venerdì 24 febbraio 2017

Fenomenologia della mamma a carnevale

Siamo in pieno carnevale, e proprio non riusciamo a trattenerci.

Ecco quindi la tipologia di mamme che potete incontrare in questi giorni!

La ritardataria

E' quella che vedi la sera alle 7, il giorno prima della festa a scuola, mentre cerca di convincere il figlio di 9 anni che vestirsi da Teletubbies è molto originale. Specie perché non è rimasto altro.
L'alternativa è vestirsi da Zorro, un paio di baffi, gel e mascherina nera e ci si salva sempre.

Oppure, perché non infrangere i tabù e qualunque stereotipo di genere e non vestirti da Elsa? oh, guarda, preferisci Barbie regina delle nevi?

No che non ti prendono per il culo, sarai un pioniere, infrangeremo gli stereotipi insieme, uniti nella guerra contro...

hai ragione, dovrò poi cambiarti scuola e sarà una rottura di maroni. Come non detto.

Zorro andrà benone, vero?


giovedì 23 febbraio 2017

Tutte mamme perfette. In teoria.

Deve esserci un buco spazio temporale dove vanno a finire tutte le mamme perfette.

Sì, perché se tutte le madri a parole e sui social sono la perfezione incarnatasi mamma, allora mi chiedo chi siano le madri che ogni giorno incontro nella vita di tutti i giorni e di cui tutte non perdono occasione per lamentarsi.

"Non posso dare una merenda sana a mio figlio, perché io arrivo con le carotine bio e TUTTE le altre con focacce unte e bisunte grondanti olio che ci puoi rabboccare il motore o patatine (che il demonio fa meno paura) o cioccolato (Dio ce ne scampi e liberi!) o, addirittura, merendine (IL male).

Parte il coro di:

io solo pomodorini colti dall'orto ancora con la rugiada di prima mattina (ma sparati!)
io una busta di insalata, altro che busta di patatine! (certo, certo...)
io solo torte fatte da me con ingredienti selezionati! (ma se ti ho visto al super a comprare la torta Cameo, maddaiiii!)
Io solo mele colte dal melo che ho piantato sul balcone (?!)
Io solo pane fatto da me, lievitato di notte almeno 12 ore e marmellata, sempre fatta da me, di notte, mentre il pane lievita (ma se t'ho chiamata alle  10 e dormivi?!)

Bene.


mercoledì 22 febbraio 2017

Combattere la routine è possibile?

Io sono quella che arriva sempre con calma.
Faccio le recensioni delle vacanze estive a febbraio, parlo della neve ad aprile, e delle vacanze di pasqua in luglio.
Insomma, con un po' di ritardo ma arrivo.

Quest'anno non mi sono fermata a fare bilanci, che pure trovo utili per rendersi conto di cosa si è fatto, nè una lista di buoni propositi, utili a darsi una direzione.

Ma uno sì, me l'ero "imposto":

una cosa bella al mese.


Ho capito che una delle cose che ci rendono più ansiosi e insofferenti è la routine.
Le giornate sempre uguali, tutto già scandito, già conosciuto.
Le litigate la mattina, le corse al lavoro, le corse la sera.
E le serate, sempre tutte uguali, tendenzialmente in casa.

martedì 21 febbraio 2017

Essere genitori perfetti è facile (se non si hanno figli)

Vi ricordate quando non avevate figli ed eravate genitori perfetti?

E quando aspettavate un bambino e sapevate già tutto dei neonati e di come si cresce un figlio?

Poi, niente, avete subito un primo grande colpo che ha cominciato ad erodere in profondità e senza sosta la vostra perfezione. Cosa?

avete avuto un figlio.

E la degenerazione è cominciata.


lunedì 20 febbraio 2017

Sii la migliore versione di te stessa

Lo so, è una frase che ultimamente si sente spesso. Io l'ho sentita la prima volta traducendo un articolo per il magazine per cui scrivo, che parla di benessere: sii la migliore versione di te stessa. E ci ho creduto. Ci ho creduto così tanto da farne un mantra, perché se tante cose mi erano chiare da sempre, su altre dovevo lavorare. Perché è facile essere una bella versione, la migliore, quando per esempio si è alte, magre e toniche. Inutile prendersi in giro. Ma essere soddisfatte di sé non significa rispondere ad un canone, non significa equivalere ad una pubblicità.

