venerdì 20 gennaio 2017

Vorrei che...



Ti guardo appena sveglia, e mi rendo conto di non aver visto niente di più bello nella mia vita. Nessun tramonto, nessuna montagna, nessun'acqua turchese mi riempiono gli occhi di bellezza come il tuo viso riposato, gli occhi lucidi e i ciuffi di capelli che cadono scarruffati a coprirteli un poco. 
Vorrei che i miei risvegli fossero sempre così, accanto a te e ai tuoi occhi di luna, a quel sorriso addormentato che ha fatto sogni belli, che nella notte ha parlato, ha riso, ha sbuffato. Mi piaci anche quando dici no, nel sonno, quando ti lamenti e litighi, perché tu sei me e io sono te, e questo nessuno mai potrà cambiarlo.

Vorrei che la tua vita fosse sempre un unico sole, che nelle giornate di pioggia, se proprio dovessero esserci, ci fossi io a farti da ombrello, a ripararti dalle gocce, forte o deboli, o che ci fosse qualcuno che ami, sempre vicino a te. 

Vorrei che riuscissi ad amarti quanto ti amo io, che capissi l'essere straordinario che sei, e vorrei essere capace di aiutarti a crescere con questo amore, con la convinzione che potrai fare grandi cose, quelle che vorrai, quelle che non vorrai. 

Vorrei che, proprio come fai adesso, per tutta la tua vita non ti interessasse mai di quello che pensano gli altri ma solo di quello che pensi tu, che continuassi a rovinarti le scarpe per la voglia di correre, a sporcarti i vestiti per i tuoi mille esperimenti, ad essere sempre spettinata per le tue infinite capriole. 

Vorrei che mi credessi sempre, quando ti dico che ci sarò, quando ti dico che nessuno ti amerà come me, perché sarà così. Ma vorrei anche che trovassi qualcuno che proverà ad amarti quanto ti amo io, che saprà asciugare le tue lacrime come lo farò io, che saprà ascoltarti come saprò farlo io. Che ci sarà, per te, almeno fin quando tu lo vorrai.

giovedì 19 gennaio 2017

Discorsi semi-seri sul veganesimo



Un tempo abbiamo scritto un post, la Fenomenologia della mamma vegana, che ci ha garantito non solo un posto all'inferno, ma anche diverse maledizioni per noi, la nostra famiglia, i nostri avi, i nostri amici e chiunque, in qualche modo, possa essere messo in relazione con noi.

Perché? Perché sfottevamo i vegani, ovviamente. Come altre decine di decine di categorie che ci è piaciuto, ci piace e ci piacerà prendere in giro. Ma, non si sa perché, i vegani sono sensibili, un po' come le portatrici (spesso sono collegati per sfociare in una fenomenologia tutta loro) o le mammucche (ma solo perché ci rode - ? - non aver allattato quanto e come loro). 

E quindi perché non farci un altro post, più serio? Senza prendere in giro nessuno, giuro!

Io sono stata vegetariana per due anni. E non dico vegetariana per scherzo, ero proprio nazi, che una volta mia mamma mi ha fatto delle polpette di spinaci giurandomi che non ci fosse carne e quando ho scoperto che contenevano del pollo (immaginatevi quanto!) non le ho parlato per due settimane. Per due anni non ho toccato né carne né pesce, in nessuna forma, e ne ero felice. Perché mi faceva senso mangiare animali e perché ritenevo di mangiarne troppi.

Quindi io i vegetariani li capisco perfettamente, e in parte capisco anche i vegani. Io mi nutro all'80, ma anche 90 per cento di frutta, verdura e cereali, di preferenza integrali. La carne entra nel mio piatto molto di rado, non mangio nessun insaccato, ma piuttosto una buona bistecca al sangue una volta al mese, niente wurstel, niente prosciutti, niente di niente. Mi piace il pesce, ma lo mangio quando esco, i crostacei mi fanno senso ma adoro, per esempio, le ostriche, che si mangiano vive. E adoro il foie gras, che è un abominio. 

Però ecco, chi mi conosce non capisce come possa fare dei pasti completamente a base di verdura, o di frutta, o di semi, o di cose "strane" tipo la quinoa e l'amaranto e la semola. Io adoro queste cose e le trovo molto più gustose di un petto di pollo, che semplicemente mi fa senso e non lo mangio mai a meno che non ci sia altro.

