 novembre 2016

Perchè non riusciamo a tacere?


Ilprimo sguardo a un bambino è (più o meno) sempre accompagnato da un complimento tipo:

"che bella bambina!".

Segue una domanda innocua tipo: "Quanto ha?" per arrivare poi velocemente alla discrezione fatta carne con "ha fatto il cesareo, signora, O ha partorito?", "allatta lei?" e "la vaccina questa bimba?" e via così.

Lo sappiamo, no?

Il bambino cresce e le interferenze, non sempre motivate da affetto, crescono con lui.


venerdì 25 novembre 2016

Bilinguismo: i bambini e le lingue straniere

Molte volte mi viene posta la fatidica domanda: quante lingue parlano le tue figlie? Tre.
Parlare tre lingue a 4 o 6 anni non significa essere bambini straordinari, significa semplicemente essere bambini che hanno dovuto adattarsi a questa realtà, fatta di più lingue, e come bambini si sono adattati senza (o quasi) problemi. Le mie figlie non sono dei geni, non sono più avanti, parlano semplicemente tre lingue, e chi non le parla non è assolutamente in ritardo, anzi: è logica!

Detto questo, che mi sembra doveroso, vedo sempre più interesse tra i genitori riguardo alle lingue straniere, in particolare, se non ci sono motivi di bilinguismo alla nascita, nei confronti dell'inglese. E spesso mi viene chiesto come hanno fatto ad imparare le altre lingue le mie figlie per trovare spunti. Se anche voi siete tra quelle mamme che vorrebbero che i propri figli iniziassero a masticare un po' di inglese (o un'altra lingua!) già dalla tenera età, continuate a leggere. C'è la mia esperienza ma anche la parola dell'esperta!

I bambini e le lingue straniere


Il bilinguismo: la situazione delle mie figlie è l'ideale perché sono nate e cresciute in un paese straniero, la Francia, da genitori italiani. Questo significa che fin dal primo attimo di vita sono state sottoposte ad italiano e francese nella stessa identica misura. Hanno iniziato a parlare, coi loro tempi, nelle due lingue, e hanno sempre saputo con chi parlare italiano e con chi francese. I mescoloni ci sono sempre, ma sono buffi :)

giovedì 24 novembre 2016

Il valore dell'amicizia



Quando vivi all’estero, gli amici diventano la tua famiglia. E non parlo delle persone che incontri, di quelle con cui ti ritrovi a cena, organizzi picnic o ti scambi consigli. Parlo di quelle persone che entrano nella tua vita, spalancano una delle tante (o poche) porte aperte dentro il tuo cuore, nell’intimo della tua anima, e non ne escono più. A volte basta un attimo, un momento condiviso, per unirsi per sempre. L'altro ieri rileggevo la lettera che la mia migliore amica, incontrata a Parigi nel gennaio 2014, mi ha scritto prima che partissi per Panama, e ho sentito prepotente tutta la mancanza, il bisogno di andare oltre ai messaggi su Whatsapp, la necessità di avere radici, per poter tornare a sentirmi come quando stavo con lei, o con le altre mie amiche. E poco dopo, mentre parlavo dell’uragano passato di qui con la mia vicina, lei mi ha chiesto una cosa: non andartene.

mercoledì 23 novembre 2016

Come in Africa, come gli animali



Ci sono 2 posti dove regna serenità e armonia e le mamme sono amorevoli e i cuccioli felici e appagati:

l'Africa e il regno animale.

Dite di no?

Informatevi!


martedì 22 novembre 2016

Piccoli bulli crescono?

La settimana scorsa è successo un episodio che ha fatto miseramente crollare la mia utopia di vivere in un'oasi felice.
Vi ho già raccontato tante volte come sia vivere in un paesino, del fatto che qui siamo ancora "ai vecchi tempi", con i bimbi che escono da soli, se ne vanno a spasso, vanno al negozio a fare la spesa, al bar a prendersi un gelato, al parco.
Un posto dove i genitori non litigano, whatsapp serve solo a scambiarsi i compiti dimenticati.
Dove non avevo notizie di bullismo.
Troppo bello per essere vero.
Non più tardi di due settimana fa ho scritto un post sugli amici dei figli, dove dicevo che a volte la prima impressione è sbagliata e che è bello ricredersi.
Emh.

Facciamo un passo indietro.
Lunedì.
Mi telefona Mirtillo tutto contrito, dicendo che era successa una brutta cosa a scuola e mi sarei arrabbiata tantissimo.
"Una nota?"
No, peggio
"un brutto voto?"
Peggio
"Madonna, cosa?"
Insomma, mi racconta che un suo amico, quello un po' sopra le righe di cui parlavo qualche giorno fa, gli ha lanciato una penna. 
Ale la raccoglie, l'altro gliela strappa di mano, Ale la tiene e la penna si rompe. Quindi devo ricomprarla.
"Eh vabbè Mirtillo, che sarà mai! Succede, la compreremo!".

Martedì Ale avrebbe coro con questo bimbo, mi chiede per favore di non andare perché è stanco. So che non ama coro, quindi poco male, stia pure a casa, è già successo e non ricollego i due episodi.