Essere soddisfatte di se stesse significa essere consapevoli della base di partenza - sia essa fisica, economica, intellettuale, quello che volete, perché accettarsi comprende tutte le sfere, anche il nostro essere mamme - e da lì lavorare per sentirsi meglio, per stare bene, per essere in pace e non avere niente da recriminarsi. 

Perché non c'è un modo giusto o sbagliato di essere, e nessuno può imporcelo. Certo, ci sono delle regole di vivere civile, l'educazione, il rispetto per gli altri, l'igiene personale, ma il resto lo decidiamo noi, siamo noi che decidiamo cos'è bello, cos'è piacevole, qual è il livello culturale accettabile, che educazione seguire o come mangiare. Nessuno e nessuna moda possono imporci niente, né di essere magre, né di avere 10 figli e crescerli tutti in un certo modo, né di fare un determinato lavoro (o farlo proprio). 

Il primo punto per stare bene, secondo me, è proprio questo. Capire che le nostre decisioni, il nostro modo di essere e la nostra personalità non devono essere influenzati dagli altri, da quello che gli altri pensano o scelgono, da quello che ci viene richiesto. Possiamo cercare di cambiare per andare più d'accordo col nostro compagno o per essere madri più attente, ma il confine tra il compiacimento altrui e la disponibilità a cambiare è molto labile.

venerdì 17 febbraio 2017

Genitori scambisti

No, non nel senso di scambio di coppie.
No, non nel senso di locali notturni.

Abbandonate, o voi che entrate, qualunque pensiero scabroso, erotico o di natura sessuale e immergetevi nel mirabolante mondo dei genitori che non trombano dal 1996 circa.

Scambisti in che senso, allora?

Nell'unico senso possibile per un genitore, cioè in quello sfigato:

scambisti di letti.



giovedì 16 febbraio 2017

Cose che succedono la mattina e la sera quando si hanno figli

Chiunque abbia figli, specie se lavora fuori casa, ha ben presente il delirio in una casa con bambini, la mattina.
Altro che pubblicità dei biscotti, con tutti sorridenti, lavati e pettinati a chiacchierare amabilmente!
Ora, visto che mal comune mezzo gaudio, raccontiamocelo un po', suvvia.

Ho due figli, entrambi nati sotto il segno del leone, entrambi maschi, 3 anni di differenza.

Ovviamente sono la notte e il giorno, in senso piuttosto letterale.
Bioritmi completamente diversi, il grande che si sveglierebbe all'alba, che adora essere in anticipo, che alle 7, quando mi alzo, è già lavato e vestito.
L'altro che non vorrebbe mai andare a dormire e, di conseguenza, non vorrebbe mai alzarsi.

Uno si sveglia ciarliero e dispettoso, l'altro sta(rebbe) in catalessi per i primi 40 minuti.
Praticamente è come mischiare acido nitrico, acido solforico e glicerina, un bel botto.

Il grande inizia a tormentarlo mentre il piccolo è ancora a letto. Tondino, che è a carburazione lenta e avrebbe solo bisogno di pace e silenzio,  inizia ad incazzarsi e a sbraitare prima ancora di scendere dal letto.
E' bellissimo, no?, svegliarsi e iniziare la giornata con  urla, pianti e insulti. Mette di buon umore.

mercoledì 15 febbraio 2017

Fenomenologia della mamma alla consegna della pagella

Tempo di consegna di pagelle e ovviamente pagella che hai mamma che trovi.
Seppelliamo le nostre ansie da genitori facendoci due risate, và!
Ecco cosa può capitarvi di trovare in classe:

La finto-sorpresa

Si siede subito in prima fila con il sorriso a 54 denti. Sa già che la pagella del proprio pargolo sarà costellata di 10 (ovvio, ha preso 10 in tutte le materie per tutto il quadrimestre) eppure la apre come se leggesse le rivelazioni di Fatima: urletti di sorpresa, mano alla bocca, lacrima di commozione.