Appunto. 

mercoledì 18 gennaio 2017

Il servizio newborn o servizio fotografico per neonati



Aspettate un bambino?

Siete alle prese con visite, analisi e vi stanno ribaltando come un calzino? Ottimo.
Nel mentre acquistate vestitini come non ci fosse un domani? Tutto regolare.
Comprate camicie da notte e pannoloni post partum e la cosa vi deprime? Normalissimo.

Ricordatevi anche che con quelle orribili camicie da ospedale vi immortalerà il mondo e che quelle foto rischierannno di essere le uniche di voi con vostro figlio neonato.

Voi, lì, sfatte, con i capelli zozzi, le occhiaie, i rigurgiti e la camicia coi pizzi de nonna nelle foto della vita.


martedì 17 gennaio 2017

Il telefono delle mamme

Abbiamo parlato della borsa delle mamme, e vogliamo non parlare del telefono?
O meglio, quello che era un telefono, e che ora serve a una marea di cose, dal comprarsi le mutande a prenotare il volo e a volte, saltuariamente, mooolto saltuariamente -specie dopo che si diventa madri-, anche a telefonare.

Il telefono è un po' come la nostra panza e il nostro culo, si trasforma già dal test positivo.

IL DEKSTOP O SFONDO


Sì, perchè se mentre prima avevate come sfondo la foto del vostro viaggio in Nepal, o Giordania o Vietnam, o, se non viaggiate, di Johnny Deep (perché mica avevate il marito spero.. vero??) dal test in avanti avrete Lui.

No, non .. Patrick Dempsey sul red carpet con prole, a ricordavi quanto si può essere fighi dopo i figli (specie se sei un uomo), no, intendevo 

IL TICKER GRAVIDANZA

Quell'orribile marchingegno, di solito addolcito da pulcini, gallinelle, ovetti, cuoricini e via dicendo, che vi ricorda in ogni istante della vostra giornata a che punto della gravidanza siete.
Così, quando vi chiederanno "di quanto sei"?, aspettandosi un 4 mesi o giù di lì, si sentiranno rispondere "sono di 16 settimane 3 giorni, 23 minuti e 15 secondi, mio figlio pesa 93 grammi, si sta formando l'ipofisi, il polmone e l'unghia del pollice, tra poco meno di 24 ore inizierà lo sviluppo dei capelli e... "
"ah interessante... senti, scusa ho fretta ciao, ci vediamo... buon parto eh!"
"ma mancano 6 mes.." 
"ciaoooooo".

Poi nascerà e ovviamente sarà sostituito dalla foto di vostro figlio, poi dei vostri figli, poi dei nipoti, ma non allarghiamoci troppo, che qui va di moda il mindfulness.

Cambierà poi irrimediabilmente la

RUBRICA


Inizialmente sarà:

gine
gineemergenza
ps
ecografia
centroprenotazioni
ostetrica
consulentelatte

Poi

pediatra
pediatra priv
pediatra omeop.
pediatraemergenze
farmacia
ps pediatrico
centroantiveleni
centroantimostri
asilo N.
scuola A

Infine, oltre a tutto quanto sopra, si aggiungeranno una trentina di Mammadi, senza apparire mai per intero, facendovi fare delle grandi figure di merda.

Ovviamente cambieranno le

FOTOGRAFIE


Le foto dei tramonti a due, dei viaggi, dei week end all'ultimo secondo (ahhhhhhh, da leggersi come sospirone nostalgico) saranno presto soppiantate da 4256 fotografie. E vostro figlio ha 4 giorni di vita.
Praticamente scorrendole velocemente diventano un video, come quei giochini che si avevano da bimbi, ricordate? Bei tempi.
Beh dicevo, se siete incinte e dovete comprare uno smartphone, mi raccomando, 64 giga e memoria espandibile.
E sì costa, ma fatevi un mutuo, un finanziamento, chiedete un regalo anticipato, ma siate pronte: non vorrete trovarvi in ospedale con il telefono impallato e senza poter immortalare vostro figlio che sorride, vero? E sì, sta sorridendo, se non lo fotografate come fate a dimostrarlo all'amica cinica che vi sta dicendo che i sorrisi arrivano dopo i 2 mesi e blablabla?