Il mercoledì mi dice imbarazzato che l'"amico" si lamenta perché non ha ancora avuto la penna.
La penna??
Insomma, non avevo capito: la penna rotta non era di Ale, ma dell'altro, che dando la colpa a mio figlio gli detto che doveva ricomprargliela, e lui ha accettato.

Io mi faccio rispiegare tutto, e gli dico che a mio avviso non è colpa sua, ma di chi gli ha lanciato addosso una penna per poi strappargliela di mano, che non vedo perché dovrei ricomprargliela, e comunque di dirgli che mi faccia pure chiamare dalla mamma che ci chiariamo tra noi, in tranquillità.

Il giovedì sono a Verona per lavoro, quando mi chiama il Padre verso l'una per dirmi che sta andando a scuola a prendere Mirtillo che ha mal di stomaco.

La sera, al rientro, vedo che sta bene, gli faccio qualche domanda su questo mal di pancia improvviso.
Insomma, non ricordo bene come e perchè, ma salta fuori che il suo "amico", offesissimo per la storia della penna, ha deciso che Mirtillo non avrebbe più giocato a ricreazione.
La cosa triste è che tutta la classe, a parte un paio di bimbi, gli è andata dietro, compreso il suo migliore amico. Lui quindi per 2 giorni è rimasto da solo sui gradini. 
Il venerdì vado a prenderlo a scuola.
La maestra mi chiede come sta, se è passato il mal di pancia, e le accenno che era psicosomatico, che c'era stato un litigio a scuola per una penna: "ancora? - mi dice- ma se ne abbiamo parlato in classe! Tizio era arrabbiato per la penna ma abbiamo visto tutti come è andata, ho spiegato che erano tutti e due corresponsabili e pareva chiusa lì".

lunedì 21 novembre 2016

Tutta la verità sui pidocchi: come si prendono, come si debellano, come si evitano



Con il rientro a scuola, ecco che pullulano i post sui pidocchi. O meglio, io non so se pullulano, so che ne ho letti di sponsorizzati. Il che va benissimo, per carità, ce pagano, ci mancherebbe, ecc ecc. Ma diciamoci la verità: non puoi parlarmi di pidocchi se non sai VERAMENTE cosa sono.

Se non hai la laurea ad honoris causa sui pidocchi, non puoi spiegarmi che si levano solo grazie allo stracazzo di prodottino che io ci pettino le bambole, e quelle nemmeno fanno una piega.

I pidocchi, per spiegarli e decantarne, vanno vissuti. E io, modestamente, ne so qualcosa.

Ma partiamo dall'inizio, prima che mi prendiate per una sudiciona di primo livello.

La prima volta che mi sono accorta dei pidocchi (e so che vi state già grattando, lo sto facendo anch'io) è stato due anni fa, a maggio. Avevo prenotato un weekend lungo al mare, io e le bambine, e due giorni prima vedo la grande che si gratta furiosamente. All'epoca eravamo a Parigi, e a Parigi il cartello "poux" è affisso dal primo settembre, giorno della rentrée, al 30 giugno. Insospettita, controllo: eccole, loro, le lendini.

Come si riconosce una lendine?


Perché io non lo sapevo, ci ho messo un po'.

Primo, non è detto che si vedano senza un controllo approfondito. E per approfondito intendo alzare, tirare, smuovere i capelli, scavare a fondo. Sono marroncino chiaro (quelle morte sono bianche e secche), sono lungo il capello, e si riconoscono dal resto perché quando si toccano non si staccano, vanno tolti tenendole bene tra le unghie, o con l'apposito pettinino. Dove stanno? In particolare nei pressi della nuca e intorno alle orecchie e alle tempie.

venerdì 18 novembre 2016

Gli argomenti che fanno litigare le mamme



Ci sono argomenti che, volenti o nolenti, fanno litigare un po' tutti. 

Cioè, tutti... le mamme

Quegli esserini tanto docili, angeli della casa, amore di figli e compagni, essere instancabili... Sì, instancabili di triturare i coglioni. Perché si sa: noi donne quando ci mettiamo d'impegno siamo capaci non solo di triturare, ma di farci anche delle polpettine, coi coglioni altrui, e se qualcuno ha da ridire si faccia avanti. 

Io pensavo che diventare mamma avrebbe calmato gli spiriti di tante polemizzatrici ma no, non è così, care mie. Alcune mamme, come tiri in ballo certi temi, diventano come Salvini quando tenta di spiegare perché gli immigrati sono il male: sanno già che verranno infamate, ma continuano imperterrite tirando fuori sempre argomenti nuovi manco fossero il mago Zurlì col cilindro magico. 


Gli argomenti che fanno litigare le mamme


Gli animali domestici

Ebbene sì, ho scoperto che ci si può offendere pesantemente per un gatto che dorme nel proprio letto o per un cane che dà una leccata ad un bambino. Ora, vorrei dire alle mamme che gridano ai servizi sociali quando vedono le foto di un neonato con un gatto nella culla: relax, non è vostro figlio. E probabilmente è più pulito il gatto delle vostre unghie coi disegnini, per dire.

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