L'orgogliosa-ciarliera

L'orgogliosa-ciarliera non vede l'ora di mostrare la pagella a la qualunque e ... lo fa.
La discute con le mamme della classe, la manda via whatsapp a tutto il parentado, la appende al frigorifero, la posta su facebook e su linkedin. E io la ringrazio, davvero, perchè almeno posso rendermi conto del livello di mio figlio, perchè invece in classe mia la fenomenologia è una e unica ed è

L'omertosa

L'omertosa tocca la pagella come se si trattasse del dossier definitivo sulla nuova guerra fredda. La mette subito girata sul banco,  si guarda intorno furtiva accertandosi che nessuno osservi, e finalmente la apre, memorizzando in 3 secondi 11 materie e il giudizio, per poi richiuderla immediatamente e farla sparire in borsa.
Si allena a casa da giorni per mantenere un'espressione imperturbabile. Viso di cera, non troppo incazzato che sennò pare che i voti siano pessimi, non sorridente, sennò pare che si vanti. Una faccia alla Gioconda, insomma (ecco cosa stava facendo Monna Lisa, stava ritirando le pagelle!).
La faccia delle mamme alle pagelle è più o meno questa: anni di esercizio! ecco svelato l'arcano sulla Gioconda!

martedì 14 febbraio 2017

San Valentino dopo i bambini

Caro amore mio/topolo/mo'/teso, 
sì, ti chiamo così per abitudine, lo sappiamo entrambi. Chiamarti per nome ormai mi sembra strano, un po' come quando alle 8 ancora dormiamo e, magia, nessuno è piombato nel nostro letto.
Ti ho sempre detto che di festeggiare San Valentino non me ne importava niente, perché l'amore è tutti i giorni, perché dei cioccolatini non me ne interessava nulla (banali operazioni commerciali in cui io, bibi, non casco, lo sai), perché il nostro amore non doveva trasformarsi in quella banalità in cui ci si adora un giorno all'anno e gli altri 364 giorni ci si manda a quel paese e si guardano i culi altrui. 

No, io volevo che fossimo diversi. 

L'ho pensato anche il nostro ultimo San Valentino, sai? Quello prima dei figli, intendo. Quel giorno me lo sono detta: questo è l'ultimo 14 febbraio che passiamo da soli, forse per una volta, una sola, dovremmo fare qualcosa di speciale, no? Mi ero fatta un bagno lungo, depilata, messa la crema profumata e lo smalto. Mi dicevo che noi saremmo stati - di nuovo - diversi, che ci saremmo amati con passione ogni giorno, anche con le fatiche dei figli. Che mi avresti desiderata come sempre e che sarebbe stato sempre San Valentino, per noi, sempre sesso al mattino prima di andare in ufficio, docce insieme e cenette a lume di candela nel weekend. Poi mi ero addormentata sul divano guardando L'Eredità aspettando il tuo rientro, e tu non ti eri nemmeno accorto delle gambe lisce. 

Poi siamo diventati genitori, ed io ero completamente sfatta. Ricordo il primo San Valentino, io con le tette al vento e non certo per imitare un porno, tu a spiegarmi al telefono che proprio non ce la facevi a rientrare presto, che c'era un'urgenza e dovevo capire, in fondo vivevamo col tuo stipendio, no? 

lunedì 13 febbraio 2017

Rompe più un bambino di un cane

Chiunque abbia un figlio, prima o poi, lo pensa: c'è più tolleranza nei confronti di un cane di quanto ce ne sia per un bambino.

Nei ristoranti puoi far entrare senza problemi un cane.

Non importa se a non tutti fa piacere cenare con una bestia magari puzzolente ai piedi... o che gironzola per i tavoli cercando cibo: è un cane! 
E' così carino!
E' il migliore amico dell'uomo e bla bla bla.

Non ti potrà mica dare fastidio un cane?

No, perché altrimenti sei un mostro insensibile.

Però i ristoranti no kids esistono.

Perché un bambino può disturbare, anzi, disturba sicuramente, senz'ombra di dubbio!
Un bambino fa capricci, piange, urla, lancia il cibo e i genitori nel mentre generalmente si scaccolano e si fanno la pedicure leggendo Vogue mentre lo smalto si asciuga.

Sui mezzi, se sale un cane, ci manca poco che gli cedano il posto.
Al cane, eh, neanche al padrone che magari lo tiene in braccio.

E' grande? Grande tanto che occupa un paio di posti che delle persone in piedi potrebbero occupare? 

Ecchessarammai?!

Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...