venerdì 18 agosto 2017

5 cose su cui ho dovuto ricredermi

Avete presente quando si dice "ah no, io non farò mai questo", "io non permetterò mai che", "nel lettone? Mai e poi mai" e via dicendo? Sì, quella storia dell' "ero una brava mamma prima di diventarlo"? Beh, tutto vero. 
Prima di avere figli, e ancora coi figli piccoli, sentiamo di avere la verità in mano e che nessuno potrà smuoverci. Poi però ci pensano loro, a farci far un bel salto dal trentesimo piano!

Ecco le cose su cui mi sono ricreduta:

1. L'allattamento al seno

Chi mi frequentava ai tempi lo sa: avrei voluto allattare a richiesta e più a lungo possibile. Discettavo sul perché e il per come, spiegandone la semplicità è la naturalezza. Bon, allattare mi ha fatto schifo. Ora, non giudicatemi, ognuno ha le sue: l'ipersensibilità ai capezzoli mi dava il voltastomaco ogni volta che si attaccava. Ho allattato, certo, perché restavo convinta dei benefici, ma a orari e per sei mesi. C'est la vie.


2. L'abbigliamento 

Non so perché ero convinta che mia figlia sarebbe stata una specie di bambola, una mini-me, una donna in miniatura. Se ci ripenso ho i brividi. A parte quello che ha scelto lei, ho capito in fretta che la praticità e la qualità battevano alla grande la moda. Chissene se non sono fighette, in ordine, perfette: l'importante è che siano comode e che la roba si lavi a 60º senza conseguenze.


3. Le uscite 

Io non cambierò mai le mie abitudini! E quindi portati a cena fuori la neonata che PIANGEVA TUTTO IL TEMPO. Le abitudini le ho cambiate, ci siamo inventati delle meravigliose serate in casa a base di ostriche e Elio e le storie tese, poi gli anni sono passati e ora giriamo il mondo con due, chi l'avrebbe detto?

4. Il carattere

Ero certa che sarei stata io a plasmarle, avrei fatto delle mie figlie delle creature come IO volevo, educate, simpatiche, intelligenti, rispettose, capaci di restare immobili come statuine per ore. Beh, che ve lo dico a fare? Hai voglia a lavorarci, ma la strada è lunga!

5. La superiorità 

Io credevo di essere superiore. Perché avevo letto, studiato, perché mia figlia dormiva, mangiava, rideva. Non giudicavo perché il giudizio non fa parte di me ma mi vedevo comunque "più brava", desiderosa di dispensare consigli quando richiesti. Poi... poi ho visto che a. Non sempre è merito nostro, b. Ci sono taaaaante altre mamme più brave di me, e meno male! 

La lista potrebbe proseguire, ma sono le 10 di mattina, sono in Bielorussia ed è il 18 agosto. Perciò lascio farlo a voi, scommetto che ne avete delle belle... o no?!


giovedì 17 agosto 2017

Perché non dobbiamo desiderare che i nostri figli siano come noi






Vorremmo che i nostri figli fossero come noi, magari non lo ammetteremo mai, ma, in fondo, vorremmo che almeno qualcosa da noi la prendessero, che ci assomigliassero, che seguissero le nostre orme sulla strada della vita, non in tutto, ma almeno nella professione o nello sport o sa Dio in cosa.

E' normale, è umano, è la nostra storia che vorremmo continuasse sulle loro gambe e non più sulle nostre.

Ci diciamo che in fondo, beh, mica siamo poi così male, siamo delle brave persone, se anche fossero come noi, già sarebbe tanto, già ci sentiremmo realizzati e riusciti come genitori.

E invece no.

mercoledì 16 agosto 2017

La pazienza di una mamma è relativa?

C'è chi è zen e chi meno, e ognuno/a ha un limite di tolleranza diverso.

C'è chi sbraita e si sgola perchè i figli si alzano da tavola prima che tutti abbiano finito, e chi trova miracoloso già che i figli ci si siedano, a tavola.

C'è chi è esaurito perchè i figli ci mettono addirittura mezz'ora ad addormentarsi (da soli), mentre altri accenderebbero un cero alla Madonna e a tutti i santi.

C'è quella che strappa la pagina per un singolo errore, e quella che ringrazia Dio se almeno riesce a finire una pagina di compiti.