Tra l'altro ben presto imparerà a farsi i selfie, io ho almeno 183 foto di selfie dei miei figli, un occhio, un naso, una fronte... ma vorrai mica cancellarli, povere creature.

GIOCHI e APP 


Se prima avevate Angry Birds, Candy Crush, Farmstoceppo, Sudoku, il Kamasutra in 3 minuti, dopo i figli avrete memory di ogni genere e forma, puzzle, bambocci da colorare, i versi degli animali con cui i vostri figli vi scasseranno le balle in eterno (mamma cos'è questo? Indovina! Mhhh, che ne so, un lupo? Nooo un giaguaro delle nevi nella fase di muta! Ah. E questo? Umh, un gatto? Ma no!!! E' un lissodelfino australe!!! Ah, certo, come ho potuto sbagliare), le storie interattive, impara a contare, i giochini matematici, equazioni per 3 anni,  impara l'alfabeto, impara il sanscrito, fisicaquantistica per bambini.

Ultimo ma non ultimo la

MUSICA


Io non faccio testo, perchè son così mostruosa che ormai sono assuefatti ai miei gusti musicali radicalsnob, ma se non state attente potrete trovarvi tutto il repertorio dello Zecchino d'oro quando va bene, Andiamo a comandare se proprio perdete il controllo della situazione. Attente.

Insomma, il vostro smartphone cambierà insieme alla vostra pancia, avrà mille funzionalità utilissime, terrà impegnati i vostri figli quando non ce la farete più.

Ma difficilmente tornerà a telefonare: penserete mica di poter stare al telefono con dei figli, vero?





lunedì 16 gennaio 2017

Quella spocchia degli expat



Vivo all'estero dal 2009, avevo 27 anni ed ero incinta della mia prima figlia. Avevo anche un lavoro a tempo indeterminato che mi piaceva, e partire non era l'alternativa al niente, era solo un sogno: poter vivere a Parigi
Parigi è un città che ti massacra, che ti toglie ogni forza, ti consuma e ti fa desiderare stracchino ogni giorno, ti fa dimenticare il sole e ti far venir voglia di spogliarti al primo raggio tiepido, qualsiasi stagione sia. Ho conosciuto la vita all'estero da expat, con uno di quei pacchetti tutto compreso in cui tu devi solo pensare ad uscire e trovare qualcosa da fare, ché lavorare sì per carità, ma se poi tra due anni rientriamo?

Non siamo mai rientrati, e il pacchetto expat è diventato un pacchetto immigrati, di quelli che pagano l'affitto, lavorano in due per poter pagare il nido e hanno più amici del posto che italiani. L'abbiamo fortemente voluto e ne siamo stati felici. 

Uno dei motivi per cui non volevo venire a Panama è anche questo. Essere "expat" a Parigi era una cosuccia da niente, Parigi è il mondo, ti mescoli, non devi essere per forza expat, non devi per forza avere quella spocchia, quell'orribile e fastidiosa spocchia che hanno gli expat. O gli immigrati, anche se si offendono, se li chiami così.

Quelli che quando parli di Italia beh, l'Italia è tutta una merda. È una merda il sistema sanitario, è una merda il sistema scolastico, è una merda il sistema politico, è una merda lo sviluppo turistico. Una merda, punto. 

venerdì 13 gennaio 2017

Manuale di sopravvivenza per mamme: il parchetto

Quando si diventa mamme si scopre l'esistenza di un mondo prima pressoché ignoto.

Il sesso dormendo?
No.
Cioè, anche quello, ma mi riferivo a...

il parchetto.

Prima di allora al parchetto ci eravate state tanti anni fa a limonare duro col fidanzatino, a farvi le canne, a passare la mattinata quando avevate fatto sega a scuola, ma poi chi ci era più entrata in un parchetto?!

Dopo il parto, però, nelle prime passeggiate col neonato alla ricerca di verde...l'illuminazione: ma certo! Vado al parchetto!


giovedì 12 gennaio 2017

Tempo di qualità? Fosse facile!

Abbiamo parlato mille volte di quanto sia più importante la qualità che la quantità.
Abbiamo raccontato di quanto spesso la quantità si limiti a mera presenza.
Abbiamo anche detto che comunque esserci è fondamentale, e non è con la favoletta del tempo di qualità che si può pensare di stare con i figli 2 ore a settimana e far bene.

Ok, credo che su questo siamo tutte più o meno d'accordo.

Ma quanto è difficile rendere di qualità, il poco (o peggio ancora, tanto)  tempo che abbiamo?

Io ci provo eh, ma con risultati spesso insoddisfacenti.

Considerando che i bimbi hanno attività che li occupano fino ad ora di cena per 3 giorni su 5 (lavorativi), resta solo il dopocena.

Mi ero imposta, ormai un anno fa, di  tenere spenta la TV almeno a giorni alterni.
Ce l'abbiamo fatta, e anzi resta spenta anche più spesso, ma non è che la TV spenta faccia il tempo di qualità.

mercoledì 11 gennaio 2017

10 segreti per essere una mamma serena



La perfezione non esiste, ma vivere più serenamente si può. Ecco i segreti. 

1. Solo voi potete decidere come nascerà e come si nutrirà vostro figlio

Si inizia già in gravidanza: non lasciate che siano nonne, zie, cugggine, forum, le tre stronze di 50sfumaturedimamma o chiunque altro a dirvi cosa è giusto o sbagliato. Informatevi e sceglietevi secondo coscienza.

2. I primi tempi passano

Avete voglia di regalarlo al primo passante? Lanciarlo dalla finestra? Scappare in Patagonia? No worries: cambierete idea, perciò mettetevi l'anima in pace e sopportate.

3. Dormite dove e con chi vi pare

A qualcuno importa dove dormite? No, importa solo farsi gli affari vostri. Perciò dormite coi figli, col cane, sul terrazzo, nel motel a ore... dove state più comode, insomma.

4. Se non mangia oggi mangerà domani

A meno che non ci siano seri problemi dichiarati dal vostro PEDIATRA, se non mangia mangerà. Non forzate, non angosciatevi, non rifilate qualsiasi cosa pur che mangi. Non succede niente, davvero. 

martedì 10 gennaio 2017

Anche i ricchi cacano


La prima volta che hai avuto a che fare con una cacca non tua che non fosse quella pestata su un marciapiedi o quella che ti si è spalmata addosso mentre eri in camporella da gggiovane, è stata presumibilmente la volta in cui hai aperto per la prima volta un pannolino di tuo figlio.

Nera, concentrata, discreta, odore contenuto.

"Tutto qui?", hai pensato "e tutte quelle storie sui neonati che producono litri di roba? Bah, le solite esagerazioni!".

Beata ingenuità!


lunedì 9 gennaio 2017

La scuola oggi: è davvero così disastrosa?

In questi giorni mi è capitato di vedere un video molto condiviso, dove un attore in un'aula di tribunale accusa la scuola di oggi (nel video si parla della scuola americana) con frasi, immagini e retorica molto ad effetto.
Populista e ad effetto.
Mostra i progressi degli ultimi 150 anni, confrontando mezzi di trasporto o tecnologia di allora e di oggi.
E poi una foto di un'aula scolastica allora ed oggi, con differenze davvero minime.

Accusa quindi la scuola di non essersi mossa, di non essersi adeguata al progresso, di essere statica.
Usa poi la famosa frase di Einstein sul pesce e la montagna:


E insomma, la morale è che la scuola va svecchiata, che così uccide creatività ed inventiva e ammazza gli studenti, creando solo dei gran pecoroni, che deve adattarsi alle diverse peculiarità degli studenti.

Questo video ha una marea di commenti, molti critici, che evidenziano come sia irrealistico pensare di avere una scuola su misura per ogni studente, e molti a favore, con tante preoccupanti esperienze di persone che parlano di anni di angoscia a scuola, per il fatto di essere stati considerati stupidi e incapaci solo per non essere riusciti ad adeguarsi a questo sistema scolastico.

Io credo che, come in tutte le cose che creano molta discussione, ci sia verità da ambo le parti.
E' vero che la scuola è vecchia.
Basta vedere i programmi, che sono ancora fermi alla seconda Guerra Mondiale.
E' anche vero che omologa e che ha insegnanti sottopagati e spesso non all'altezza.
Credo anche che cambiare, qui, in Italia, oggi, sia pressoché impossibile.
Siamo capaci di scannarci per un albero di Natale, figurarsi se si farà mai una riforma totale del metodo scolastico.

Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...