Insomma, siamo tutti diversi.
Ieri mio marito è tornato sconvolto da una cena, perchè c'era un padre che è sbottato contro suo figlio, che avrà avuto 7/8 anni.
Questo bimbo giocava alla playstation e ogni tanto esultava o si incitava a bassa voce, tipo "vaiii" "siiiii", ma dice che nemmeno si sentiva.
Il padre invece è sbottato "io questo non lo sopporto! Ma possible che faccia tutto sto casino e non si possa cenare in pace???!"

Se ci fossero stati i miei figli credo sarebbe morto, e quasi quasi mi dispiace non ci fossero. No, non auguro la morte a nessuno, ma insomma, il giusto metro di paragone alle volte fa miracoli.

Io mi ritengo piuttosto zen, non mi arrabbio quasi mai, e perchè mi incazzi serve quasi che facciano cascare il mondo.

Non  mi tange il bordello che fanno in casa, so che prima o poi tornerà l'ordine, ho la ragionevole certezza che tra 10 anni non giocheranno più con draghi e playmobil.

Non mi tange il rumore, ho la capacità di astrarmi e continuare a leggere o lavorare anche se intorno c'è più rumore che in una acciaieria.

Non mi scompongo se sporcano, sì li riprendo, non si mangia in giro e bla bla, ma tanto non mi cacano e poi aspirapolvere e via. Amen.

I litigi mi lasciano piuttosto indifferente. Finchè non scorre il sangue e non saltano teste o arti, non mi scompongo. Mio marito invece fa fuori di testa al primo "scemooooooo".

Ah, anche le parolacce non mi fanno morire di dolore. Sì, dico che non si fa, non è che gli dò un premio, ma per ora vedo che se le dicono solo tra loro e fuori evitano. Quindi riservo le mie corde vocali per altro.

lunedì 14 agosto 2017

10 cose che non sopporto dell'estate



Bella eh. Bellissima. Finalmente tutti al mare, o in montagna, addio color topo morto, viva le infradito. Però ecco... siamo sicure che ci piaccia proprio tutte?

Ecco le 10 cose che io non sopporto dell'estate.


- La baby dance


Ora, per carità, ai bambini piace tanto. Ma... ma scherziamo? Canzoni dai testi che solo a sentirli vorrei piazzare una bomba, genitori più invasati dei figli, figli di un anno costretti a dimenarsi quando invece piangono e urlano come ossessi per andare a dormire. E i tormentoni? Yo contigo, tu conmigo poppoporopoppò. Dio santo.

- Il costume


Su, siamo oneste. Ce lo metteremo mica tutte a cuor leggero? Boh, io. Innanzitutto, il primo costume dell'anno non si dimentica mai: praticamente le sdraio hanno bisogno della protezione solare perché riflettiamo il sole tanto siamo bianche. Ma poi... è proprio lì, nei camerini di Calzedonia, mentre indossiamo quel bikini visto sul catalogo, che ci ricordiamo che forse quegli addominali era meglio farli, sì.

venerdì 11 agosto 2017

Natural feeling



Ho già parlato di biberon, lo so, ma io ai Natural Feeling di Chicco ci sono legata.
Ci sono legata perché è il primo biberon che ho comprato anni fa per il mio primo figlio, dopo un attento studio da  quasi neomamma inesperta che si basava solo sul rapporto qualità prezzo e sulle recensioni su internet che mi aveva fatto scegliere proprio un Natural Feeling.
Poi... Poi un anno fa è arrivata la mia seconda bambina e, memore dell'esperienza avuta col primo figlio, mi sono di nuovo affidata ai (nuovi) Natural Feeling.
Con entrambi i miei bambini ho condotto un allattamento quasi sempre misto fino al passaggio all'artificiale. Non è stato semplice accettarlo col mio primo figlio, sapete cosa intendo, ma è andata così e posso dire di aver cominciato a godermi davvero mio figlio solo quando ho accettato il biberon. Che era lui, il Natural Feeling.
Questo biberon è speciale: cresce con il tuo bambino, il che non rende necessario dover far adattare il bambino ad altri modelli, nè di bottiglia, nè di tettarella. La bottiglia semplicemente cambia altezza, mentre la tettarella cambia forma e dimensione dei fori adattandosi alla crescita del bambino
In più è maneggevole e facilissimo da pulire per la sua particolare forma larga e bombata.
Io l’ho trovato ideale per l'allattamento misto, grazie anche alle tettarelle realizzate in silicone ultra-morbido e vellutato, a cui la mia bimba si è subito adattata .
Ha una doppia valvola anticolica e la tettarella rimane sempre piena di latte, il che previene l'ingestione dell'aria da parte del bambino.
Sia che sia al seno che con il biberon, ricordatevi che il momento dell’allattamento deve rimanere un momento speciale che voi e il vostri bambini vi meritate, per godere  , delle coccole reciproche nella vostra intimità, in un ambiente tranquillo e riparato. E fate provare i papà, che, giuro, sono capaci!



Ora che la mia bambina ha 1 anno si può dire che fa da sé: utilizziamo ancora il Natural Feeling, ma ormai ha imparato a gestirlo da sola, sia che contenga acqua, sia che contenga latte o altro, e ne va molto orgogliosa. E' una conquista per lei, una delle prime autonomie che si è guadagnata e che le piace mostrare. Stiamo usando questo modello che vedete nelle foto, indicato proprio per i bambini più grandicelli, una versione romantica, ché a noi piace così.


Perché tra le tante doti e utilità, i biberon Natural feeling sono belli.
Scusate se è poco.


giovedì 10 agosto 2017

Quando la mamma vuole scappare

Oggi è una giornataccia.
Una di quelle in cui ti chiedi se sia fattibile prendere un biglietto a caso e sparire, che tanto, visto come sono i tuoi figli grazie alla tua educazione, non puoi che fargli un favore.

Non è sempre così, grazie a Dio, ma lo è sempre più spesso.

Ho scritto oggi su facebook che a volte mi pare una corsa ad ostacoli, perchè appena superi un problema te ne trovi di fronte un altro.
Lo so  che è orribile parlare della maternità in questi termini, vederla come una fatica, lo so da me.
Ma ci sono periodi in cui è davvero fatica.
E, quel che è peggio, ci sono periodi in cui è SOLO fatica.

Quanto a noi, riassumendo molto ed evitando tutti gli extra tipo problemi di salute dei familiari, di lavoro, varie ed eventuali, diciamo che negli ultimi 3 anni abbiamo avuto la nostra gatta da pelare per le inaspettate difficoltà scolastiche di Ale.

Chi non ci è passato non può capire cosa significhi avere un figlio che odia la scuola.
Un figlio che quando accenni ai compiti si mette a piangere e ad urlare, si nasconde, urla e lancia oggetti dappertutto.

Sono stati tre anni deliranti, i primi due soprattutto, ma ok, abbiamo capito ed affrontato, mi sono anche sentita fare i complimenti dalla neuropsichiatra, che mi ha detto che è raro che gli arrivino bambini così piccoli, perchè pare che i genitori siano distratti, che preferiscano punire e sbraitare senza chiedersi prima se magari non ci sia un problema di fondo.

Cinque minuti di gloria, per poi scontrarsi comunque con la realtà, con un figlio che migliora ma che comunque si sente inferiore agli altri per il segno che hanno lasciato i primi due maledettissimi anni.

Presi da risollevare il grande, non ci siamo accorti che stava crollando il piccolo.

Non so bene come e perchè, ma il piccolo Tondino tutto coccole è diventato una belva ringhiosa.
Provate ad immaginare il vostro cucciolo tutto coccole e sorrisi che da un giorno all'altro diventa una iena.
Addio coccole, addio sorrisi, addio risate. Fine.
E' sempre un NO, un che schifo, un che noia, un vai via, non ti voglio.
Cerco di abbracciarlo e mi prende a calci, cerco di stargli vicino e mi scaccia, lo ignoro e fa il pazzo.

Non riesco nemmeno a descrivere cosa significhi vievere con un bambino così complicato, credo sia umanamente impossibile, sono troppo presa a sopravvivere per trovare le parole.
Forse la cosa più traumatica è proprio il cambiamento improvviso, il passaggio da cucciolo amorevole a cucciolo che ti detesta, ti urla, ti contesta.
E non ogni tanto eh, SEMPRE.
Ogni santissimo giorno, da quando mi alzo a quando vado a dormire, non mi fa un sorriso a morire, non mi ascolta, non fa nulla di quello che dico, nulla, possibilmente fa l'opposto.
Solo chi ci è passato può capire.

Salto quindi la descrizione penosa e arrivo alle ultime vicende.
La settimana scorsa era dai nonni (a 100 km), e mi dicevano che aveva giornate di tristezza.
Finchè al telefono mi dice che la vita non ha senso e tanto vale morire.
A 6 anni.

mercoledì 9 agosto 2017

La sorella geniale




Uno dei miei post più letti è sicuramente quello sul perché fare un secondo figlio. Un secondo figlio lo rifarei ad occhi chiusi, non avrei un attimo di esitazione. Non potrei mai immaginare la mia vita senza una delle mie due bambine

Però... c'è un però. È vero che io lo rifarei altre dieci milioni di volte, ma mia figlia maggiore

Mamme di due figli, alzi la mano chi ha sentito questa frase: non voglio più una sorellina (un fratellino)! 

Oppure

Perché hai fatto x?? 

Già, essere fratelli maggiori può essere difficilissimo, ed è questo, forse, che non ho mai detto. Non l'ho detto quando volevo convincervi ad avere un secondo figlio, perché ho preferito ometterlo, perché non ci stava bene. Non l'ho detto perché in fondo non è una frase che fa una vita, non è un sentimento di rabbia che dura qualche minuto (anche se tutti i giorni) che rovina un rapporto. Il rapporto bellissimo che può esserci tra fratelli. 

Si dice che spesso il secondo figlio sia più sveglio, più intelligente, più tante cose. Credo che sia vero perché semplicemente si ispira a qualcuno poco più grande, soprattutto quando la differenza è minima, e hanno un esempio da cui imparare costantemente: a stare in piedi, a parlare, a giocare, a scoprire, a mangiare, a contare. 

A volte, semplicemente, può capitare che il primo figlio vi sembri intelligentissimo, simpaticissimo, bellissimo, e poi arriva il secondo che è ancora più issimo. Ed è dura finire in secondo piano, perché se anche non lo fate voi, qualcuno ce lo metterà per forza. 


Io ho avuto una prima bambina intelligente, buffa, bella e sveglia. Sua sorella... Sua sorella è buonissima, legge da quando aveva 4 anni e 9 mesi e ora legge quasi meglio della grande, nuota senza braccioli da un anno ormai, memorizza parole in inglese come fossero nomi di Winx, mangia tutto con gusto, non urla mai, si arrabbia di rado. Ma soprattutto è dolcissima con tutti.

E questo cosa fa? Che la gente la adori. E se ne freghi della sorella più grande. 
I complimenti si sprecano: guarda com'è brava, com'è intelligente, com'è simpatica, com'è buffa, come nuota bene, come danza bene, come le stanno bene questi vestiti, guarda che codine carine, che visino da morsi, ma quanto mangia? che soddisfazione! e via dicendo. 
Lo capisco, eh. Lei è veramente così (anche se, come mamma, io ne vedo anche i difetti, i capricci, vedo come picchia me e la sorella, come pretende le cose, come si arrabbia facilmente) ma... io amo le mie figlie nella stessa misura

E soffro incredibilmente per la maggiore, che verso i tre anni è cambiata completamente. E se fosse colpa della sorella? Può essere. 

Ma no, mamme di un figlio solo, non scoraggiatevi! Non vale la pena rinunciare ad un figlio per questo... 
Ma siate preparate. Perché se oggi pensate di non poter amare così tanto un altro bambino, be', non è vero. Lo amerete e vi sorprenderà come fosse la prima volta. 

La parte dura sta nel trovare un equilibrio. In quel passaggio in cui il piccolino (che resterà sempre piccolino) è agli occhi di tutti una meraviglia, e il grande... semplicemente è grande, non interessa (tranne i papà, forse, che spesso preferiscono i grandi). Resistere alla tentazione di dedicarsi solo al piccolo. Resistere alla tentazione di far complimenti solo a lui. Resistere alla tentazione di fare paragoni. 

Che poi io parlo della sorella "geniale" (non che sia un genio, ho solo ripreso il titolo del libro!), ma a volte succede il contrario, e non è bello neppure quello. Ma qui si parla di primi che soffrono alla nascita dei secondi, e credo che sia il nostro caso. 

Io ho sbagliato tanto, credo. Ho sbagliato tanto perché la mia secondogenita è più simile a me, piena di ansie, vergognosa, ma pacata e ragionevole, mentre la primogenita è più agitata, casinista, ribelle, e mal si sposava col mio concetto di figlio, con la mia rigidità, col mio bisogno di un bambino che corrispondesse alle mie aspettative. 

Beh, è una cazzata. Lo scrivevo giorni fa su Instagram: la difficoltà sta nell'accettare un figlio per quello che è, inutile sperare che sia diverso. 

E se per caso uno ci è venuto come volevamo, non è un buon motivo per ricordarlo. E sapete perché? Perché prima che quel secondo arrivasse, non avevamo occhi che per il primo, giusto? Il nostro primo, unico, perfetto figlio.

Sì, vale ancora la pena fare il secondo figlio. 
Perché se si riescono ad incastrare - e col nostro aiuto ci riusciranno - verrà fuori solo una meraviglia che durerà per tutta la vita.

E forse - dico forse - la gelosia un giorno passerà. E resterà l'ammirazione.

lunedì 7 agosto 2017

Fenomenologia della mamma: la Mamma Stordita

La rubrica Fenomenologia della mamma è archiviata da un po’, ma ogni tanto ci troviamo davanti ad un caso così disperato che proprio non si riesce a resistere.
In questo caso, io.

La mamma Stordita è quella che proprio non ce la fa a fare andare tutto diritto.
Per quanto si attrezzi, si scervelli, si impegni, un pezzo le manca sempre.

La Mamma Stordita è quella che ha comprato la "borsa del cambio" più figa dell'universo, l'ha predisposta con tutto l'occorrente, pannolini, biberon, salviette disinfettanti, ma:
- se ha la borsa cambio ha scordato la borsetta con portafogli;
- se ha inserito portafogli si è poi trovata al lavoro senza poter pranzare perchè pvviamente si è scordata di prenderlo;
- se ha tutto, regolarmente dimentica la borsa in auto, così quando serve è comunque senza.

 Ha quindi deciso che il vecchio metodo "pannolini direttamente in borsetta" era perfetto.

giungla? No, su un albero dai nonni



E' quella che va a mangiare un gelato con i figli e non ha neanche un pezzo di fazzoletto usato per ripulirli, nemmeno uno scontrino visto che per una volta è stata così diligente da buttare il malloppo che stazionava in fondo alla borsa.
E così, quando Lei, la Mamma Organizzata, le porge una salvietta con aria vagamente compassionevole, si sente la peggiore delle madri.

venerdì 4 agosto 2017

10 paranoie made in Italy

Abbiamo il clima migliore del mondo, nessuna zanzara che porta morte, certe malattie del tutto - o quasi - debellate, pochissimi animali velenosi e con sieri miracolosi tutto si risolve, eppure… eppure le mamme italiane sono le più paranoiche del mondo, almeno di quello che ho girato io. Basta parlare con una qualsiasi mamma che ha vissuto all’estero - mi viene in mente un vecchio post dell’amica Elena The Yummy Mom - o che vive in Italia ma frequenta molte mamme straniere, per capire che siamo uniche al mondo. Uniche e… paranoiche :D 

Ecco la top ten delle paranoie made in Italy


1. La canottiera


Sì, esiste anche in altre culture, per carità. Ma in Italia la maglietta della salute sembra un’ossessione, cotone dentro lana fuori mi raccomando. Altrimenti non si spiega perché degli uomini la porterebbero ancora. Che per carità, il maschio italico sempre gnocco rimane, però va be’. In fondo la donna si mette il body.

2. L’aria condizionata


L’aria condizionata sta al sudore come il fumo ai polmoni: il paragone vi sembra macabro? Ripensate a quante volte avete detto “oddio quest’aria fredda col sudore domani saremo tutti malati/bloccati/morti per sempre”. Nei paesi americani la temperatura media dei luoghi chiusi è -10, fuori +300, inutile dirvi che sono ancora tutti vivi. Pure noi. 

3. Il caldo


Ok, abbiamo capito, fa caldo. Abbiamo capito che i vostri bambini sudano (avete provato il rimedio di Klarissa?). Ma sono poche settimane l’anno e no, non è il peggio che possiate provare. Potete uscire anche se fuori ci sono 2000 gradi, portatevi l’acqua e scegliete un posto ombreggiato. Ogni anno è l’anno più caldo dal 1430, ormai dovreste esserci abituate, no?

giovedì 3 agosto 2017

5 cose che rendono le mamme intollerabili




E ora mamme, tutte insieme, un bell'esamino di coscienza, che male non fa.

Avete presente quando vi dicono che diventare mamme non esaurisce ciò che potete essere, né annulla ciò che eravate e voi non capite che significhi?

O quando vi dicono che potreste parlare anche d'altro che non siano i figli e voi vi risentite?

Ecco, ora vi dico io cosa rende la categoria delle mamme insopportabile agli occhi di molti e, fidatevi, perché ve lo dico da mamma:

1) la sdolcinatezza linguistica

Da che cominciate a cercare un figlio cambiate registro linguistico.

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